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Roberto e Roberta, le due facce dell’Italia

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Che il Sud abbia molto più da dire rispetto al Nord del Paese lo stiamo scrivendo da tempo. Che il modello al quale dovevamo assomigliare stia evidenziando tutti i propri limiti e anche la propria inadeguatezza è sotto gli occhi di tutti. Che ciò che il Sud ha da dire sia più sensato e abbia grandi prospettive davanti a sè, poi, ce lo confermano alcuni fatti che in questi giorni hanno occupato spazio nei media nazionali e locali.
Mentre nei media nazionali sempre più spesso trovano spazio le sciocchezze che, con sempre maggiore frequenza, provengono dal Nord, le notizie più interessanti e intelligenti, che vedono la luce sempre più frequentemente al Sud, spesso passano inosservate. E così, mentre le vergognose dichiarazioni del governatore della Lombardia (la regione alla quale per decenni abbiamo creduto di dover assomigliare), Roberto Maroni, contro gli albergatori lombardi che ospitano “clandestini”, occupavano le prime pagine di tutti gli organi di informazione, l’idea di ospitalità geniale e innovativa di una giovane calabrese di 25 anni, Roberta Caruso, trovava a stento spazio in una piccola webzine locale.
Mentre la parte (partitica) peggiore del Paese esprimeva dichiarazioni razziste a favore di telecamera (con il silenzio complice di Federalberghi) e conseguenti provvedimenti legislativi venivano votati e approvati in quella regione, una giovane calabrese illustrava sotto voce, con la sicurezza che nasce dalla consapevolezza, la propria idea imprenditoriale “basata sulla sharing economy, unita a nuove formule dell’innovazione sociale” conscia delle ricadute di natura antropologica e filosofica che il concetto di ospitalità porta con sè. Un progetto, il suo, dove nulla è lasciato al caso.
Roberta, dopo aver conseguito una laurea in filosofia all’Università di Bologna, si è trovata davanti al bivio di fronte al quale tutti i giovani meridionali si trovano una volta laureati. Resto o torno? E lei ha deciso di tornare nel suo paesello, Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, per avviare una nuova fase della sua vita e un’idea imprenditoriale innovativa. Si chiama “Home for creativity”, casa per la creatività, una residenza che unisce il concetto di turismo con quello dell’abitare, dove gli ospiti possono decidere di risiedere da una notte fino ad un massimo di 18 mesi a seconda delle esigenze, condividendo spazi, esigenze ma soprattutto idee. Artisti, professionisti, studenti, creativi, chiunque può trovare residenza presso la home for creativity purchè abbia qualcosa da condividere. Roberta, che conosce le nuove leggi dell’economia più di Roberto, il governatore della regione più intollerante d’Italia, ha deciso di avviare un progetto che si prefigge l’obiettivo di recuperare relazioni umane autentiche e propone, a chi decide di accettare questa idea, non tanto un’esperienza turistica di semplice conoscenza dei luoghi ma un’esperienza di vita. Mentre Roberto affermava “va bene che business is business, ma c’è anche un’etica nel fare gli affari” non specificando però quale fosse, Roberta proclamava la sua etica dell’accoglienza che consiste nel “voler recuperare relazioni umane autentiche“. Roberto è un’esponente della partitica che ambisce a rappresentare il Nord, la degenerazione di ciò che un tempo si chiamava politica, quell’infrastruttura istituzionalmente creata per generare problemi e rendere il luogo dove agisce un luogo peggiore. Rappresenta il fallimento della politica. Roberta è invece la nuova faccia della politica, quella alla quale dovremmo dare il nostro voto e la nostra fiducia, che si candida senza chiedere il voto a nessuno per rendere il Sud un luogo migliore. Rappresenta la rinascita sotto nuove forme della politica.
Sono questi i segnali che ci fanno comprendere che qualcosa sta cambiando, che i rapporti di forza si stanno ribaltando. Sono queste le due facce dell’Italia di oggi. Abbiamo da un lato un Nord invecchiato, ripiegato su se stesso, vittima dei propri fantasmi, delle proprie paure, che tenta di appropriarsi e di lucrare (come storicamente ha sempre fatto) sugli asset economici e i temi propri del Sud (turismo, enogastronomia, natura, cultura) e di realizzare dei simulacri e degli artefatti (come l’Expo) utili a far credere al resto del mondo di essere quello che non è. Dall’altra parte, invece, c’è un giovane Sud che sta prendendo consapevolezza della forza delle proprie idee, che comincia a rischiare, a lasciarsi andare alla vita e che lascia prefigurare una rinascita prima d’oggi impensabile. E’ di questa parte dell’Italia che ci occupiamo da ormai 5 anni, della parte migliore, con l’obiettivo di portarla sotto i riflettori per ravvivare i fuochi sotto cenere e rinforzare l’esercito di eretici che si battono e si batteranno per la rinascita del Paese. Ecco perchè Roberta sarà una delle protagoniste del Raduno delle Imprese Eretiche, domenica 11 ottobre. Ne vedremo delle belle, come sempre.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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