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Il tempo alleato dell’amnesia

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I modi in cui la storia evolve non sono mai uguali. Anche di un pò si discostano sempre dal già visto e dalle previsioni. E’ successo anche questa volta, il sipario è calato nel modo meno prevedibile e plateale che si potesse immaginare, nonostante il colpo di teatro (o forse sarebbe meglio dire di televisione) del Caimano.
Venti anni di soggezione psicologica da parte di un Paese, l’Italia, nei confronti di uno dei suoi potenti più carismatici, vittima dei suoi stessi reati, sembrano essere evaporati nel giro di poche ore. Dopo aver vissuto per così tanto tempo in funzione degli umori e dei voleri di un singolo cittadino, la politica italiana ha improvvisamente deciso che poteva fare a meno del suo “deus ex machina”.
Mentre le modalità in cui la storia evolve non sono mai uguali, sono uguali invece gli atteggiamenti che ne scaturiscono. Con la stessa naturalezza di sempre infatti, tipica della storia d’Italia, colonie di trasnfughi si sono messi in marcia alla ricerca del prossimo idolo da idolatrare. A neanche ventiquattro ore dal divorzio c’è chi prende già le distanze da provvedimenti e scelte di cui fino a ieri era stato fermo sostenitore e c’è chi si presenta col volto moderato e con la compassione che negli ultimi venti anni erano rimasti seppelliti sotto il “peso” del capo. Immaginate cosa potranno dire e fare tra qualche mese o qualche anno.
Il tempo è un alleato dell’amnesia. Ed è su questo che gioca la politica. Fra un pò di tempo molti avranno dimenticato chi era con chi e cosa aveva detto quando. Il governo (diretto da Napolitano) vuole durare fino al 2015 perchè due anni sono lunghi e servono per far dimenticare, per disinnescare la protesta, per raffreddare gli animi, per rimescolarsi, per garantire l’Europa. Sono le uniche armi che hanno contro i nuovi competitor il M5S e Renzi (il nuovo miracolato italiano).
La legge elettorale improvvisamente non è più un’urgenza, il tema centrale tornerà ad essere l’economia. La legge elettorale ritornerà nel cassetto pronta per essere tirata fuori qualora si presentasse il pericolo di un’altra crisi, per scongiurare eventuali elezioni anticipate e allungare ancora il brodo di cottura del Paese.
La rana torna in pentola a bollire a fuoco lento.

Massimiliano Capalbo
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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