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Parigi val bene una marcia

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Il 27 ottobre del 2005 Muhittin, un diciassettenne originario del Kurdistan, insieme con i suoi due migliori amici, Bouna di quindici anni e Zyaed di diciassette, per sfuggire ad un controllo della polizia francese si nascose in una centrale elettrica. Solo lui riuscì ad uscire vivo da quella centrale, i suoi due amici morirono folgorati. Mentre Muhittin era in ospedale, per venticinque notti, i giovani delle banlieues misero a ferro e fuoco Clichy-Sous-Bois, una zona periferica di Parigi. Fu quell’episodio a scatenare quella che passerà alla storia come la rivolta delle banlieues."
"Clichy-Sous-Bois è a soli 15 km da Parigi ma è come atterrare su un altro pianeta. Qui due persone su tre sono di origine straniera e una su tre è disoccupata … Muhittin abita in uno dei tanti alveari che rendono famose le periferie. Sessanta metri quadri, sette persone: i genitori venuti dal Kurdistan, Muhittin, le tre sorelle e il fratellino … Viviamo come in un ghetto … La scuola non è la stessa che per i francesi, il lavoro ci è proibito: nessuno assume qualcuno di Clichy, anche camminare per strada per noi è diverso. Veniamo fermati continuamente per un controllo e se rispondi male ti portano dentro, tanto nessuno può venirti a cercare.”
Le banlieues sono diventate l’esempio più eclatante di come la politica stia ripiegando su se stessa, di come non sappia più riconoscere nelle persone i sentimenti e le legittime aspirazioni…. I ceti sociali più agiati abitano un centro sempre più fortificato, tenuto sotto controllo dall’occhio vigile delle telecamere e dei poliziotti, quelli più svantaggiati occupano le periferie che assomigliano sempre più a dei ghetti dove rinchiudere e relegare ciò che non piace vedere. Questo è ciò che avviene in piccolo. In grande assistiamo, invece, ad un processo che Bruce Sterling ha definito nuovo disordine mondiale e che punta a relegare nei paesi economicamente e socialmente più deboli e instabili il marciume… Trattandosi di attività pericolose e socialmente squalificanti, gli stati evoluti le perseguono penalmente e, per decreto, le esportano nelle aree del globo più deboli e meno controllate dalla polizia.. a causa delle tensioni etniche o religiose. Così in un mondo globalizzato, i paesi economicamente in rovina diventano paesi criminali.” Ma in questi paesi, in questi ghetti, vivono degli esseri umani con le proprie ansie, emozioni, aspirazioni e aspettative e sono le stesse di quelli che vivono negli stati più evoluti o nei grandi centri. Solo che qui tutto ciò viene puntualmente frustrato e la frustrazione deve trovare prima o poi una valvola di sfogo. Anche le nostre città sono circondate da cariche esplosive pronte a brillare al primo attrito. Spesso queste persone non sono considerate tali, a loro non vengono riconosciuti gli stessi diritti di cittadinanza degli altri…

Così scrivevo, circa 7 anni fa, in “Di là dal ponte“, per descrivere come la politica post-moderna non fosse empatica e mostrasse la sua doppia faccia, una democratica di primo piano ed una autoritaria di retroscena, parole che a rileggerle oggi suonano come una profezia e che forse aiutano a capire a chi oggi si domanda come possano dei “figli della Francia” aver commesso tutto ciò. All’epoca il presidente francese era Nicolas Sarkozy, uno che di libertà di espressione se ne intendeva. Nel 2003, quando era ancora ministro dell’Interno, denunciò il rapper Hamè, idolo dei giovani delle periferie francesi, per le sue canzoni contro i poliziotti, poi assolto nel 2008 dalla corte d’appello di Versailles. Nel 2008, da presidente, per scoraggiare la condivisione online di contenuti protetti da copyright aveva lanciato il sistema dei tre colpi e sei fuori, per cui dopo due avvertimenti, al terzo, l’utente sospettato di file sharing (condivisione di file) illegale sarebbe stato disconnesso dalla rete Internet. Il Parlamento europeo, per tutta risposta, approvò degli emendamenti a protezione dei diritti fondamentali degli utenti perché l’accesso ad Internet è un servizio essenziale ed universale legato ai diritti fondamentali del cittadino. Infine, sempre nel 2008, per rendere noto il proprio senso dello humor sporse denuncia nei confronti di un’azienda che aveva messo in commercio un kit composto da una bambolina voodoo con la sua immagine, un libro e dodici spilloni per infilzare il pupazzetto. Il presidente chiese il ritiro dal commercio del Manuale vudù, perché lesivo della sua immagine. Secondo i giudici francesi, invece, si trattava di un’opera della mente che trasmetteva informazioni e idee e apparteneva alla libertà di espressione e il suo contenuto informativo si poneva esplicitamente nel quadro della satira e dello humor.
Domenica a Parigi molti “democratici” come Sarkozy parteciperanno alla marcia per la libertà di espressione in rappresentanza dell’Occidente civile e democratico. L’Italia sarà rappresentata da Matteo Renzi (l’unico premier non eletto da nessuno) noto per la sua capacità di dialogo lunga 140 caratteri, utilizzando la quale ha imposto una riforma (?) del lavoro senza coinvolgere le parti sociali e intende imporre i prossimi provvedimenti del governo a colpi di fiducia. “Non permetteremo alla paura di cambiarci” ha scritto su Twitter, che suona un pò come una prossima apertura al dialogo. Gli consiglio di portare con sè il suo amico e noto paladino della libertà, Silvio Berlusconi, che nel 2002 con un editto definito “bulgaro” fece estromettere dalla RAI due giornalisti (Biagi e Santoro) e un comico (Luttazzi) rei di fare un “uso criminoso” della libertà di espressione. Oppure il suo compagno di partito Massimo D’Alema (anche se tra i due preferirebbe Silvio) che nel 1999 in veste di Presidente del Consiglio richiese un risarcimento di 3 miliardi al vignettista Giorgio Forattini, reo di aver realizzato una vignetta in cui veniva rappresentato D’Alema intento a sbianchettare una lista di nomi di politici e giornalisti italiani che comparivano nel dossier Mitrokhin. O ancora qualche esponente della n’drangheta che ha firmato la strage di Duisburg per dimostrare al mondo mussumulmano che noi cattolici-occidentali, a differenza loro, non utilizziamo la religione per compiere atti aberranti. Parigi val bene una marcia.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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