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Ereticamente.it

Nando Giardini

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04 Feb 2014, 15:08

Piccole cose dimenticate

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Alcuni alberi e altrettante colonne di marmo all'ingresso d’una valle fuori della città di Cosenza, testimoniano - a dispetto dell'insidia del tempo e dell’oblio degli uomini - i valori fondanti dell’unità nazionale. Gli alberi e le colonne, al fianco dei quali - mi piace immaginare - scorre ancora il ruscello che trasse, appena dopo essersi bagnato i piedi e prima della morte una frase arguta da uno dei fratelli Bandiera. 
Il Vallone di Rovito ove, quando i raggi del sole filtrano tra le foglie e i rami stormiscono alla brezza serale, qualcosa suggerisce che il valore degli uomini è tale soltanto nel sacrificio. 
Scarsi visitatori oggi calpestano la terra che fu testimone della storica vicenda dei giovani venuti da lontano nel mese di luglio del 1844 a bagnare del loro sangue il nodo della libertà. 
Il ricordo mi spinge ad immaginare i soldati borbonici che stringono da presso le figure dei cospiratori, fucili puntati con calma... [...]

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30 Gen 2014, 09:32

Sacrificio

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Gli eventi politici e la guerra - orrenda macina di uomini - avevano rivoluzionato la mia esistenza. La sorte, dal canto suo, non era stata benigna con me. Al mio peregrinare s’era infatti aggiunta un’altra responsabilità: trascinarmi dietro una donna sofferente, la mia donna. 
Faccio giustizia alla sua forza ed alla sua volontà che le provenivano dal desiderio che amava spesso esternare: Sono certa che mi riporterai nella mia terra per riposare accanto ai miei.
Vagai senza méta, braccato per piani e per monti, procedendo sempre sotto vento, affinché i cani non ci fiutassero. Marzia si trascinava sorretta alle mie braccia mentre le sue gambe cedevano spesso, come giunchi frustati dal palo del vignaiolo. Di nostro figlio non avevamo più notizie. Evidentemente la sorte era stata crudele anche con lui e la guerra l’aveva inghiottito. Anche il suo ricordo moriva in me, non certo nel cuore di sua madre. [...]

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27 Gen 2014, 09:24

Menico e la Fisarmonica

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Strimpella e canta la speranza. Le note sulle note, a volte strascicate e spesso intense. I tasti saltellano mentre le dita spaziano rincorrendosi. 
Le dita callose d’un montanaro della mia terra. E’ una gioia ascoltare la sua fisarmonica. Essa si comprime, si allarga, dondola, risvegliando i ricordi con le sue note che, una volta spente, lasciano un senso di vuoto. L’uomo, chino sulla cassetta, accompagnava il tirillallera con i colpi cadenzati d’un piede. Al ritmo seguì un canto melodioso. Infine tutto tacque. 
“Cantaci ancora qualcosa, Menico.” L’uomo torna a calcare i tasti.

Menico viveva in un borgo sperduto tra i monti della mia terra. [...]

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Martino Loiacono giurava di non avere superato cinquant'anni, ma dai registri dell’anagrafe del comune di Borgosanto sarebbe stato agevole conteggiare la sua vera età. Li portava bene i suoi lustri. L’unica stonatura, sul viso punteggiato dalle lentiggini e sormontato dai capelli quasi bianchi, era l’orbita vuota e rinsecchita dell’occhio destro. Un brivido solitamente attraversava la schiena a quanti fissavano la cavità e, nei giorni di calura, il sudore dalla fronte s’incanalava nell'orbita vuota. Martino non se curava più di tanto e amava raccontare a quanti gli chiedevano che - a seguito di un incontro notturno presso il cimitero davanti al quale doveva passare per rientrare a casa - il suo occhio - che prima lacrimava leggermente - era andato via via peggiorando al punto che era stato necessario ricorrere alle cure di un oculista cittadino. Quel che accadde è immaginabile e il povero Martino ritornò in Borgosanto con un occhio in meno ed il portafoglio quasi vuoto. 
Della figura coperta di veli bianchi intravista sui gradini del camposanto, Martino non volle mai raccontare. [...]

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LA PLATA 1995 – E’ trascorso oltre un secolo dal novembre 1882 allorché il Presidente Dardo Hocha poneva la prima pietra della futura capitale della provincia di Buenos Aires. Sorta a soli quaranta chilometri dalla Capital Federal, la ‘città dei tigli e delle diagonali’ oggi raggiunge oltre un milione di abitanti.
Conta numerose piazze e alcuni parchi progettati da noti architetti, urbanisti e abili artigiani stabilitisi in loco per meglio attendere all'opera gigantesca. La città si mostra ai nostri occhi, incastonata in un terso tramonto ottobrino, in tutta la sua bellezza e modernità. 
Fracisco Argento, Vito Fioravanti, Gaetano Cario ed Enzo Rapisarda - amici in compagnia dei quali sono qui arrivato - assecondano la mia richiesta di effettuare un breve giro esplorativo prima di raggiungere Calle 63 ove ha sede il Centro Bivongesi. [...]

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