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L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

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Torniamo a parlare di scrittori italiani. Di un'opera prima che prende di sorpresa e trascina, pagina dopo pagina, in un curioso mondo fatto di parole e pensieri di una donna, diversa ma così uguale a tutte le altre. Alice Basso è al suo esordio, e non lascia indifferenti, dimostrando ancora una volta la qualità di quell'Italia sognatrice e ricca di idee di quotidiana esistenza.
Non le servono idee originali e neanche trucchetti da scrittrice navigata. Il suo approccio è più diretto, sincero ma anche estremamente aggressivo. Crea il personaggio e le da vita, con una forza esasperata e senza paura di fallire o di deludere nessuno, tanto a lei... non frega niente.

L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Scelta sapiente di un titolo adorno di velleità innovatrici che forse tanto velleità non sono. Poche righe e si è già conquistati, consapevoli vittime di un gioco di sconosciuta e mascolina femminilità. 

In molti amano l'odore della carta.
Alcuni ne vanno proprio pazzi. Quando comprano un libro, se lo avvicinano al naso e aspirano forte chiudendo gli occhi. Talvolta mugolano. Se entrano in una biblioteca, inspirano a pieni polmoni come fossero in alta montagna, poi estraggono un vecchio volume dal primo scaffale e ci tuffano la faccia con l'intenzione apparente di baciarlo.
L'odore della carta, in realtà, è odore di morte.  non mi riferisco agli effluvi chimici della carta dei libri nuovi, che sanno all'incirca di una bistecca di soia. I libri vecchi, proprio loro, quelli dal profumo inconfondibile, in realtà odorano di cellulosa in decadimento. In pratica, di marcio. Quindi c'è gente che va matta per un puzzo di marcio e morte e nemmeno lo sa. Io invece si, perché nel 2012 ho docuto scrivere un testo che conteneva nozioni di arte tipografica e mi sono fatta una cultura su queste cose, e da allora lo studio di Enrico Fuschi, che è il tempio dell'odore della carta, mi fa vagamente schifo.

       L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

Vani Sarca, nasce qui, in pochi periodi, strutturati ad arte e terribilmente affascinanti. Nasce così, senza mezzi termini, senza evoluzioni caratteriali o morali. Lei è Vani Sarca. Punto. Prendere o lasciare. La si ama o la si odia ma lei resterà sempre simile a se stessa, innamorata delusa del suo mondo di carta nascosto.
Non ha una vita interessante Vani. Trascorre le sue giornate in uno studio che "puzza di morte", rendendo grandi gli altri e ricevendo compensi "da schifo". Tutto qui, la sintesi tragica di un'esistenza tutto sommato felice delle piccole cose, e del suo essere maledettamente diversa, in una Torino accennata e stereotipata. 

È davvero difficile parlarvi di questo esordio letterario. Solitamente mi limito a dare un voto, magari durante la stessa recensione, così da rendere più agevole giungere là dove voglio arrivare. Ma oggi è diverso. Siamo dinanzi ad uno di quei libri pieni di difetti e pur così particolari...
Sono solito ritenere "grande" quel libro che segna la mia vita, mi lascia emozioni indelebili, rischiarando la mia mente con pensieri altrui. Seguendo questo filone di pensiero, posso dire in tutta onesta che non penso di poter mai più dimenticare Vani Sarca, il suo temperamento o il suo falso menefreghismo. Lei è la donna più indifferente del mondo, ma anche la più buona. Lei è fredda e cinica, ma ha il cuore di una cenerentola innamorata. Forse sarebbe più facile dire che è una donna, una donna vera, reale ed estremamente complessa. Come si fa a bocciare una così? Come si fa a bocciare una descrizione così accurata nei dettagli, viva e maledettamente intensa?
No, un 5 non posso darlo. 

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Potete ora cominciare a capire quali dilemmi può creare una recensione come questa. Da una parte abbiamo una scrittrice al suo esordio che crea un personaggio memorabile. Dall'altra i problemi tipici del romanzo inesperto, che stridono esasperati a causa delle stesse capacità linguistiche della trentenne milanese. Cento pagine perfette; cento passate in noiosa attesa; cinquanta di una conclusione che suona di adeguata ripresa, dopo il rischio di caduta nel baratro della mediocrità.
Purtroppo, per quanto sia fin troppo facile dirlo dall'esterno, scrivere un libro equivale a raccontare una storia. Il termine narrativa non lascia scampo. Ed è bene che la storia valga il tempo perso dai lettori, pena un fallimento annunciato. Non è questo il caso, si intende, ma solo l'esperienza nel settore editoriale ha impedito alla brava Alice Basso di cadere nella trappola dell'inutile. Lei si è limitata a giostrare sul filo del "noioso", del "a tratti scontato", dell'inverosimile e del superficiale. Un'opera prima insomma, non saprei come meglio descriverla.
Siamo davanti ad una storia d'amore più simile ad una cotta adolescenziale (da cui riprende in realtà anche buona parte dello svolgimento) e a un poliziesco estremamente lontano da canoni di sufficienza (non credibile, non approfondito e mai realmente al centro dell'azione).  Né carne né pesce si suole dire, e... se solo gliene importasse qualcosa. Ma è qui che il problema smette di essere il problema, assorbito da una Vani catalizzatrice dei pensieri negativi che avanzano nella mente del lettore. Tutto è abbozzato. Ma l'intuizione che copre la protagonista assorbe la trama rendendo essa stessa storia. Non si legge per sapere cosa accade, si legge per sapere cosa lei pensa, di ogni cosa. 
Un po' pochino in realtà, per gridare al capolavoro. Abbastanza, per parlare di un gran bell'esordio letterario.



Consiglio questo libro a tutti, indistintamente. Uomini, donne, ragazzi e ragazze. Lo consiglio a chi è un lettore smanioso e a chi apre i libri solo per la copertina. A chi ama i personaggi femminili e a chi vuole solo conoscere le abilità della nuova gioventù di scrittori italiani. Alice Basso merita di essere "comprata". Ci ha provato col cuore e si vede. Resterei profondamente deluso se decidesse di abbandonare questo mondo. E se non volete farlo per lei e per l'editoria italiana, fatelo per Vani. Prometto che diventerà una persona speciale anche per voi. Caparbia, presuntuosa, isterica, sensibile, sognatrice e altruista. In una parola, Donna.

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