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La Trilogia del Mondo d’Inchiostro

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Oggi inizio il mio viaggio all'interno del mondo della letteratura proponendovi qualcosa di non molto conosciuto in Italia, ma ben più famoso oltre confine. Sto parlando della saga partorita dalla mente di Cornelia Funke.

Cornelia Funke è una scrittrice tedesca di narrativa per ragazzi che attualmente vive a Los Angeles, California. Ha imparato a farsi amare con Il Re dei Ladri, ma è diventata famosa in tutto il mondo in seguito all'uscita del film InkHeart - Cuore d'Inchiostro (pellicola che racconta le vicende narrate nell'omonimo libro e segna l'inizio di quella che si suole definire come La Trilogia del Mondo d'Inchiostro :cuor ).
Oggi non parleremo del fenomeno cinematografico InkHeart, quanto piuttosto della controparte cartacea che racconta (concludendole) tutte le gesta dei fantastici Mo (Mortimer, detto anche lingua di fata o Glandarius :wow ), Maggie (figlia di Mo) e Dita di Polvere (conosciuto anche come "colui che danza con il fuoco").

La trilogia è composta da tre volumi:

  • Cuore d'Inchiostro
  • Veleno d'Inchiostro
  • Alba d'Inchiostro

Come sono solito fare, non vi parlerò della trama, dei personaggi o di qualsiasi altra cosa che troverete all'interno di questi libri.
Voglio però parlarvi della magia e delle emozioni che accompagnano questa lettura.

Ho conosciuto questi titoli grazie alla pellicola di Iain Softley (del 2008), ma ho imparato ad amarli unicamente grazie ai romanzi.
Mo, Dita di Polvere, Resa, Elinor, Maggie... non sono semplici attori di un film; non sono meri figuranti di uno spettacolo teatrale; non sono immagini sfocate nella mente di un lettore occasionale.
Chiunque abbia letto questi libri sa che sono prima di tutto amici, pezzi di un mondo magico che può rivivere nella nostra mente e nei nostri cuori grazie alle bellissime (e semplici) parole di una scrittrice che "vede" il mondo di cui parla, ne sente il profumo, ne avverte il calore.

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Cornelia Funke non è una semplice narratrice che scompare fra le pagine dei suoi racconti: è lei a narrarli, a mostrarli in una prospettiva del tutto nuova, tramite gli stessi suoi occhi.
Parola dopo parola ci si immerge in un mondo che ella stessa ama, ed ama più di quanto non faranno mai i suoi stessi personaggi.
Non voglio che questo articolo diventi un elogio alla persona dell'autrice ma non potevo esimermi dal descrivere la passione di questa donna per ciò che riempie la sua vita.
Vi invito a leggere i ringraziamenti conclusivi, l'introduzione e, per finire, le citazioni (riportanti frasi tratte dai più disparati libri) che aprono ogni capitolo: ogni dettaglio trova il suo posto e delinea i contorni di una persona che vive di letteratura, di amicizie e di fantasia.

Andando a parlare del suo (ma ora dovrei dire anche "mio") "Mondo d'Inchiostro", non posso non notare subito le profonde differenze all'interno dei tre volumi.
Non sto parlando di differenze circa il modo di scrivere o ciò di cui si parla: mi riferisco piuttosto alle differenti emozioni che il lettore non può fare a meno di provare.

In Cuore d'Inchiostro troviamo il nostro universo, la routine della vita di tutti i giorni di un rilegatore di libri e di sua figlia. Passato lo stupore iniziale - pregno di viscerale magia (con la comparsa di Dita di Polvere e la scoperta del "dono" di Mo) - si assiste ad un via vai di eventi che sembrano ricordare un film d'avventura, piuttosto che un romanzo fantastico.
Del Mondo d'Inchiostro si vede ben poco, ma tanto basta. Se ne sente il suo profumo dietro ogni angolo, si vedono quasi fate e giganti... quasi però... quasi.
Tutto è accennato, come un sussurro leggero dietro una porta che non vuol saperne di spalancarsi.
Ne sentiamo parlare però: ne parla Mo; lo ricorda Dita di Polvere; lo schernisce Capricorno. E' sulla bocca e nella mente di tutti, ma il lettore lo può solo intuire.
Poche descrizioni, anzi pochissime se paragonate alla vastità delle creature che contiene. Di certo però, la più bella è venuta fuori ed è già visibile a tutti e in tutto il suo splendore: parlo naturalmente del mangiafuoco, "colui che danza con il fuoco".

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Appare subito. Poche pagine e la Funke non può fare a meno di parlare da lui. E' sempre presente, deve esserlo, è lui il "vero" protagonista.
Personaggio ambiguo e misterioso, Dita di Polvere riempie le pagine di Cuore di Inchiostro con la sua magia, i suoi ricordi, le sue debolezze. Un personaggio fantastico che mostra il suo lato umano ora che, in balia degli eventi, si muove nella storia proprio come fanno le fiamme nella brezza.
Va amato? E' pericoloso? Chi è il mangiafuoco?
Nessuna risposta troverà spazio tra le parole del romanzo: sarà piuttosto un continuo divenire, all'inseguimento di accadimenti che dipaneranno la matassa del suo spirito.
Non servono parole... si scopre con piacere che non sono mai servite.
Colui che danza con il fuoco non è un semplice uomo, è piuttosto emozione, sogno. Bisogna viverlo, senza chiedere spiegazioni, senza pensare a chi o cosa si ha davanti: è una creatura praticamente perfetta capace di far innamorare... è lui il vero Mondo d'Inchiostro.

Se tutto il volume si sviluppa in un via vai di avvenimenti in un ambiente che tutti conosciamo (il nostro mondo), gli altri due libri si aprono invece a nuovi orizzonti.
La porta si spalanca e, dopo un po' di esitazione, si entra nel cuore stesso della saga.
Il Mondo d'Inchiostro appare ora in tutto il suo splendore fatto di realtà e fantasia. Luoghi simili ai nostri ma alle volte differenti in tutto e per tutto; personaggi complessi e personaggi stereotipati si alternano sulla scena, nel tentativo di ricomporre un mondo quantomai vasto ed eterogeneo.
L'odore di quel cosmo tanto agognato si espande e il lettore si trova immerso in una storia nuova, capace di far distrarre dal presente, come raramente è accaduto in passato.
Un linguaggio molto comune, veloce e privo di auto-compiacimento ci accompagna a visitare un regno che ora vien visto con gli occhi del bambino innamorato.
La sorpresa, la paura, l'amore. Un altalena di emozioni, tutte inserite al posto giusto e tutte saggiamente ponderate.

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Trovano finalmente il loro posto personaggi come Fenoglio e Resa; si delineano i caratteri di Mo e Maggie (il primo libro rischiava di forviare) e tutti si inseriscono amalgamandosi nella storia. Appare Gandarius, il grande eroe che vive la sua avventura a metà fra la realtà e la fantasia.
Il lieto fine si intuisce, ma si conoscono le mille difficoltà nel percorso. Sarà però un viaggio che nessuno vorrebbe mai perdere. ;)

Non voglio mentirvi: "non è tutto oro quel che luccica". L'autrice ha mostrato a tratti qualche piccola indecisione. Forse troppo innamorata di questi luoghi, ci ha voluto immergere repentinamente in un mondo che probabilmente non era ancora ben delineato nella sua immaginazione. La magia apparirà lentamente, sempre trasportata dai personaggi che avevamo imparato ad amare nel primo libro.
Non siamo davanti ad un'opera come Il Signore degli Anelli. In quest'ultima Tolkien aveva creato un mondo ben definito prima ancora di descriverlo e perfezionarlo: ogni pagina si apre a nuove scoperte, con la Terra di Mezzo che appare allo spettatore in ogni microscopico dettaglio.

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Il Mondo d'Inchiostro non è così, non può e non vuole esserlo.
La Funke non lo descrive a fondo, non mostra tutto. Anzi, seppur a tratti, non mostra niente.
Le creature, i paesaggi, gli stessi protagonisti appaiono lentamente, uno alla volta, con dovuta tranquillità.
Un universo che nasce quindi parola dopo parola sotto gli occhi del lettore che ha il tempo di gustarlo e capirlo.
Se così facendo si imparano a conoscere luoghi e persone in maniera molto approfondita, dall'altra spesso questo comporta la mancanza di una sensazione troppo importante all'interno di un romanzo fantastico: lo stupore. Non si resta meravigliati dal cosmo creato dalla Funke, quanto piuttosto da ciò che rappresenta per coloro che lo vivono, per le sue amate creature.

Da questo discende qualche piccola variazione in velocità all'interno della dinamica narrativa.
Alle volte il lettore è costretto a rallentare, ad aspettare che l'immagine si componga davanti ai suoi occhi; altre volte invece tutto gli appare immediatamente, vivido e preciso.
E' come vedere a sprazzi, con momenti di cecità temporanea: sensazione non piacevole ma alla quale ci si abitua e che non dura molto. Già nella seconda metà del secondo volume ogni cosa trova il suo posto e la storia prosegue verso sentieri ben determinati.

Non posso dilungarmi ancora... penso di avervi annoiato a sufficienza  :p .
Non devo quindi far altro che invitarvi alla lettura di questa bellissima trilogia, incoraggiandovi ad affrontare questo viaggio, purché, però, siate appassionati del genere.
Non è una lettura "per tutti": bisogna avere fantasia e la capacità di lasciarsi trasportare dalle parole. Non è un'opera adatta a chi si aspetta profondi pensieri e ancor più profondi significati. Non è un libro che fa riflettere, ma un libro che ci guida verso l'avventura.
Se siete fra i tanti che sanno apprezzare la semplicità di una storia nuova e coinvolgente, troverete questi volumi e i loro personaggi fra i più belli e accattivanti di sempre.

Concludo con un invito a Cornelia Funke:

Non smettere mai di sognare... con i tuoi sogni hai aperto porte che non potranno mai chiudersi nei nostri cuori...

Auguro a tutti una buona lettura... ;)

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

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