Ti trovi qui:Portale/Sezioni/Scienze e Tecnologia/Il 3D... tra profondità e pop-out!


Il 3D... tra profondità e pop-out!

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/1.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/2.jpg

Oggi ho intenzione di fare chiarezza su una questione che mi sta particolarmente a cuore. Andiamo per gradi...
Qualche settimana fa, un amico, venuto a conoscenza del mio nuovo proiettore 3D, esprimeva tutto il suo stupore, racchiudendolo nell'espressione "wow", cui faceva seguito un "... ma ora quindi, quando guardi un documentario, hai i pesci che ti girano nella camera??!! Bellissimo!!". :cool:
Ed è stato qui, grazie una risposta affermativa ed un po' sorniona ("si, effettivamente....:pfiu ), che evitavo di rispondere a dovere ad una domanda che sento sempre più spesso e che ha il brutto vizio di stordirmi. Questo termine, stordire, scelto fra mille e non a caso, esprime a dovere ciò che provo ogni qual volta mi ritrovo dinanzi al livello di apprendimento e comprensione del consumatore medio che si imbatte in qualcosa di nuovo.

Sul palco dell'Ariston, qualche tempo fa, Crozza ricordava come gli americani ancora aspettavano che "la Apple cadesse dall'albero" ( :asd  :asd  :asd ) quando un italiano inventava il primo calcolatore elettronico (http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_computer). Parafrasando un po' quanto detto dal politi/comico ed adattandolo a ciò di cui ci occupiamo, possiamo tranquillamente affermare che non è l'Italia "il fanalino di coda" in questo caso, non si tratta di un classico "disastro" italiano, quanto piuttosto un modo di essere generalizzato del cittadino medio. 
"Un italiano, un inglese ed un francese entrano in un negozio di elettronica...": proprio così potrebbe iniziare la nostra barzelletta, se non fosse che da ridere c'è ben poco. 

Nonostante il periodo di crisi mondiale, a nessuno importa quanto costa la novità tecnologica e così, armati di soldi (che per queste idiozie ci sono sempre), si parte alla ricerca del televisore Ultra Hd 3D più in voga, del lettore blu-ray "più buono" e di film che ho serie difficoltà a definire tali. Ma prima di uscire di casa all'inseguimento di un sogno, qualcuno di voi si è mai occupato di capire davvero cosa sia questa terza dimensione e come ci si sia arrivati? 

Questo articolo è dedicato a tutti coloro che hanno la sensazione di trovarsi in una galassia aliena ogni qual volta, nei centri commerciali, si trovino dinanzi alle descrizioni tecniche dei prodotti informatici. Oggi parliamo di 3D, dell'idea che l'ha originato e dell'errore comunicativo e pubblicitario che regna sovrano sull'ambiente.
Eviterò discorsi complicati e paroloni, il tutto nella speranza di darvi la consapevolezza di ciò che andate a comprare.

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/3.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/4.jpg

Il 3D nasce negli anni venti (se siete curiosi, ecco qualche accenno storico ripreso dalla nostra fidata enciclopedia: Cinema Tridimensionale). ;)
Da oltre novant'anni, i nostri ingegneri sono ben consapevoli della possibilità di "far uscire" persone e cose dagli schermi televisivi.

Il trucco è in realtà ben più semplice di quanto si possa pensare e si basa su basilari nozioni matematiche e su un pizzico di anatomia.
L'uomo usa due occhi per vedere il mondo. Guardando un qualsiasi oggetto, a causa della posizione dei bulbi oculari, ogni occhio cattura un'immagine leggermente diversa dall'altro. Le due immagini arrivano al cervello che le unisce dandoci quella sensazione di profondità che ben conosciamo. 
Ora, se noi potessimo riprendere gli attori di un film con due telecamere in contemporanea, posizionandole fra loro ad una distanza più o meno simile a quella a cui stanno gli occhi, e riuscissimo a mostrare allo spettatore, per ogni occhio, solo l'immagine ripresa dalla telecamera corrispondente, avremmo uno spettatore che non guarda più un'unica immagine sullo schermo da differenti angolature (senza profondità), ma uno spettatore che vede quello che avrebbe visto se fosse stato sul set. Ecco il 3D. Niente di più e niente di meno.
Più nello specifico, quanto appena descritto riguarda il cosiddetto 3D nativo, che si ha quando il film nasce in 3D: le scene sono riprese direttamente con doppia telecamera.

Meccanismo differente ma piuttosto simile è quello che riguarda le pellicole "convertite" dal 2D in 3D. Capita infatti che alle volte i costi di produzione non permettano di adoperare telecamere così sofisticate o che si voglia semplicemente aggiungere una dimensione a film già girati con la tecnologia tradizionale.
Niente paura, in questo caso ci pensa il computer a creare un'immagine aggiuntiva e/o a modificare opportunamente le immagini di partenza per creare due immagini che simulino una visione stereoscopica. 
Dovete comunque sapere che il risultato di questa operazione, salvo rarissimi casi (vedi Titanic), porta a risultati piuttosto modesti ed artificiali. Quando acquistate un film, il mio consiglio è quindi quello di accertarvi sempre della qualità del 3D, partendo dal conoscere se si tratta di una produzione nativa o convertita (sulle etichette dei dischi blu-ray non troverete queste informazioni).
A seguire, un esempio di filmato in 3D. :cool:
Lo schermo vi apparirà diviso in due parti: una dedicata all'occhio sinistro ed una all'occhio destro.



A prescindere dalla tecnica adoperata, possiamo ora cogliere l'essenza, o meglio, lo scopo di una qualsiasi produzione tridimensionale: si vuole fare immergere lo spettatore nello spettacolo (scusate il gioco di parole 
:p ), illudendolo di trovarsi subito dietro la telecamera, quasi come si fosse in una rappresentazione teatrale. 
Orbene, chiarito il punto, ai più attenti non sarà sfuggito un particolare: cosa c'entra l'uscita fuori dallo schermo di oggetti e personaggi con il 3D fin qui descritto? Ovvero... stabilito che l'idea di base è quella di essere su un set, come si armonizza la semplice visione di un film da "dietro la telecamera" con le aspettative dello spettatore medio che si aspetta effetti in pieno stile "ologramma"? La risposta è banale: in nessun modo. Siamo davanti ad un quanto mai classico errore informativo, dovuto ad errate pubblicità ed ancora più errate strategie di marketing.

Il 3D, come ogni novità tecnologica, è da qualche anno sulla bocca di tutti. In particolar modo, le grandi case di produzione (tanto di film quanto di apparecchiature) hanno colto l'occasione per vendere al consumatore un prodotto nuovo, caratterizzato da una "terza dimensione", senza assolutamente spiegarne il funzionamento, quanto piuttosto illudendolo di essere davanti ad un cambiamento epocale.
Il cambiamento in realtà c'è stato, ma solo in termini ideologici più che di vera e propria rivoluzione tecnica.

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/5.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/6.jpg

Per accontentare il consumatore dopo tante promesse, le major hanno quindi cominciato a sfornare film incentrati sul tentativo di stupire chi guarda (e compra) con illusioni ottiche spesso inverosimili, eccessive ed inutili: sono i cosiddetti pop-out ("uscir fuori", termine tecnico per indicare qualcosa in uscita dallo schermo).
Strumenti decantati di vittoria al botteghino, questi maledettissimi "trucchetti" sono tutt'ora la causa del fallimento del 3D.

Un film è composto da una moltitudine di elementi. 
Come si fa a bilanciare correttamente una sceneggiatura, la tecnica di ripresa e la fotografia, con le richieste di un pubblico cui è stato promesso uno spettacolo visivo senza precedenti ma che in sintesi costringe il regista di turno a vere e proprie peripezie per rubare minuti utili, giocare con gli oggetti senza appesantire il film, trovare il modo di "restare sul pezzo" impedendo allo spettatore di distrarsi? Domande e sempre domande... ma la risposta è sempre la stessa: non si può fare.
I film spazzatura - da Shark agli ultimi capitoli della saga di Resident Evil - hanno preso il sopravvento.

Per fortuna, in un mondo pieno di pubblicità e inganno, alcuni professionisti si sono rifiutati di unirsi al lato oscuro della forza, realizzando prodotti 3D dall'altissimo valore tecnico e culturale. Mi riferisco ai vari Vita di Pi, Lo Hobbit, Avatar...etc... tutti film che, con un utilizzo sapiente e sporadico dei pop-out, lasciano immergere lo spettatore in un mondo diverso, ricco di profondità, all'insegna di una qualità video ritrovata e priva di cross-talk (effetto di sdoppiamento dell'immagine, solitamente collegato a riprese eccessivamente spinte).

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/7.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/marco/2014/3d-popout/8.jpg

Se vi sembra che io stia facendo una campagna contro il 3D spettacolare, evidenziando una preferenza fin troppo sfacciata verso un 3D fatto di profondità più che di sbalordimento, sappiate che avete assolutamente ragione. :oops:  
Chiamatemi uomo all'antica, ma dopo aver passato tanti anni ad imparare cosa vuol dire davvero "qualità video" e dopo aver guardato ogni genere di film alla ricerca dello "spunto del genio", dell'opera d'arte, non posso accettare che la mia passione diventi mero strumento alla mercé del Dio Denaro.
Le major da una parte ed il consumatore medio dall'altra stanno aggredendo il cinema. Occorre un cambiamento, da parte di entrambi.
Il nuovo giocattolo è qualcosa di potenzialmente magico. Dobbiamo imparare ad usarlo, a capirlo e, ove meriti, apprezzarlo. 
Serve consapevolezza e nient'altro, iniziando dal basso.

La prossima volta che qualcuno vi chiede "... ma ora quindi, quando guardi un documentario, hai i pesci che ti girano nella camera??!!" non fate come me, ma rispondete con un sorprendente "Ah parli dei pop-out... si mi piacciono questi effetti, ma in fondo non sono tutto....": chi vi ascolterà potrebbe restare incuriosito e, magari, un piccolo e gratuito gesto potrebbe cambiare qualcosa.

Non lo so... Saruman ritiene che soltanto un grande potere riesca a tenere il male sotto scacco. Ma non è ciò che ho scoperto io. Ho scoperto che sono le piccole cose... le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l'oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore. Perché Bilbo Baggins? Forse perché io ho paura... e lui mi dà coraggio.

       Gandalf

Nella speranza che impariate anche voi a documentarvi prima di fare degli acquisti, chiudo qui questo inutile monologo, vi saluto e vi invito a tornare a trovarci.;)

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

Copyright © www.omnicomprensivo.it. Vietata la copia!
Nota: le immagini adoperate nell'articolo sono prese dalla rete, il Copyright copre pertanto unicamente il testo scritto.

Trafiletti e Curiosità

Error: No articles to display

Visitatori

Oggi 69

Ieri 103

Questa Sett. 591

Questo Mese 2671

Da Sempre 361816

Vai all'inizio della pagina