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Italo Galasso poeta

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Vorrei averti conosciuto, carissimo Italo, per meglio intendere il tuo sentire. Non mi resta che immaginarlo il tuo viatico terreno alla ricerca di quanto potesse migliorare il mondo che ci circonda. Tu che riuscivi ad attingere a piene mani dal prezioso scrigno dei sentimenti e dell'umanità che ti era propria. Sono grato all'amico Lillo Naso che, in quel di Nicotera, nel tratteggiare la tua figura, mi ha dato modo di conoscerti meglio e apprezzare la tua poesia. In seguito, la personale lettura dei tuoi versi, mi ha confermato la straordinaria vocazione poetica permettendomi di meglio apprezzare il tuo sentire. Mi sei allora apparso proteso alla ricerca degli obiettivi che ti eri prefisso, mai disdegnando di affrontare sacrifici e rinunce, come ampiamente accertato nel tempo. 
Sono grato ai tuoi fratelli del dono dei tuoi libri, un insieme prezioso dal quale è possibile immaginare l'analisi intimistica ininterrotta da te perseguita. Ti ritrovo, infine, quale ti ho immaginato. In particolare, nei 'canti al mare' dedicati alla tua Nicotera sulla quale spaziavi lo sguardo e l'anima assetati di verità e  luce. Ti ho immaginato quale in realtà eri nei riferimenti al 'mendicante cieco' ed al 'pastore solitario', al fiore e al vecchio morente, figure nelle quali amavi identificarti avvertendo forse vicina l'ora della tua dipartita terrena. 
In una nota, in particolare, suggerisci a chi legge che certi versi non vanno commentati. Non attenderò, pertanto, ad alcun commento, ma concedimi di riprenderli affinché altri ne possano apprezzare la suggestione. 

  Bello nella veloce 
  luce del tramonto...
  Ti rivedo o mare…


La distesa azzurra che riesce a placare il tuo spirito inquieto. 
Riesco a comprenderti e a cogliere le non comuni sensazioni: tu che non ti sei macchiato di brutture e ti sei nutrito d'amore per quanti ti circondavano e per colei che ti aveva fatto il prezioso dono della vita. 

  Stammi vicino, Madre, 
  nel desiderio che di te m'assale. 
  Stammi vicino come allora 
  allorché la tempesta batteva 
  ai vetri della nostra casa...


Chi si sofferma a considerare le tue poesie meglio comprenderà la tua ansia non sufficiente peraltro ad allontanare la drammatica realtà da te vissuta. E ritrovo, altresì, nei tuoi versi, l’invocazione rivolta a quanti ti circondavano perché ti aiutassero ad attraversare le tenebre che ti avvolgevano. Mi par di sentire il tuo passo in quel di Prato e Firenze mentre eri intento a idealizzare l’amata terra natia. 
Meglio non avresti potuto esprimere i sentimenti volti al 'borgo amico' ove riuscivi a ritrovare le energie spese sui libri insieme ai tuoi affetti e alle tue amicizie. 
Immagino che ti sarà gradito sapere che la Nicotera da te conosciuta è rimasta qual'era: l'amabilità della tua gente e le strade che scoppiano di vita e umanità. E, naturalmente, il tuo azzurro mare…

  Al mormorio sommesso dell'onde,
  il vento ne rapìa la preghiera...


Ti dicevano fragile, immagino intendessero nel corpo. Il tuo spirito, di contro, era sorretto da forza non comune.  
Ti sia lieve la zolla che ti ricopre!

  Stammi vicino Madre 
  come allora. Non lasciarmi solo...

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

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