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Le qualificanti iniziative dei "Bivongesi"

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LA PLATA 1995 – E’ trascorso oltre un secolo dal novembre 1882 allorché il Presidente Dardo Hocha poneva la prima pietra della futura capitale della provincia di Buenos Aires. Sorta a soli quaranta chilometri dalla Capital Federal, la ‘città dei tigli e delle diagonali’ oggi raggiunge oltre un milione di abitanti.
Conta numerose piazze e alcuni parchi progettati da noti architetti, urbanisti e abili artigiani stabilitisi in loco per meglio attendere all'opera gigantesca. La città si mostra ai nostri occhi, incastonata in un terso tramonto ottobrino, in tutta la sua bellezza e modernità. 
Fracisco Argento, Vito Fioravanti, Gaetano Cario ed Enzo Rapisarda - amici in compagnia dei quali sono qui arrivato - assecondano la mia richiesta di effettuare un breve giro esplorativo prima di raggiungere Calle 63 ove ha sede il Centro Bivongesi.
La mia curiosità è in parte soddisfatta dopo aver percorso il Paseo de Bosque, avere ammirato le architetture del Museo di Scienza Naturale e del Teatro Martin Fierro eretto su un isolotto al centro d’un laghetto artificiale. Resta da visitare il Museo ove sono custoditi i resti fossili patagonici della collezione del primo direttore dell’Istituto Perito Francisco Moreno, che ha dato il nome all'omonima formazione di ghiacci nota per lo spettacolo incomparabile che offre durante i biennali sfaldamenti. Un’occhiata alla Cattedrale, tra le più grandi del mondo, in stile neogotico (a somiglianza di quelle di Colonia e Amiens) ornata con pietre pregiate provenienti da tutte le cave argentine. In essa è custodito un organo costruito in Italia. 

Parramu Bivongese per ricordare il dialetto che ci identifica. La Commissione invita tutti a ritrovarci nella nuova sede sociale ogni venerdì, dalle diciannove alle venti, al fine di parlare il nostro dialetto. L’iniziativa ha lo scopo di esercitarsi a pronunciarlo nell’originaria tonalità. Farà da coordinatore Bentivoglio Zurzolo e da guide illuminate lo scrittore Paolo Tisano e il poeta Giuseppe Bova. Vi aspettiamo. Non mancate! 
Manifesti e volantini in quantità che invitano a conservare 'intatte le radici' sono sparsi ovunque nella grande sala che ci accoglie. Dell’iniziativa, unica, che io sappia, nel genere in Argentina, si discuterà durante lo scambio di opinioni con i Componenti il Consiglio Direttivo della benemerita Istituzione di matrice calabra al servizio della comunità. Molti altri argomenti elencati nel citato Ordine del giorno tra i quali i consuntivi dell’attività svolta dalla Scuola Materna De Amicis (già Jardin de infantes Piccolino) e dalla Escuela Primaria Instituto Bivongi; dei corsi di italiano da iniziare al più presto, della biblioteca e del patronato, della colonia estiva, delle squadre di calcio e di palla a volo. Un’altra manifestazione è prevista: la quarantottesima festività di Maria Santissima Mamma Nostra. 
L’impegno dedicato alle attività sociali, culturali e ricreative - riassume il Presidente Cosimo Marzano - è un apprezzabile fattore che onora Bivongi e la Calabria tutta contribuendo in forma tangibile al progresso del paese che ci ospita. 
Rilevo che in La Plata l’orgoglio della cultura della terra d’origine è un fatto quotidiano del quale rallegrarsi. 
Cosimo Marzano approfitta dell’occasione per esternare la speranza che il governo di Roma riprenda sollecitamente il dialogo con quanti risiedono all'estero e finalmente promuova la partecipazione degli italiani, senza esclusione, alla vita e ai destini della nazione. Un’attesa più lunga della speranza dei poveri!L’acre commento del dottor Vito Fioravanti.Appena dopo Gaetano Cario (fondatore e direttore del diffuso periodico Eco d’Italia) ed il giornalista Enzo Rapisarda propongono, per i centri calabresi già operanti in Buenos Aires e nell'intera provincia, il varo d’una Confederazione che raccolga le diverse anime associazionistiche in competizione. Secondo il loro parere l’iniziativa proposta è il mezzo più idoneo onde superare la grave situazione di stallo in cui ci si trova. 

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Interprete dell’anima bivongese è Bentivoglio Zurzolo che fa parte, insieme a Cosimo Marzano, Osvaldo e Benito Pisano, Carlo Grazioso, Maria Caterina Bosco, Maria Olga Marzano, Giuseppe Russo, Pasquale Bosco ed altri diciassette tra componenti e revisori - del Consiglio Direttivo. Bentivoglio Zurzolo richiama l’attenzione dei presenti sulle mancate risposte da parte di chi dovrebbe essere istituzionalmente sensibile alla problematica ed agli  importanti quesiti di non secondario interesse della nostra comunità in terra argentina. Non manca, inoltre, di parlare del voto politico fin qui negato e delle pensioni sociali a rischio. Si dice molto amareggiato per non aver potuto concorrere, durante il decorso mese di marzo, all'elezione del nuovo Parlamento italiano. A suo parere esclusione ingiusta e umiliante che va a sommarsi alle tante fin qui sopportate. Il cittadino italiano Zurzolo, afferma, di seguire con ansia l’attività del nuovo Governo e auspica che la Seconda Repubblica riesca finalmente a sradicare le radici della corruzione in Italia stanando il malaffare che tanto danno ha causato e causerà all'immagine e alle finanze dell’amata nazione italiana. Tutto ciò promuovendo il recupero degli atavici valori che si vanno disperdendo. 

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I calabresi in Argentina rappresentano il 25% della collettività italiana. In questo contesto sono molti i corregionali che, nel tempo, hanno dato vita a un consistente numero di Associazioni allo scopo di restare uniti e non disperdere il patrimonio di cultura e tradizioni che ci distingue.
Con tali presupposti, in Calle 40, al numero 1711 (le strade sono qui indicate con semplici numeri) è sorto il nuovo Circolo Calabrese di La Plata, Berisso Y Ansenada presieduto dal dottor Ranieri. Fanno parte del Consiglio Direttivo: il geometra Ercolino Carlo Alberto Bianco, (vice-presidente); Lucia e Teresa Scaglione e Annamaria Temperoni, Giuseppe Salerno, Fiore Mantovano, Marco Scarpelli, Pietro Longobucco e Benito Gagliardi. Ida Beltrano, Giuseppe Palaia, Saverio Alessio e Francesco Tarsitano, Vicente Montalto, Mario Drago e Natalia Curti; Sergio Scaramuzza, Claudio Acquesta e Rosalba Aloia. 
Nutrito il numero degli iscritti e delle adesioni esterne. 
Ercolino Bianco, durante l’appetitoso asado seguito all'incontro, approfitta per mostrarci le foto della costruenda Sede dell'Associazione e ne illustra le caratteristiche. Il progetto prevede un altro piano. A fabbricato ultimato, si potranno ammirare splendide colonne sovrastate da capitelli che richiamano la cultura Magno-greca. Un’ampia vetrata a raggiera simboleggerà l’irradiarsi della nostra civiltà e dei nostri destini nel mondo. Il Consiglio Direttivo, del quale sono Presidente, ha idee chiare sul futuro del nuovo Circolo e ciò che facciamo servirà alla Calabria e a quanti verranno dopo di noi. 
L’astro infuocato, nella bella domenica primaverile, si mostra all'orizzonte mentre la nostra auto corre verso la Capital Federal profondamente addormentata...

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

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