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Paralimpiadi Londra 2012: il punto di Gianvito

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Sono da poco terminati i giochi Olimpici di Londra 2012. Non tutti sanno che a fare da appendice ai giochi Olimpici, ci sono quelli Paralimpici. Fare riflessioni sulle Olimpiadi sarebbe compito ordinario, ma staremmo a parlare di risultati sportivi e ciò offrirebbe pochi spunti. Voglio dunque parlare un po' delle Paralimpiadi, evento che ingloba tutte le discipline sportive praticate da atleti con disabilità di diverso tipo.
Grande spettacolo per la cerimonia di inaugurazione all'Olympic Stadium, sotto gli occhi di 80mila spettatori, alla presenza della Regina, della principessa Anna, di William e Kate e - scusate ma mi sento di ribadirlo - di 80mila spettatori. Gli iscritti alle competizioni sono più di quattromila. I paesi che hanno mandato delegazioni sotto il Big Ben sono 174.
Ad aprire la cerimonia è stato Stephen Hawking. Il fisico britannico più famoso del mondo, quasi completamente paralizzato, ha parlato con la sua caratteristica voce computerizzata dopo che David Rawlings, un pilota disabile che ha servito in Afghanistan, ha deliziato il pubblico sorvolando lo stadio.

Una mia personalissima riflessione è che grazie alle Paralimpiadi finalmente riesco a trovare l'accezione meno ridicola all'espressione "diversamente abile" :sar: . Qualche anno fa, alcune persone disabili hanno avuto l'acuta e orgogliosa intuizione di sottolineare come, anche in presenza di una menomazione importante, riescano a produrre, realizzare, essere competitivi con il resto del mondo. Il che talvolta è vero. Per definire questa condizione hanno coniato il neologismo "diversamente abili". Nella loro bocca, in quel contesto, in quel momento poteva forse avere un senso. Forse. Ciò perché alla fin fine si enfatizza il concetto di abilità a tutti i costi, la concorrenza, la rincorsa ad una omologata normalità con tutti i paradossi che questa porta con sé. Tale definizione assume spesso un gusto amaro nei confronti di chi possiede handicap abbastanza gravi.
Tornando alle recenti Paralimpiadi, ecco appunto che l'espressione "diversamente abile" incarna tutto lo spirito degli atleti paralimpici. Essi sono capaci di prestazioni sportive di assoluto rilievo e devono essere guardati non come fenomeni da baraccone bensì come fenomeni e stop. Facciamo qualche esempio pratico. Nelle gare di atletica leggera per non vedenti ed ipovedenti si sono registrati record di poco distanti dalle performance dei normodotati, ma con una leggera differenza. :eek  Provate a mettere in pista un normodotato con una benda a coprire gli occhi, sarei curioso di vedere come se la cava :pfiu . E poi ancora gli atleti amputati a gareggiare con l'ausilio delle protesi. Il caso Pistorious lo ricorderete tutti. Battaglie legali per gareggiare alle Olimpiadi dei normodotati nonostante il diniego iniziale del Cio e l'ostruzionismo degli avversari (perchè il sudafricano Oscar traeva vantaggio in progressione, pur perdendo reattività all'uscita dai blocchi in partenza).

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Oscar la sua battaglia l'ha vinta, ha gareggiato a Londra 2012 coi normodotati ed in seguito anche alle Paralimpiadi perdendo i 200m, ma dominando i 400m. Nel nuoto si ha ancora di più la percezione di quanto immensi siano i protagonisti delle Paralimpiadi. Atleti con gravissime disabilità, senza arti o affetti da nanismo a gareggiare in vasca sfidando ogni principio della biomeccanica. Spazio agli sport di squadra con il basket in carrozzina, il sitting volley (pallavolo da seduti per atleti amputati),il calcio a 5 per atleti non vedenti e ipovedenti e tanto altro.

Londra 2012 ci lascia tante storie impresse. Come quella della lanciatrice del peso Assunta Legnante, dapprima atleta vedente, ora del tutto non vedente a seguito di una degenerazione ottica. Tornata a gareggiare per passione, ma anche - e non si vergogna a dirlo... ce ne fossero altri sportivi sinceri come lei :pfiu - per ambire al premio pecuniario di una medaglia. Già, 75000 euro da tassare. Questo, il corrispettivo in denaro per un'atleta che percepisce appena 450 euro di pensione mensile di invalidità. Una autentico riscatto sociale per la mamma campana. Da qualche edizione infatti viene riconosciuto un premio in denaro per i primi 3 classificati, esattamente la metà rispetto alle Olimpiadi dei normodotati, ma con tanti sacrifici in più da affrontare per ottenere risultati.
Le sbalorditive imprese della nuotatrice azzurra non vedente Camellini, a fare incetta di ori polverizzando ogni record e facendo dimenticare le prestazioni incolori di una scialba Federica Pellegrini alle Olimpiadi 2012. Sempre più lontana dai fasti di un tempo e al centro di gossip :boh . E poi ancora l'italiana Annalisa Minetti nei 1500m a stabilire il record del mondo per atleti non vedenti. Peccato che l'ex partecipante a Miss Italia e vincitrice di San Remo con la canzone "Senza te o con te" abbia di fatto dovuto correre - per scelta della commissione - in batteria con le due ipovedenti. Dettaglio non trascurabile quest'ultimo, perchè di fatto notevolmente avvantaggiate e capaci di correre senza una guida. L'italiana conquista così "solo" una medaglia di bronzo nonostante il record del mondo :ok .

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Seguo i giochi paralimpici dalle olimpiadi di Barcellona, ma neanche lontanamente si arrivava a toccare punte di share così elevate. Mancano 4 anni alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il movimento paralimpico crescerà in maniera esponenziale. Già sono pervenute centinaia di mail presso la presidenza del Comitato Italiano Paralimpico :) . Gente che non era a conoscenza di questa realtà ed ora può sognare di praticare sport come tutti.  L'auspicio è che i Comitati territoriali si attivino affinchè i diversamente abili possano praticare sport senza barriere. :nono:  E' chiaro che i non vedenti per fare atletica abbiano bisogno di una guida (per la Minetti lo fu Giocondi). Ecco così che ex atleti di successo o atleti ancora in attività dovrebbero mettersi al servizio. Caso ancora più delicato si pone per gli amputati. Non tutti possono permettersi delle protesi ortopediche o delle carrozzine in fibra di carbonio decisamente costose e quì occorre il supporto delle istituzioni :perp .

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Se Alex Zanardì anzichè essere stato ex pilota di formula uno, avesse svolto lavori interinali per 500 euro al mese o poco più, credo che difficilmente avrebbe potuto permettersi la handbike e l'equipe che lo affianca con la quale si è laureato campione olimpico. Onore alla tenacia di questo atleta esemplare e di tutti i partecipanti che hanno tenuto alta la bandiera italiana. Il commento pur apparendo spietatamente cinico, corre d'obbligo ,per far sì che le Paralimpiadi non divengano lo "spot" dei figli della borghesia con varie disabilità, bensì lo spot dei diversamente abili desiderosi di far sport e raggiungere gloria e riscatto senza porsi limiti indipendentemente dal ceto sociale d'appartenenza.
Il bilancio finale del medagliere azzurro è ragguardevole: 28 piazzamenti sul podio.
Bravi ragazzi! :ok  Appuntamento a Rio 2016, con un numero crescente di atleti, protagonisti di nuove straordinarie imprese umane e sportive... ;)

 

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