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Una vita esemplare

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SAN FRANCISCO - Non è semplice illustrare la vita di Frank Carmine Arnone. Un’esistenza intensamente vissuta, colma di soddisfazioni, anche culturali. Non resta, non potendo utilizzare tutte le notizie che lo riguardano, estrapolare quanto basta a porre nella giusta luce la non comune figura. Lasciamo che Frank parli di sé.
“Sono nato a Salt Lake City. Nell’Utah. Sono del segno zodiacale del Capricorno. I nati in questo periodo prendono l’esistenza con serietà, ne accettato le sfide e le asprezze che si presentano; sono leali e prudenti nello scegliere gli amici. Ostinati, talvolta severi. I miei genitori si chiamavano Antonio Arnone, nato a Celico nel 1894 e Rosa Arnone. Mio padre emigrò prima del conflitto 1915-18. Non era ancora ventenne. Dopo aver peregrinato da una località all'altra, si fermò a Salt Lake City. Servì nell'esercito americano e, nel 1921, sposò mia madre che, pur avendo lo stesso cognome, non era sua parente.” 
Frank raccoglie i suoi pensieri e prosegue: [...]

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Il carretto di nonno Peppino

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Erano gli anni venti, Peppino, come tutti affettuosamente lo chiamavano in paese, era un piccolo commerciante. Nel suo paese aveva avviato un'attività commerciale, il suo negozio era un piccolo bazar, vendeva generi di prima necessità, legumi, farina, caffè, olio, latte ed insieme all'aiuto della sorella, Francesca, avevano espanso l'attività vendendo anche stoffe, corsetteria e quant'altro. 
Erano anni difficili, erano più i crediti che vantava che quello che realmente incassava. Ma lui sosteneva che se sul suo tavolo il pane non mancava lo stesso doveva essere per gli altri, perciò se sapeva di una famigia in difficoltà non esitava ad aiutarla.
Peppino possedeva un carretto, che utilizzava per scendere in centro dove si riforniva dei vari generi alimentari da rivendere in paese. Quelli erano anni in cui tanta gente raggirava il prossimo per poter vivere, reduci da una guerra, tanta fatica da affrontare per costruire qualcosa.
Una mattina scese in centro e andò dal suo solito fornitore... [...]

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Ted Boy Marino

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RIO DE JANEIRO - Ted Boy Marino mi riceve nella sua bella casa in Avenida Atlantica. Ha moglie e figli. La finestra del soggiorno s’affaccia su Leme. 
La sua cortesia mi pone a perfetto agio perché non mi considera importuno. Mostra tanta voglia di parlare di sé e della sua Fuscaldo ove conta parenti e amici. 
Ricorda, con orgoglio, la sua recente visita in Italia e l’accoglienza dei compaesani. La fama delle gesta sportive lo aveva preceduto! 
La storia di Mario Marino è simile a mille altre e pur tanto diversa. Confida di non rimpiangere ‘nulla di nulla’ del suo passato, a parte il trasferimento a Rio, in arrivo da Buenos Aires, ove risiedeva con i familiari. In Argentina torna ogni volta che ne ha voglia, se libero dagli impegni d’istruttore e dalle frequenti partecipazioni televisive. 
Nelle manifestazioni pubbliche Ted è sempre ospite d'onore. Ha da poco ricevuto l’offerta di una consulenza per una rivista sportiva a larga tiratura. E’ forte, assicura e, se lo volesse, ‘potrebbe riprendere a combattere’ senza rischi di sfigurare. Parla con nostalgia della sua... [...]

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Che cos’è la Felicità?

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Annette era lì, aveva scelto con cura il posto, assolutamente fuori città, lontano dal caos e dai trambusti. 
Al mattino aveva messo in moto la sua macchina senza avere una meta precisa:  aveva camminato e camminato fino a che a un certo un punto il cuore la portò a fermarsi lì: una spiaggia deserta!

Pur ancora in inverno il sole splendeva e riscaldava piacevolmente il suo volto. Il mare, con la musicalità delle sue onde, le permetteva di rilassarsi, di togliere via le ansie, lo stress, le proprie paure. E sentendo le piccole onde che le accarezzano le caviglie, iniziò a riflettere e a domandarsi: “Ma io sono felice?” 
Voleva fermarsi da tanto a riflettere proprio su questo. Nei momenti in cui soffriva, era triste, stanca e sconsolata si chiedeva dove  risiedesse la felicità, dove potesse trovarla: c’era una via più semplice per raggiungerla, per cercare di toccarla con mano? 
Ora davanti a quel mare era arrivata a una conclusione e disse a se stessa per dirlo anche agli altri: “Io penso che per essere felici in modo duraturo occorre innanzitutto riconoscere la realtà della sofferenza.” Non tutti ne sono capaci e spesso la maggior parte delle persone non intuiscono come ci si sente. [...]

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La Bambina di Papà

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Era la più piccola di tre fratelli, la più coccolata di casa ma soprattutto dal suo papà, che quando lei nacque aveva già 45 anni, perciò per lui era la luce dei suoi occhi.. Lei viveva spensierata, a volte capricciosa perchè sapeva che avrebbe ottenuto sempre tutto ciò che voleva.. Sapeva che il suo papà non le avrebbe mai detto di no. Anche i fratelli la adoravano, soprattutto lei era complice del fratello grande, aveva 6 anni più di lei, perciò a volte faceva le veci del padre, ma lei non lo temeva perchè quando il suo papà ritornava la sera, nonostante fosse stanco dopo una giornata di lavoro, lei sapeva come trattarlo. Si sedeva sulle sue gambe e in modo dolcissimo gli pettinava i capelli e lui stava lì senza dirle nulla, era la sua piccina.. 
Lei si sentiva speciale, anche se comunque erano una famiglia modesta, lei si sentiva una principessa, forte di questo grande amore che riceveva..
Era una mattina di domenica, la bimba aveva 7 anni, era una strana mattina, il papà non si era ancora alzato, era strano.. La sera prima la piccola lo aveva accompagnato al suo negozio... [...]

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