Ti trovi qui:Portale/Un Po’ di Tutto/Ereticamente.it/i Borg: uno vale uno.


i Borg: uno vale uno.

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/ereticamente/1/borg.jpg

Uno vale uno. Per i Borg, razza cyborg della serie Star Trek “Next generation”, è caratteristica della specie. Tutti sono uguali, tutti parte di una collettività in cui l’individuo si dissolve. Un alverare operoso di combattenti muti (tra loro parlano in wifi). Per noi piccoli terrestri è solo una dichiarazione di intenti, uno slogan.

Il potere degli slogan sta nell’uso ritualizzato di un mantra da ripetere che viene accettato come un dogma senza una reale comprensione del significato. Una fideistica accettazione della sua veridicità viene accompagnata da una netta discriminanza tra credenti ed eretici: o credi o sei fuori.

Uno vale uno, quindi, motto oggi molto di moda.

Due sono i significati che possiamo attribuire a questa efficace espressione.

“Uno vale uno” sta per “uno vale solo uno”, ovvero se stesso. Questa accezione racchiude lo spirito individualista spicciolo di questi nostri tempi, che poggia sul liberalismo selvaggio di scuola Chicago Boys. I problemi sociali vengono spostati sull’individuo che viene lasciato solo dinnanzi la sua esistenza. Sanità, istruzione, sicurezza sono lasciate al singolo che dovrà provvedervi da solo,con mezzi propri e a discapito degli altri. In questa ottica individualista amara e malinconica, ognuno vale per se stesso e l’uno, l’individuo, é l’unico centro di interessi cui viene demandato il compito di provvedere al quotidiano.

Vi é un’altra comune accezione del principio “uno vale uno”. Essa poggia sul presupposto, del tutto utopico, che ciascuno sia uguale a ciascun altro, che non esistano differenze tra uomini.

Ogni dittatura totalitaria dello scorso secolo era poggiata su questo presupposto. L’eugenetica nazista voleva creare, appunto, una societá di uguali, cloni ripetivi di se stessi, guerrieri ariani perfetti e fungibili. Anche Mussolini avrebbe voluto creare il perfetto italiano fascista: impavido, sprezzante e guerriero.

Nel dopoguerra, il principio dell’”uno vale uno” si è tradotto nel cosiddetto “sei politico”. Tutti uguali, tutti promossi indipendentemente dal merito. Altro disastro egalitaristico.

Aldous Huxley, nel suo “Mondo Nuovo”, ha descritto una società di uguali per classi, uomini creati in provetta ed indottrinati in tenera etá in cui ciascuno vale qualsiasi altro sempre nell’ambito della classe sociale assegnata dalle autorità al momento dela nascita. È un romanzo che descrive una umanità bloccata, priva di spinte individualistiche e cristallizzazata in una struttura preconfezionata in cui “uno vale uno,”, appunto.

Non potrò mai abituarmi ad un mondo appiattito in cui l’individuo è lasciato a se stesso o è “normalizzato” per scopi politici. Nè potrò mai accettare uno slogan ben confezionato. Dietro le parole si nascondono significati e dietro uno slogan ben riuscito tanta vita, tanto sangue e tanta responsabilità.

I Borg sono soliti annunciare ai propri avversari che ogni resistenza all’assimilazione è inutile. Per quanto mi piacerebbe lasciarmi andare ad un comodo egalitarismo, però, proprio non ci riesco.

Nuccio Cantelmi
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

Trafiletti e Curiosità

Error: No articles to display

Visitatori

Oggi 68

Ieri 165

Questa Sett. 600

Questo Mese 2031

Da Sempre 377290

Vai all'inizio della pagina