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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XVIII

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Visita alla Puerpera

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

Gesuzza, bene vestita, sta uscendo di casa.
“Gesù…duva vai ccù su piattu? cchi c’è dintra?” Seduto sulla sua solita poltrona, la ferma il marito, abbassando il giornale che sta leggendo.
“’ntò…dù cocci d’olivi ‘mpurnàti…ppè ‘a figghia de donna Rosina cà partoriu l’atru jiornu!!!” e intanto va nascondendo un pezzo di salsiccia in una manica.
“Sempa ‘ma duni a ‘ncunu tu!!!” si lamenta lui.
“’On pozzu jira ‘ma  trovu ‘ncunu  senza nenta a li mani …’ntò….’on vogghju ‘ma staju a la vucca dei genti!!!”
“Vabbò!!!...” e riprende a leggere il suo giornale, poi continua “…datu cà nesci accattami ‘i sicaretti… e vidi ‘on m’addimuri!!!”
E Gesuzza esce. In strada rimette il pezzo di salsiccia nel piatto sotto lo strofinaccio scozzese e bussa alla porta a vetri di Rosina.
“Cu è?” 
“Sugnu eu, donna Rosì, Gesuzza!!” e Rosina apre la porta.
“Trasiti… trasiti!!!” e la conduce verso il letto matrimoniale dov’è coricata la figlia.
“Cuncè…Cuncè!!!” la mano tesa verso di lei “U vidisti? Vinna donna Gesuzza ‘ma ti trova!!”
“Salutamu donna Gesuzza!!!” flebilmente risponde Concetta mentre Rosina, premurosa, offre una sedia alla nuova venuta.
“Assettàtevi…assettàtevi!!!”
“ Vi portavi du cocci d’olivi impurnàti e ‘nu morzu ‘e sazizzu…!!!”
“Grazzi” e donna Rosina prende il piatto. “Cuncè… donna Gesuzza ti portau l’olivi!!!”
“Grazzi, donna Gesù, ‘on duvìavu ‘ma vi disturbati!!!”
“’U picciuliddu duv’è?...duv’è ‘u picciulìddu…? ‘u volia vidira!!!” Gesuzza cerca nella stanza la creatura.
“‘A soru mia ‘u portau  fora ‘ma pigghia ‘nu pocu d’aria!!! Si addimuràti ‘nu pocu…!!”
“’On pozzo Rosì…vui ‘u sapiti!” E alza gli occhi al cielo per indicare il piano di sopra dove c’è il marito che…aspetta le sue sigarette.
“Vi fazzu ‘nu bellu cafè?”
“Grazzi donna Rosì… mu pigghiu volentieri!!!” E donna Rosina scompare dietro la tenda che nasconde la sua cucina fatiscente.
“Bella ‘e mammà!!!” Gesuzza avvicina la sedia al letto e, curiosa, interroga la puerpera stremata dal recente parto.
”Cùntami…cùntami… soffristi assai?”
“Assai!  Prima ‘ma partorìsciu ‘a levatrice mi dissa cchì avia ‘u picciulìddu cchì ‘on s’avia giratu bonu inta ‘a panza ‘ma po’ nescira!!!”
“Ah…sii!? E cchi fìcia…cchi fìcia?”
“Mi girau ‘u picciulìddu ccù ‘i mani comu si fussera stata ‘na palla!” E Concetta gesticola con le mani imitando il movimento dell’ostetrica, poi, stanca, lascia cadere le braccia sulla sopra coperta di raso rosa.
“Ah…si!!”
“Ma ‘on mi serviu a nenta pecchì ‘on  partorìvi normala…eppi ‘e fara ‘u cesàriu!!” Intanto, dalla cucina esce Rosina con un piccolo vassoio in mano.
“’U cafè donna Gesù…’u fìci friscu friscu ppè vui!!!” E poggia il tutto sul comodino.
“Minda duni  ‘na guccicèdda?” Chiede Concetta toccando la falangetta dell’indice col pollice. 
“Ppeccarità…ppeccarità!!” la blocca  donna Rosina ”…ca ccù ‘u latta ‘nci  arriva derittu derittu a lu picciulìddu!!!” e intanto porge la  tazzina di caffè a Gesuzza:
“A mà…mancu ‘na guccia ‘e cafè mò!!” si lamenta Concetta.
“Sì cuntenta Cuncè?” chiede Gesuzza a Concetta girando il caffè ” Sì cuntenta c’hài mò stu piccirìddu!!!”
”Cà comu donna Gesù, ma mi ruvinàu tutta ‘a panza!!!” Si lamenta Concetta.
“Fammi vidira…fammi vidira!” e Concetta mostra la sua pancia flaccida e smagliata.
Costata donna Gesuzza.
“…avia accattàtu ‘na crema cà paria c’avia d’essere miraculùsa e quantu mi custau!!! paria cchì  avia accattàtu oru culatu!!” E Rosina apre il cassettino del comodino e gliela mostra.
Gesuzza rigirando il tubetto fra le mani “Mamma!!” si meraviglia “… ‘nu cosicèddu randa quantu nu jiritu e ‘ma custa tantuu!!”
“… e ‘on è cà ti ‘nda  potivi mintira assai…sulu ’na mundicata!!!” Continua Rosina “…ca sinnò cu sapa quantu ti ‘nd’avivi d’accattara!!!” E Concetta ingrugnita lascia anche lei cadere il suo pesante commento “Nà vera cacata donna Gesù, ‘on serviu a nenta!!!”
“Gesù…Gesù…!” La solita voce  da uomo rimbomba nel vicolo.
Gesuzza spaventata poggia la tazzina sul vassoio e… “Madonna do Carminu!…mi scordavi cchì ‘u maritu meu vulia ‘ma ‘nci accattu ‘i sicaretti!!! mi ‘ndaju ‘e jira…mi indaju ‘e jira!!”
E Gesuzza, salutando frettolosamente la comare e la puerpera, imbocca la porta a vetri ed esce.
“Vidisti Mammà…” commenta ad un tratto Concetta dal suo letto “comu don Toninu ‘a fa roddhara ‘a la mugghjèra!!?...staju  megghiu eu ccu tuttu chì  Rafeli mi cumbinau ‘u pristignu* e mi lassau!!!”   

° Pristignu: Il guaio, l’impiccio


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano.



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]Gesuzza, bene vestita, sta uscendo di casa.
“Gesuzza… dove vai con questo piatto?” Seduto sulla sua solita poltrona, la ferma il marito, abbassando il giornale che sta leggendo.
“Antonio…sono solo due olive infornate…per la figlia di donna Rosina che ha partorito l’altro giorno!!!” e intanto va nascondendo un pezzo di salsiccia in una manica.
“Sempre a regalare qualcosa a qualcuno tu!!” si lamenta lui.
“Non posso andare a far visita a qualcuno senza portare niente…Antonio…non voglio ostare sulla bocca di tutti!!” 
“ Vabbene!!!...” e riprende a leggere il suo giornale, poi continua “…ma dal momento che esci, vammi a comperare un pacchetto di sigarette…e non ti perdere per strada!!!” 
E Gesuzza esce. In strada rimette il pezzo di salsiccia nel piatto sotto lo strofinaccio scozzese e bussa alla porta a vetri di Rosina.
“Chi è?” 
“Sono io, donna Rosina, sono Gesuzza!!” e Rosina apre la porta.
“Entrate…entrate!!” e la conduce verso il letto matrimoniale dov’è coricata la figlia.
”Concetta…Concè!!!” la mano tesa verso di lei “Hai visto? E’ venuta donna Gesuzza  a trovarti!!” 
“Salutiamo donna Gesuzza!!!” flebilmente risponde Concetta mentre Rosina, premurosa, offre una sedia alla nuova venuta.
“Sedetevi…sedetevi!!” 
“Vi ho portato due olive infornate e un pezzo di salsiccia…!!” 
“Grazie” e donna Rosina prende il piatto. “Concè… donna Gesuzza ti ha portato le olive!!!”
“Grazie, donna Gesù, non vi dovevate disturbare!!!”
“Il bambino dov’è?...dov’è il bambino…? Lo volevo vedere!!” Gesuzza cerca nella stanza la creatura.
“Mia sorella l’ha portato fuori per fargli prendere un po’ d’aria!! Se temporeggiate un poco…!!” 
“Non posso Rosina…voi lo sapete!” E alza gli occhi al cielo per indicare il piano di sopra dove c’è il marito che…aspetta le sue sigarette.
“Vi preparo un buon caffè?” 
“Grazie donna Rosì… me lo prendo volentieri!” E donna Rosina scompare dietro la tenda che nasconde la sua cucina fatiscente.
“Bella di mamma!!!” Gesuzza avvicina la sedia al letto e, curiosa, interroga la puerpera stremata dal recente parto.
“Raccontami…raccontami…hai sofferto molto?” 
“Assai!  Prima di partorire la levatrice mi ha detto che il bambino nella pancia non si era girato per poter uscire!!” 
“Ah…sii!? E cosa ha fatto…cosa ha fatto?” 
“Mi ha girato il bambino con le mani come se fosse stata una palla!” E Concetta gesticola con le mani imitando il movimento dell’ostetrica, poi, stanca, lascia cadere le braccia sulla coperta di raso rosa.
“Ah…si!!”
“Ma non è servito a niente perché non partorito normale…ho dovuto fare il cesario!!” Intanto, dalla cucina esce Rosina con un piccolo vassoio in mano.
“Il caffè, donna Gesù…l’ho fatto fresco fresco proprio per voi!!” E poggia il tutto sul comodino.
“Me ne dai una goccia?” Chiede Concetta toccando la falangetta dell’indice col pollice. 
“Per caritààà…per caritààà!!” la blocca  donna Rosina “… passa nel latte e arriva diritto diritto al bambino!!” e intanto porge la  tazzina di caffè a Gesuzza:
“A mà…nemmeno una goccia di caffè adesso!!” si lamenta Concetta.
“Concetta sei contenta?” chiede Gesuzza a Concetta girando il caffè “sei contenta che adesso hai questo bambino?” 
“Come no, donna Gesuzza, però. Questa gravidanza mi ha rovinato tutta la pancia!!” Si lamenta Concetta.
“Fammi vidira…fammi vidira!” e Concetta mostra la sua pancia flaccida e smagliata.
“Mamma…davveeeroo!!” Costata donna Gesuzza.
“…avevo comperato una crema che sembrava miracolosa e quanto mi è costata!!! Sembrava che avessi comperato oro puro!!” E Rosina apre il cassettino del comodino e gliela mostra.
Gesuzza rigirando il tubetto fra le mani “Mamma!!” si meraviglia “… una cosa così piccola, grande quanto un dito e farla pagare così cara!!” 
“… e non se ne poteva mettere tanto…solo un pochino!!” Continua Rosina “…altrimenti chissà quanto te ne dovevi comperare!!” E Concetta ingrugnita lascia anche lei cadere il suo pesante commento." Una vera schifezza donna Gesuzza, non è servita a niente!!” 
“Gesù…Gesù…!” La solita voce  da uomo rimbomba nel vicolo.
Gesuzza spaventata poggia la tazzina sul vassoio e… “Madonna del Carmine…mi sono dimenticata che mio marito voleva che gli comperassi le sigarette!! Me ne devo andare…me ne devo andare!!” 
E Gesuzza, salutando frettolosamente la comare e la puerpera, imbocca la porta a vetri ed esce.
“Hai visto mamma…?” commenta ad un tratto Concetta dal suo letto “come don Tonino la fa trottare la moglie!!?...sto meglio io con tutto che Raffaele mi ha messo incinta e mi ha lasciata!!”[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

 

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