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Io corro, tu corri, egli sta per correre...

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Amici sportivi e non sportivi, benvenuti nell'editoriale fortemente voluto dal sommo Nicholas Berg, a cui un sentito ringraziamento per lo spazio concessomi "corre" d’obbligo. :asd 

Mi riesce facile pensare alle espressioni più sconvolte dei vostri volti alla lettura del titolo, ma è mia intenzione convertire anche i più scettici attraverso una sezione dedicata alla corsa (non quella per accaparrarsi il primo divano con plaid, telecomando e birra in stile Omer Simpson). Rubrica che tratterà anche pallacanestro (sport che da sempre mi accompagna) e altre discipline sportive suggestive.

Il futuro intenzionale con “to be going to” in inglese, si usa per esprimere un’azione incombente che sta per accadere, qualcosa che ci si propone di fare. Ho ritenuto fosse di buon auspicio intitolare così il primo appuntamento della sezione sport: “io corro,tu corri,egli inizia a correre”.  Una speranza che riusciate a farlo, anche solo una volta, due a settimana, non necessariamente in modo assiduo e spasmodico.
L’espressione più inflazionata tra i sedentari per non approcciarsi alla pratica della corsa è una e una sola e l’avrete detta tutti, me incluso: 

ah,guarda, fin quando mi dici di correre dietro una palla lo faccio volentieri, ma se mi dici di correre e basta non ci riesco proprio, impazzisco!!


Per  motivare tale affermazione non credo sia il caso di scomodare uno  psicologo, il senso stretto credo sia semplicemente insito nelle abitudini di ognuno di noi, abitudini che riusciamo a modificare solo se indotti da qualcuno, da qualcosa. Quel qualcuno può essere un amico, quel qualcosa può essere un risultato in termini estetici, di benessere riscontrato in chi la corsa la pratica per davvero.

Sedentario non lo sono mai stato io che vi scrivo, dapprima taekwondo, poi corsa campestre e tennis tavolo ai giochi della gioventù, calcio giovanile (scuola calcioSilipo-Galera) e basket (Milano Basket Cz,Barlaam Cz,Virtus Cz da giocatore) per poi dedicarmi alla carriera di Arbitro Federale (ormai 14 anni da tesserato, da 4 stagioni arbitro nazionale in Dnc). Confesso, nonostante la fervida attività sportiva di essermi avvicinato con costanza alla corsa soltanto da 4 anni. Spinto da una persona cui sono immensamente grato, ricordo ancora me agli albori della pratica podistica.

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Ecco il primo appuntamento: scarpe New Balance bordeaux da tennis, calze in spugna, pantaloncini e maglietta in cotone. Il mio compagno di corsa esclama: 

...non va bene una sola cosa di quello che indossi.


Sconcerto iniziale, poi si parte ed intanto chiedo dettami sull’abbigliamento tecnico da acquistare per le prossime uscite - sempre che ne esca indenne dalla prima :sbav . Cosa vuoi fare? domanda lui. Tutto ciò che non mi danneggi, rispondo. Bene cominciamo e vediamo come reagisci.
Le gambe rispondono, il cuore anche, la testa un po’ meno, infatti dopo i primi 30 minuti chiedo quanto manchi con fare insistente. E’ giusto un fattore mentale, perché abituato a fare sport avrei resistito, ma correre è ancora un muro da abbattere e per far ciò l’importante è solo fare un gradino per volta - step by stepcome dicono i mangia hot dog a tradimento. Avete mai visto un americano salire le scale nei film? Solo ascensori. NDR. :cool: 

La fatica più grande per un runner di qualsiasi livello è appunto quella di indossare le scarpette, una volta superato questo ostacolo un allenamento non impressiona più.

Le sensazioni dopo la prima volta di corsa sono molteplici: sono stato a contatto con la natura, ho allenato il mio cuore, le mie gambe sono più toniche e mi sento più leggero, posso permettermi uno strappo a tavola senza crearmi sensi di colpa. Tutti questi fattori hanno definitivamente adombrato lo scetticismo iniziale sull’approccio alla corsa.

Bando agli aneddoti personali, senza voler essere auto celebrativo, lungi da me anche perché ho poco da celebrare a parte qualche trofeo che spolvero e custodisco gelosamente. Ho fatto quest’inciso per incoraggiarvi e mettervi di fronte ad una testimonianza reale di uno sportivo non amante della corsa fino a diversi anni fa. Bene, ora traslate questa testimonianza e fate  come se a parlarvi fosse una persona sedentaria, taglia 52-54, amante del fast food e di tutte quei cibi spazzatura e dolciumi vari che agevolano l’insorgere di malattie cardiovascolari. Spesso è solo quando si presentano guai seri che si comincia a seguire il consiglio di un dietologo o medico nutrizionista: pasti meno complessi, il “monopiatto”, più cura nel preparare un menù. Mettere in pratica in modo schematico queste indicazioni rischia di tradursi in perdita di denaro (un dietologo non è un volontario delle Onlus) e in noiose quanto drastiche diete. Solo una volta convinti delle ragioni di molti piccoli e grandi disturbi (sonnolenza, obesità, scarsa energia, fino ad arrivare alle malattie degenerative e croniche), si potrà prendere coscienza delle reali necessità del nostro corpo ed iniziare a combinare in modo efficace gli alimenti. Che è molto diverso dal formulare una dieta: spauracchio universale.  Chiamo in causa i più autorevoli internauti di Omnicomprensivo.it per darmi supporto ed invitare ad una graduale pratica della corsa queste persone per cogliere i benefici senza dover rinunciare ai sani piaceri della tavola che assieme al sesso è un elisir di lunga vita.

Come ogni cosa esistono anche i contro. Eccone alcuni esempi: la fase di sospensione (assente nella marcia), potrebbe danneggiare la vostra schiena, specie se in presenza di accumulo di grasso. Meglio decisamente dunque iniziare con delle camminate a passo svelto. Attenzione, inoltre, all’overtraining. In gergo è il termine che si usa per i podisti che svolgono allenamenti eccessivi sia per intensità che per durata. Questo crea dipendenza e formazione di ormoni eccitanti che possono danneggiare il sonno notturno oltre a far drasticamente perder peso, sono indicate le prime ore del mattino per gli allenamenti di una certa intensità.

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Seguiranno nei prossimi appuntamenti consigli per podisti amatori ed esperienze personali. Da tenere presente che negli anni della mia pratica sportiva ho cercato di carpire i segreti e le competenze di atleti e preparatori fisici e posso far tesoro anche di letture specialistiche per fare sport con un certo criterio e da questo momento parlarne assieme a voi se vi aggrada.

Vi lascio con una massima e non me ne voglia Pierre De Coubertin (non è l’erede di Trezeguet ahimè).

Nello sport vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. :fuoco



Ciao amici sportivi e grazie per aver dedicato tempo alla lettura di questo articolo :ok.

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