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Voglio il Televisore in Bianco e Nero

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È il primo pomeriggio e scendo  in fretta e furia dalla macchina; sono di ritorno dal lavoro, dopo aver fatto salti mortali per concludere anche il pasto. 
Un abbigliamento sportivo e un atteggiamento sicuro e veloce nel muovermi e ottimizzare i tempi, parlano da se sul tipo di donna che sono diventata.
Entrare in casa, depositare sul divano borsa e buste varie, prendere una coca dal frigo e via sdraiata sul divano davanti a un televisore megagalattico a 70 pollici da cinema, è un tutt'uno.
Soddisfatta, stendendo le gambe sul divano, guardo l'orologio che mi conferma la vittoria sul tempo.
Mancano solo 5 minuti dall'inizio del  mio programma preferito e già mi trovo davanti allo schermo.
Così spento sembra un grosso cartellone nero, non lo avevo mai notato prime ed è sconcertante perché, di solito lo trovo, acceso. Strano! non mi ero mai posto il problema di accenderlo...
Mi guardo in giro, scendo dal divano, mi avvicino allo schermo piatto controllando e tastando la sua base per indovinare qual è il tasto magico che dovrebbe dargli vita.
Niente.
Torno seduta e prendo il cellulare per chiedere aiuto.
“ Devo vedermi il film ...” grido a mio figlio al cellulare “ il televisore … come cavolo si accende? Sono da dieci  minuti davanti a sto coso!”
“ Oh ma'... mi fai ridere... ancora non hai imparato?” risponde mio figlio ironico.
“No ! Trovo sempre il televisore già acceso da voi...”
“Prendi il telecomando...”
“ Quale?” 
Ci sono più telecomandi che mobili in questa casa... sky, dolbysurround, decoder digitale, videogame, lettore dvd, eventualmente anche quello dello stereo che si trova nell'altra parete... sono minimo 7. Dimenticavo! sul divano, vicino a i telecomandi, c'è il telefono cordless quasi scarico perché fuori dalla base, e anche il telecomando del televisore della cucina che qualcuno, inavvertitamente, si è portato in salotto...per  rispondere al cordless asd
“ O ma'... ma sei laureata o no?” risponde mio figlio gridando scocciato al cellulare come se una laurea potesse dare apertura mentale alla tecnologia che ha inondato la casa e che non mi riesce mai di provare perché gestita da loro...
“ Prendi quello nero nero rettangolare, ma prima... accendi il televisore dall'altro coso nero infondo infondo allo scaffale..” Mio figlio non osa chiamarlo col nome suo perché ha una alta concezione del mio scibile...e si adegua...
“ L'hai acceso?”
Il coso nero... il braccio si stende a cercare tra tante tecnologiche cose nere e la vista si aguzza mentre il cellulare mi trema nell'altra mano perché, se non si trova la cosa da accendere in tre secondi, mio figlio si snerva e chiude la telefonata o io mi innervosisco ed è finita perché non ragiono più!
Trovato! Si è accesa una spia... lo comunico soddisfatta ma …ancora niente...
“ Oh ma' devi accendere anche la piantana sotto... mamma mia tutto ti devo dire?”  
Bisogna accendere...si bisogna accendere la piantana e ce n'è una con ben sei spine attaccate... non so di cosa.
Accendo pure quella e saluto il figlio soddisfatta: il più è fatto.
Ma non è vero, non è maledettamente vero perché il televisore non si accende ancora, premo, premo e premo davanti il televisore, ma niente... allora richiamo...
“ Senti ho acceso la piantana ma il televisore non si accende!”
Sento uno sbuffo, una risatina, immagino mio figlio che si gira verso gli amici facendomi il verso...mi innervosisco perché non lo merito. Non è colpa mia!
“ Hai il telecomando in mano?” mio figlio mi chiede paziente ma so che paziente non è.
“ Certo che ce l'ho in mano non sono scema!” rispondo alterata perché lui aveva pensato che lo ero...
“Che fai ora ti alteri tu dopo che mi rompi e non riesci ad accendere il televisore che pure un bambino sa fare?” Sento, indispettita, che si volta compiaciuto  verso gli amici che ascoltano e sorride, non mi dite come faccio a sentire, ma suppongo che conosca mio figlio anche dietro un cellulare a 100 km di distanza...
”Non si accende” insisto snervata.
“ Ma hai diretto il telecomando verso il decoder?”mi chiede sempre più irritato.
No, ho diretto il telecomando verso il televisore, e non si usa più questo, perché ora  il telecomando si volge verso il decoder a destra, per aprire o cambiare canale al televisore a sinistra...Ero distratta...
Cambio direzione, funziona e... si accende!
“Va bene  ok...”dico”  si, si è acceso... ciao, grazie”
Il cellulare di mio figlio si spegne senza un cenno di saluto: anche qui avverto l'espressione di fastidio ma non me ne importa, ho ancora due minuti per mettere canale 5 e vedere il programma preferito.
Il televisione è acceso finalmente, scelgo il canale, pigio più volte ma... è nevischio ovunque. Cavolo, e ora che faccio? Come richiamo il figlio? Mi chiedo sconfitta.
Lo devo richiamare, non posso fare diversamente: manca solo un minuto all'inizio del film.
“ Senti... eh eh...si l'ho acceso ma si vede nevischio su tutti i canali...” Dico timidamente.
“Ma sei passata prima a Sky?” E che c'entra Sky se lo trasmette canale 5? Lo penso ma non lo dico, non oso. Capisco che mi sfugge molto, diciamo tutto e che non è solo per la stanchezza di quel giorno.
“ Mamma prendi l'altro telecomando, quello di Sky, premilo, poi aspetta, riprendi il primo telecomando del televisore e pigia canale 5...”
Ora mio figlio non sbuffa più, è rassegnato, sento in sottofondo gli amici impegnati in altro o è lui che si è allontanato da loro per una forma di vergogna...
Prendo il telecomando sky, premo sky, passo poi al telecomando del televisore, premo canale 5, sono passati già cinque minuti dall'inizio del programma...
“Ah mà aspetta ...” improvvisamente conclude” Lascia stare... oggi si passa al digitale non c'è ancora sincronizzazione, prova tra qualche ora” dice mio figlio chiudendo la comunicazione incurante del come mi lascia : è il mio film che perdo infatti non la sua partita del cuore!
Non si immedesima il fanciullo, dice” aspetta tra qualche ora” quando tra qualche ora sarò già al lavoro da due ore almeno... e non posso neppure registrare perché non c'è segnale ma anche se ci fosse non saprei mettere in funzione il registratore.
Si, me lo ha spiegato, è vero, ma bisogna pigiare prima il tasto A, poi passare al tasto C, poi aspettare, poi, poi, poi non l'ho mai seguito oltre e ho rinunziato anche perché, una volta imparato, il registratore viene sostituito da uno nuovo di migliore tecnologica con altri tasti da pigiare in sequenza diversa e sempre più complicata!
Ragazzi basta, basta, non ce la faccio più...Voglio il televisore in bianco e nero!
Voglio un unico canale! Voglio alzarmi dal divano per premere un unico tasto per accendere, per cambiare, per spegnere e andare a dormire senza sentirmi ignorante, inadeguata, retrograda, stupida.
Voglio , voglio, voglio tornare indietro perché “sono “rimasta indietro, definitivamente e senza rimedio!

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