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Il pesante privilegio di vivere nella bellezza

Scritto da Giuliano Buselli

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/ereticamente/2/pesante-privilegio.jpg

"Reggio la liberty, Reggio delle palme e degli scorci vertiginosi sul mare, Reggio dei palazzi di marmo, Reggio della luce marina che trasforma le cose, Reggio del lungomare dove potrebbero sbarcare nuovamente i greci fra un quarto d’ora: quella Reggio e la sua grande bellezza che a volte si cancella ai nostri stessi occhi. 
Perché c’è l’altra città, quella sporca e con le strade a pezzi e i cassonetti stracolmi, quella difficile da vivere tutti i giorni, quella dove personaggi molto simili a quelli della fiction esistono davvero e lavorano attivamente perché la loro grande bruttezza copra e soffochi tutto…..bellezza enorme e negata, presente e sottratta che è comune a Reggio Calabria, a Messina e a tanti luoghi del Sud….L’azzurro dello Stretto che piglia ogni cosa, risale le strade verticali della città ‘tutta in salita’, si allarga infine in uno scenario immenso dove ogni cosa sembra pacificata, dove sembra assurdo che possano abitare mafiosi, ‘ndranghetisti, politici corrotti, affaristi senza scrupoli. Tutta la cupola della grande bruttezza che oggi ci segna e ci opprime…il compito della bellezza è rendere più liberi, più felici. E noi, che abbiamo il pesante privilegio di vivere sulle sponde dello Stretto, potremmo essere i più felici, i più liberi di tutti
".
Sono brani di un articolo di Anna Mallamo (La grande bellezza di Reggio e dello Stretto) pubblicato ieri sulla Gazzetta del Sud a commento della fiction di Rai Uno (Il giudice meschino) ambientata appunto tra Reggio Messina e Stretto e trasmessa lunedì e martedì.
E’ ormai luogo comune ritenere che la denuncia del male porti al bene, che la visione del brutto faccia nascere il desiderio del bello. Jung la pensava diversamente. E’ quando scopri la bellezza che ti circonda che nasce il desiderio di cancellare il brutto, è l’avanzata del bene che sconfigge il male. Cosi’ questo “piccolo” articolo di un giornale di provincia, di occhi di donna, mi appare improvvisamente come un’indicazione pedagogica: aprire gli occhi al bello, mostrarlo alle nuove generazioni, tutti i giorni, instancabilmente, è l’unica possibilità di salvezza.

Giuliano Buselli 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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