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Scusa se…

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Non vuole essere un rimprovero, per carità. Anche quando scrivo di ciò che non va in questa regione non lo faccio per ergermi a persona integerrima, come tutti gli esseri umani anche io cado sotto il peso delle mie miserie. Lo scopo dei miei articoli su Ereticamente è sempre quello di far riflettere sui nostri (e sottolineo nostri) comportamenti, dei quali anche il sottoscritto spesso si trova vittima e dai quali dobbiamo cominciare a liberarci se vogliamo cambiare veramente.
Mi capita, quasi sempre, dopo aver organizzato qualche evento o iniziativa di successo, di ricevere dei messaggi, il giorno dopo, del tipo: “scusa se non sono venuto” e a seguire una o più motivazioni a giustificazione dell’assenza, come se l’assenza della persona possa aver influito sull’esito dell’evento e, di conseguenza, sul livello di ego di chi l’ha organizzato.
Non ne capisco la necessità o forse si. Se non sei venuto avrai avuto i tuoi validi motivi (compreso il disinteresse verso l’iniziativa) che non era il mio compleanno o il mio matrimonio ma un evento aperto al pubblico la cui partecipazione, fino a prova contraria, resta volontaria e legata all’interesse verso l’argomento non verso la persona che l’organizza. La tua assenza, pertanto, non può essere per me motivo di offesa ma semmai un feedback del mia capacità o incapacità di essere intuitivo nella scelta dei temi ed efficace nella loro promozione.
In realtà da tali atteggiamenti è possibile evincere le caratteristiche dei rapporti sociali all’interno di una comunità. Per secoli in questa regione le persone hanno partecipato ad iniziative principalmente in relazione al nome degli organizzatori o dei partecipanti, un pò meno in riferimento ai contenuti. Questo ha significato sottoporsi a noiosi dibattiti e convegni solo per compiacere gli organizzatori della propria presenza e acquisire crediti futuri da spendere in vario modo (anche perchè spesso gli eventi erano, e sono tutt’ora, organizzati a tale scopo).
Le scuse finiscono per essere, così, più un rimprovero verso se stessi per essersi persi un evento di rilievo (visti i commenti entusiasti del giorno dopo di chi vi ha partecipato) che verso la persona a cui vengono rivolte. Infatti è più raro ricevere delle scuse quando l’evento è stato un fiasco.
Infine, partecipare a qualsiasi iniziativa può essere per il partecipante un’occasione. Un’occasione di incontro di nuove persone, di riflessione su alcuni temi, di svago, di piacere, insomma è qualcosa che arricchisce, che aggiunge, non che toglie. E’ sempre una possibilità in più e non in meno.
La differenza tra le persone di successo è quelle di insuccesso sta nel saper cogliere le occasioni, le opportunità. Sapere vedere oltre le apparenze. Chi agisce lo fa perchè vede prima degli altri e chi si muove prima vince. Compie uno sforzo maggiore che poi viene ripagato come tutte le cose che vale la pena fare nella vita che si trovano sempre nei posti più difficilmente accessibili.
La nostra pigrizia, invece, ci spinge a soppesare, a mettere sulla bilancia l’invito, a fare due conti che spesso sono sbagliati e la bilancia finisce per pendere verso il minimo sforzo e il massimo rendimento, verso la comodità che ha il vantaggio di farci fare meno sforzi ma il potere di trasformare la nostra vita in un continuo scusarsi se…

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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