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L'Epifania

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Un borgo come tanti della mia buona terra nel quale, in gennaio, nella ricorrenza dell’Epifania, è possibile incontrare i Magi mentre si recano, le braccia colme di doni, a onorare l’ultimo nato nel contado assurto al privilegio di rappresentare il Bambinello.
Ad impersonare Giuseppe il falegname era stato designato, come più volte in passato, Atalesio dei Gironda che amava illustrare, ovunque si recasse, le ragioni della riconferma nell’ambìto ruolo. Aveva intanto tracannato un quarto di vino e assicurava che, per la carica, due bicchieri di rosso erano quel che ci voleva. I suoi occhi nel frattempo cercavano la madre del Bambinello la cui scelta era stata parecchio contrastata. In tanti, infatti, avrebbero voluto che, a rappresentare la Vergine, fosse la figlia di Rocco Insalaco, detto Capotosta per la sua nota testardaggine. Altri si schierarono per la Sammarco e, in alternativa, per la Cantoni. E via a discutere di priorità e diritti maturati a sostegno di questa o dell'altra candidatura. L'ebbero vinta quanti riuscirono ad assicurarsi la verve e la determinazione dei giovani, giunti dal capoluogo ove studiavano, per sostenere la causa.
Per non scontentare alcuno, essendo la scelta caduta su Annarella Insalaco, si convenne che, ad impersonare i re Magi, fossero gli anziani indicati dal Comitato organizzatore. Una stretta di mano suggellò la sofferta intesa. Le ragazze escluse rimasero a bocca asciutta.
Pianse addirittura Luigina Cantoni certa, fin lì, che fra le tante e agguerrite concorrenti, sarebbe stata lei la prescelta, senza mortificanti confronti. Corse subito a confidare alle comari della ruga la grande ingiustizia patita. Era l'unica, giurava, a possedere le doti richieste dal Consiglio dei saggi; la sola ad aver curato per tre settimane il viso con l’acqua di crusca lasciata decantare durante tre notti di luna.
Nessuno osò disertare Piazza Grande ove, fin dal mattino, arse un fuoco alimentato da ceppi asciutti di quercia. I bimbi, dal canto loro, sciamarono con sulle spalle grandi ali di cartapesta infarinate mentre Annarella si dedicò con tanto impegno al sacro ruolo.
Infine, stanca ma soddisfatta, sedette sul tronco accanto al fuoco. Il Bambinello seguitò a sbadigliare fino a quando la madre - quella vera - venne ad appiccicargli sulle gote le mammelle rigonfie.

 

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