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E se... sparisse Internet?

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Considerazioni di un Homo Sapiens, quindi bipede, perennemente digitante su tastiera, con sguardo fisso e allucinato sul desktop, con tazzina di caffè accanto per sorseggiare tra un clic e l'altro... :colaz: 

Internet è tra noi, internet è in noi.
Non penso che i segnali di fumo tra canyon e canyon o il messaggio legato alla zampetta di un piccione viaggiatore fosse più avvincente di una comunicazione via internet. E neppure la nostalgica lettera col francobollo, le giornate in attesa di una risposta, l'emozione per l'avvistamento del postino, in lontananza, che forse recava la risposta. 

Quanto al discorso del fumo, diciamo che - per quanto ingegnoso e efficiente - era parecchio impegnativo: vuoi per la scelta del luogo idoneo, vuoi per l’inevitabile studio dei venti ascensionali e tangenziali, vuoi per la raccolta della legna adatta, vuoi per l'accensione del fuoco stesso (ricordo a chi non "bazzica" con le varie epoche storiche che non esisteva ancora l'accendino :pfiu ), vuoi poi per la tecnica del manto...
Una comunicazione comunque essenziale e pratica, fatta di nuvolette, che da sole parlano, quasi confermando il detto "i due opposti si toccano"....
Approvo! Il metodo era complesso e il discorso decisamente stringato.
E lo stesso vale per il tamtam dei tamburi: si era nell'epoca dell'essenziale!
Naturalmente  il messaggio con piccione aumentava la possibilità di dialogo rispetto ai precedenti: due, tre frasi? Non di più! Lo spazio era quello o si sarebbe compromessa la capacità di volo dell'animale, carico di un fardello troppo pesante per le sue zampette.

E con la classica lettera? Come la mettiamo? Diciamo che la comunicazione si espande.
La lettera in filigrana, bianca, colorata... profumata! C’è qualche dettaglio in più, qualche parola in più, ma… che fatica!!! La si scriveva prima in “brutta”, poi in “bella”! E la si consegnava a un messo, che oggi chiameremmo “corriere espresso”, giusto per non farci mancare niente e far arrivare il nostro pacchetto a destinazione in tempi record ( :asd ).
In un secondo tempo la si imbucava: nascevano “Le Poste” e con queste… il francobollo, alias “tassa di spedizione”. Era rappresentativo e colorato. Era bello e mostrava di tutto: dai paesaggi, ai personaggi storici, agli eventi… eludendo il suo intrinseco e materialistico: “tassa per trasporto”.
I tempi di consegna erano biblici: tempi in cui lo scrivente aspettava paziente una risposta che tardava ad arrivare e, quando finalmente giungeva, era - posso dire?! - spesso inutile...
L'uomo pensava fosse il massimo del progresso e, di tanto striminzita comunicazione, ne sfruttava le opportunità. Rimangono innumerevoli testimonianze di sentimenti di storie di vita, sogni, amore, ma anche affari, minacce, conti, bollette e… pubblicità!
Mai tanta esplosione di comunicazione! Sembrava il massimo. :cool: 
Ma tutto era coordinato e adeguato ai quei tempi, che oggi consideriamo estremamente lenti.
Oggi tutto questo è stato superato.
Spazio e tempo, praticamente, non esistono più.

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E’ arrivato INTERNET.
INTERNET che taglia i tempi, annulla le distanze e ti permette di comunicare con le masse.
All’inizio ci si è avvicinati con curiosità e diffidenza, poi si è rimasti completamente coinvolti, inghiottiti, abbarbicati, dipendenti… 
Oggi è droga!
L'Homo Sapiens vive davanti a uno schermo.
Ma avete osservato chi sta in internet?
La normale curvatura del rachide cervicale è accentuata: mento in avanti, occhi fissi sullo schermo, allucinati, ipnotizzati… e le mani? Corrono veloci e frenetiche sulla tastiera.
La risposta verbale è annullata. Le comunicazioni e le emozioni ora sono solo virtuali e virtuale è la vita stessa.
Comodi, seduti, nella propria stanza, su una scrivania, che di fatto ha solo l’etimologia, si comunica con un italiano formato da nuovi idiomi. Scompaiono, come per incanto vocali, consonanti, aggettivi, sostantivi... le stesse frasi sono sostituite da faccine grottesche, immaginette suppletive.

E l'e-mail? imperversa!
L'e-mail è l'emanazione diretta della voglia di "rete": soddisfa la voglia spasmodica di annullare tempo e spazio, di aumentare i contatti umani senza umani, di rifarsi di millenni di solitudine. Si diventa pianisti silenziosi, mentre la chat è invasa da conversazioni fatte di niente e di tutto, con l'aggravante o la positività dell'anonimato.

Ci si trasforma dentro INTERNET
Si può diventare chiunque, simulare tutto, nascondersi, manifestarsi.
La piena libertà di chi è stato costretto per secoli e, ora, non vuole ammettere limiti.
Seduti davanti allo schermo, apriamo i nostri cuori, mettendo in mostra tutto di tutto.
Facebook, impensabile negli anni passati dove vigeva il pudore delle proprie emozioni, mette in piazza il peggio e il meglio di ciascuno di noi.

Ma ecco che d'improvviso, implacabile, cade la connessione...
Non c'è più luce! Non c’è più linea! Non c'è connessione internet!
Il silenzio è assordante.
Si apre il vuoto.
Gli occhi si sgranano, impauriti da tanto silenzio, le mani aleggiano sulla tastiera inutile. 
Il mondo si è fermato.  
L'uomo annega nel silenzio e nella solitudine di una stanza fredda e vuota. Non sa più ascoltarsi perché non ha ascoltato più se stesso... si è concentrato solo su quegli "altri" che, infondo, non esistono.
I nostri limiti dettano legge e il disorientamento cede il passo allo sconforto, alla speranza che tutto si risolva.
L'Homo Sapiens incomincia a guardarsi intorno, come non accadeva da anni.
Si alza, si allontana da quello schermo, che, ormai spento, riflette beffardo il suo volto spaurito, come specchio di una prigione senza pareti in cui noi stessi ci siamo esiliati.

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Tic tac, tic tac” l'orologio si rimpossessa del tempo.
Come in una pellicola con proiettore a manovella, le immagini della vita, quella vera, riprendono incerte, diseguali…
Ma questa non è più la nostra vita... o lo è...?

 

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

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