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Lettera inedita di Italo Galasso al fratello Enzo

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Roma, 31.12.194
Enzino mio carissimo,
sono stato rti a corto di un mio scritto pur sapendo quanto questo potesse giungerti gradito.
Avrei potuto inviarti qualche cartolina, ma era nella mia intenzione scriverti a lungo per dirti tante cose, 
per concedere uno sfogo alla mia anima che il tormento piega sempre più, inesorabilmente, come esile stelo. 
Approfitto del silenzio meridiano che grava nella bianca cameretta che accoglie pietosa gli spasimi della mia carne stanca. 
Solo il mio dolore veglia in questo momento come la fiamma di una catarsi che pare non debba aver più termine entro i confini del nostro mondo. 
Permetti che io tralasci ogni notizia sul male e sui suoi sviluppi: oltre a saperne poco anch’io non voglio aggiungere altre spine a quelle che già lacerano il tuo nobile cuore. Voglio soltanto riferirti che la legge dell’Universo è il male e che questo male si identifica con la vita. 
Quando uscivo dalle tenebre alla luce, dal duro sacrificio al puro e santo godimento delle mie fatiche; 
quando appena tentavo di suscitare un chiarore di alba nuova nell'àmbito della nostra famiglia, la vita inaspettatamente mi insidiò.
Enzino, non è il male in se stesso che inumidisce di lacrime le mie pupille (sarebbe un pianto egoista per quanto giustificato), 
ma sono considerazioni di altro genere che mi lacerano il cuore: 
le sofferenze specialmente morali dei nostri cari pesano sensibilmente sulla mia anima.
Ed ora basta, ho già dato un acuto sfogo al mio spirito. 
Attendo di ricevere una tua lunghissima lettera nella quale, tralasciando i miei casi, mi parli di te e delle tue cose. 
Domani un nuovo anno si schiuderà sugli orizzonti della speranza. 
Tramontino con l’odioso ’41 tutte le pene e le sofferenze dei nostri cari e spunti per essi un periodo di serena letizia. 
Con tutto l’affetto dell’anima che tu conosci ti auguro ogni bene ed ogni felicità.
Possano intanto le mie pene trasformarsi in tua felicità, in modo che tu conosca della vita i lati migliori così come conoscesti anche gli aspetti cattivi nel nostro tormentato viatico ed in modo che la nostra famiglia abbia a trarre da te luce e prosperità specialmente se la mia anima non ricomporrà più la compiutezza dei suoi petali martoriati. 
Con questo augurio ti stringo forte forte al mio cuore e ti bacio mille volte.

                                                                                                                                                               Tuo fratello Italo

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