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Cerimonie Inca e Attualità

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PERU Lima - Mentre nel mondo prosegue lo sforzo teso a trovare un efficace rimedio al cancro, un medico peruviano afferma d’avere scoperto il vaccino che potrà impedire il progredire del male del secolo. Il dottor Santiago Sarmiento Villar, durante venti anni, ha applicato la sua formula su quattrocento pazienti ottenendo risultati incoraggianti. Direttore del Centro Investigazion Immunobiológicas Especificas avrebbe ottenuto il vaccino a partir de compuestos antígenos immuno-especificos (proteine) que se extraen de los propios tumores cancerosos. La scoperta ha destato l’interesse del Centro tedesco per le ricerche e di altri prestigiosi Istituti che avrebbero intensificato gli esperimenti avviati dal ricercatore. Incoraggia e fa sperare la constatazione che sono tanti gli scienziati di scuole e latitudini diverse a porre attenzione alle ricerche sulla malattia.

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Nell’infinito numero d’immagini sacre che è possibile ammirare a Lima, si stacca su tutte le altre per bellezza e fascino, il Cristo Crocefisso, Senor de Los Milagros ovvero il Cristo Morado la cui scoperta risale al 1651 quando uno schiavo proveniente dall'Angola lo dipinse su una parete. Il 13 novembre 1655, allorché un terremoto distrusse la città, la parete sulla quale era raffigurato il Cristo rimase indenne. Nel 1746, un altro sisma (si registrarono duecento scosse in poche ore) distrusse nuovamente Lima ma il Cristo Morado, intanto eletto patrono e difensore della città, non subì danni di sorta. La stessa cosa si verificò il giorno in cui crollò la Chiesa del Convento del Nazareno ove si trovava l’affresco.
Nel tempo nacque in suo onore la festività 'más grande del mundo' e il rituale ebbe inizio con l’esposizione d’una copia dell’immagine sacra. Una nota amena a margine. Durante la richiamata festività è messo in vendita il 'turrón de Dona Pepa' preparato in gran quantità da un esercito di pasticcieri.
Le tradizioni religiose in Lima richiamano da ogni angolo della terra migliaia di peruviani.

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L’America Latina conserva, in quanto a fede, lo slancio originario. In particolare il Perù ha dato impulso alla mistica religiosa attraverso la consacrazione di Santa Rosa de Lima, primera Santa Nuevo Mondo e Patrona de América y Filipinas ed a San Martín de Porres. Varrà ricordare inoltre che le manifestazioni sacre incaiche erano collegate ai mercati e all'anno rituale. A sua volta, l'anno si divideva in dodici mesi e aveva inizio con la celebrazione della primavera, equivalente al nostro dicembre.
Durante l’annuale ricorrenza si svolgevano giochi, gare e riti coincidenti con l’arrivo della maggiore età. I ragazzi del 'ceto superiore' ricevevano il perizoma, cintura da portare sui fianchi a cavallo delle anche. Erano celebrati i mesi della piccola e della grande maturazione, della danza, del granturco, della processione dei defunti. Cerimonie collegate alla natura, all'ambiente, al sole, alla terra, al raccolto, all’acqua, al sesso.
A Cuzco, capitale dell’impero, ci si affidava ai rituali elaborati come mostrano gli sfarzosi abiti indossati nel corso delle cerimonie. Rinvenuti nelle tombe. Le celebrazioni concorrevano a dare al popolo un alto senso di fratellanza in una vita al di là della vita e servivano da argomento nelle conversazioni durante i lunghi mesi invernali trascorsi nelle capanne sulle montagne innevate.
Le feste duravano più giorni con corollario di danze, bevute di chicha, (bevanda alcolica fermentata), corse sfrenate e confronti di destrezza con una sorta di lazo. In primavera si assisteva a una variante molto attesa: i giovani d'ambo i sessi, in completa nudità, raggiungevano i frutteti per celebrare la maturazione. Al segnale concordato correvano verso le colline e quando gli uomini raggiungevano le donne se ne prendevano godimento.
Il potóto, conchiglia e tromba ad un tempo, il tintinnio dei chanrara, campanelli di rame e argento appesi alle vesti, canti e danze accompagnavano l’ininterrotto inno alla vita.
Con riferimento a siffatto quadro, l’esistenza inca è apparsa spesso idilliaca. L’impressione era infatti supportata dall’atmosfera surreale che permeava ogni attimo del giorno. Si trattava, in realtà, d’una vita monotona e drammatica. Ragione in più per conservarne il mitico ricordo.

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