Ti trovi qui:Portale/Sezioni/Letteratura/Le Vostre Opere/Lo Stressato


Lo Stressato

Primo concetto basilare: stressato non si nasce, lo si diventa. Per mille motivi ciò è inconfutabile.
Lo stress è la somma di traguardi imposti e conditi da una idea di protagonismo che diventa delirio di onnipotenza e onnipresenza..
Ne deriva l'aumento della velocità nello svolgimento delle azioni quotidiane, con conseguente caos dilagante.
Il concetto tempo si dilata o si accorcia, si pressurizzano gli eventi, gli incontri, le possibilità.
“Beep...beep” - È la sveglia.
“Beep...beep”.
“Uff!” - girandoti nel letto, cerchi il modo di metterti in piedi.
Le mani fanno un piccolo grattino alla testa (che questo gesto sia l'accensione del programma giornata?).
“E' lunedi?... no è venerdì!”.
Ma sono le 4 del mattino.
“Le 4 del mattino?” - chiudi la sveglia.
Deve essere mancata la luce e le batterie della sveglia non sono state cambiate da tempo e… ma guarda un po' le 4 del mattino!!!
E torni a dormire sognando di lavorare.
E si fanno in un niente le 7,00.

Rattrappito, dolorante e rimbecillito al pari di uno zombi, scendi a preparare un caffè con lentezza esasperante.
Accesa la tv apprendi dal telegiornale notizie in tempo record, tutte negative.
“Un bell'inizio di giornata...neppure una buona notizia”- pensi alla svelta sorseggiando il tuo primo sorso di quella misteriosa bevanda che oramai da anni ti ha resto dipendente.
Corri in bagno, sotto la doccia tiepida e poi corri a vestirti... questo maglione si, quella camicia no.. questo maglioncino si, questo no... ma dove sono i pantaloni...?!
“Mamma mia, non ho più nulla da indossare. Devo , devo decidermi a comprarmi qualcosa” e indossi il solito maglione e il solito pantalone, uscendo poco dopo sbattendo la porta di casa che non ha nessuna colpa né del tuo ritardo né del tuo modo di vivere.

In macchina il dito sul volante batte il tempo, sempre più veloce. Stai ferma nel traffico mentre si innesca la modalità “controllare l'orologio ogni 3 secondi” che rientra nel paragrafo 2 , comma secondo dello stressato in fase avanzata da non ritorno.
Guardare l'orologio diventa un controllo sull'andamento dello scorrere del tempo con cui l'onnipotente stressato, mira al controllo del tempo e delle lancette. Si delinea così “l'umore della stressato”.
L'umore, quello stato d'animo che condisce il fare quotidiano, ma questo non è umore, non ne ha le sfaccettature: non c'è noia, tristezza, rassegnazione...ma solo quella tensione così immotivata che dall'esterno sembra rasentare la follia.
E' il sentimento del corridore partito in ritardo...è angoscia pura.
Quale che sia il traguardo, la partenza è sempre in differita...tutti i giorni...
Lo stressato vive la sua giornata affannandosi a superare vari incidenti tutti in sequenza, lo stressato spesso è lui stesso a creare i problemi.

Nel capitolo 3 del manuale del perfetto stressato, molto spazio è dato alla perdita degli oggetti e delle persone.
Esempio tipico è quello della madre che per la fretta di andare al lavoro e di accompagnare la bimba all'asilo, esce correndo di casa, correndo fa le scale, correndo sale in macchina dopo una lunga tribolazione per riconoscere la chiave giusta...tutto perfetto, se non fosse per una goccia di pioggia che, risvegliando il suo animo sensibile, la spinge a guardare in su', per accorgersi che in alto, oltre al cielo plumbeo, c'è anche il viso della figlioletta chiusa in casa al quarto piano, dietro i vetri, con la manina in movimento nel tentativo disperato di richiamare la sua attenzione...!

Altro elemento imprescindibile per distinguere lo stressato è lo sguardo che rivolge ai suoi piedi quando scende dalla macchina. E vi spiego il perché.
Lo stressato non fa shopping.
Fare shopping equivale al concedersi del tempo e delle piacevolezze per se stessi, è una passeggiata a passo lento e sguardo vagante da una vetrina all'altra con il capo che emula i movimenti ondulatori di una pallina ping pong, mentre la mente vaga in piacevolezze e riacquista la leggerezza della vacanza.
L'entrare in un negozio piuttosto che in un altro fa parte del gioco, così come lo scegliere e l'acquistare senza limite di tempo ristretto.
Si è se stessi, ci si vuole bene, un'ondata di amore verso tutti e tutto ricolma il cuore.
No, lo stressato quando va a fare shopping ha lo stesso atteggiamento che avrebbe se fosse al lavoro. Ha fretta , è di malumore perché si è aggiunto a impegno quest'altro impegno. Anche questo diventa un lavoro: è lavoro perché viene concepito come il dovere di comprarsi un qualcosa per la decenza del vivere comune.
Acquista in fretta, se possibile in serie: se sta bene un capo, ne acquista altri uguali, solo di diversi colori.
Stesse paia di scarpe, di maglioni, di pantaloni...
Ecco quindi spiegato lo sguardo mattutino alle calzature per la preoccupazione di aver indossato di fretta, due scarpe uguali, ma di diverso colore...

Ma lo stressato sa avere i suoi momenti di pace.
O perché si è incasinato al punto di rinunciare a tutti i suoi programmi (e qui la speranza di un rinsavimento è auspicabile) o perché riesce a svolgerli tutti ritagliandosi una mezz'ora per sè.
Per sé? Ma per fare che?
Lo joga? La musica? Hobby vari?
“Si...non lo so” - pensa...e non lo sa... sta dormendo vestito sul divano!
Tenerezza, al massimo compatimento. E' questo il sentimento che suscita negli estranei.

Lo stressato è un quadro patologico di impossibilità a un ragionamento lineare.
E' la visione della vita in dimensione pressurizzata con i vari sentimenti che in piccolo spazio fanno a botte tra di loro e lanciano scintille.
Nel caos di mille traguardi cerca la pace che non ha e si programma delle soddisfazioni che tali non sono.
La percentuale di incidenti domestici ed extra domestici è molto più alta ma ciò non fa che alimentare la sua caparbietà.
Perché vi chiedete? Ma semplicemente perché di questo si tratta, è questo che combatte lo stressato: le avversità.
E' una sfida con se stesso verso tutto e tutti, verso qualsiasi cosa che sembra andargli contro. E si incaponisce, bambino testardo che vuol vincere senza capire le regole del gioco, senza studiarle, senza applicarle, quindi...perdendo in continuazione.
Perché la vita è fatta di intelligenza. Non dell'intelligenza del grande genio, quanto piuttosto dell'intelligenza dell'umile che guarda a se stesso e si vede per com'è: una utilitaria di seconda mano che vuole correre senza strafare, o una Mercedes che si è volutamente scordata i suoi albori, i suoi trionfi e ora si accontenta di di essere pietosamente impolverata e carica di mercanzie a basso costo per venditori ambulanti.
Stiamo parlando dell'intelligenza di chi vive il suo momento magico nella misura di un essere umano, che vive per cercare di dare quel poco che riesce a dare ma che è il meglio di sé, mentre, spettatore più che protagonista, percorre il suo cammino.
Quest'uomo e questa donna sono ordinati, mettono le chiavi al loro posto e le ritrovano, controllano la sveglia, qualche volta si ricordano di sé, degli altri sempre e ne godono, fanno degli spropositi solo di sabato per poter recuperare alla domenica.
Recuperano perché al lunedì c'è da tirare comunque una carretta piena o vuota che sia: il dovere verso se stessi e verso gli altri, da cui sempre si dipende in modo interscambiabile. E' una eroicità fatta del poco, di un poco sempre nascosto, silenzioso, col tempo che scorre a dimensione umana e la melodia di una nota canzone che li raggiunge con facilità.
Chi sono io? Una stressata che agogna in cuor suo di potersi svegliare un giorno amando il “poco”, quella vita, quelle emozioni...

Per leggere il seguito, commentare o dare consigli all'autore potete consultare l'articolo sul nostro forum andando qui...

Trafiletti e Curiosità

Error: No articles to display

Visitatori

Oggi 82

Ieri 89

Questa Sett. 372

Questo Mese 1895

Da Sempre 374000

Vai all'inizio della pagina