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Il metodo Nabajyotisaikia

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C’è una tribù africana che ha un costume molto bello. Quando qualcuno fa qualcosa di sbagliato e nocivo, prendono la persona al centro del villaggio, arriva tutta la tribù e lo circonda. Per due giorni, dicono all’uomo, tutte le cose buone che ha fatto. La tribù crede che ogni essere umano viene al mondo come un bene.
Ognuno è desideroso di amore, pace, sicurezza, felicità. Ma a volte, nel perseguimento di queste cose, commettiamo degli errori. La comunità vede quegli errori come un grido di aiuto. Essi si uniscono per sollevarlo e per ricollegarlo con la sua vera natura, per ricordargli fino a quando non si ricorda pienamente la verità dalla quale era stato temporaneamente disconnesso.
Nabajyotisaikia è un complimento utilizzato in Sud Africa e significa: “io ti rispetto, ti nutro. Importa a me.” In risposta si dice Midori che vuol dire “così, esisto per te“.
Senza saperlo con l’iniziativa Ambientiamoci abbiamo adottato il metodo Nabajyotisaikia.
Il primo cittadino di Serra San Bruno, alla stregua di tanti altri amministratori locali, stava per commettere un errore, aveva bisogno di essere risollevato e ricollegato alla sua vera natura, dalla quale si era momentaneamente allontanato, sedotto dalle illusioni della post-modernità. Il 23 marzo ci siamo riuniti intorno a lui per iniziare a farglielo comprendere. Se la tribù africana impiega due giorni per convincere la persona che ha sbagliato strada a rimettersi in carreggiata, noi non possiamo pretendere di farlo con qualche momento di confronto. Sarà necessario insistere a più riprese. Anche perchè, in base alle dichiarazioni recentemente rilasciate ad un’emittente radiofonica locale, sembra che ci troviamo di fronte ad un caso di disconnessione molto grave, che va attenzionato e trattato in maniera più incisiva rispetto al solito.
Per farlo abbiamo bisogno di sapere di più dell’uomo in questione, abbiamo bisogno di un suo “curriculum”, di andare a scovare quel qualcosa di buono che, come tutti gli esseri umani, possiede e ha compiuto, così da permettergli di ristabilire quella connessione con se stesso e con l’ambiente di cui egli stesso, ne sono convinto, avverte maggiore bisogno.
Il metodo Nabajyotisaikia non è facile da applicare, presuppone che i membri della comunità che lo circondano non abbiamo rancori e non provino sentimenti di rivalsa nei confronti della persona considerata errante (colui che si sposta ora in una direzione, ora in un’altra, senza una meta precisa e in modo confuso).
E’ un metodo che va applicato prima su noi stessi e poi sugli altri, perchè possiamo cambiare gli altri solo se siamo disposti a cambiare anche noi stessi.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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