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La Meccanica del Cuore

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Tradimento. Se mi chiedessero di descrivere il romanzo che sto per recensire con un solo termine, sceglierei sempre e solo questo. Ma per capire di cosa sto parlando, dobbiamo fare qualche piccolo passo indietro. 

La meccanica del cuore è un libro atipico, che potete trovare in qualsiasi libreria che si rispetti. Scritto da Mathias Malzieu, cantante dei Dionysos (uno dei migliori gruppi rock francesi), è un misto di generi letterari che va, a torto, piazzandosi sugli scaffali dedicati alla "narrativa".
In linea di massima, sappiamo che i librai amano dividere le opere in comparti, dedicati alla cosiddetta "narrativa di genere" (fantasy, giallo, romanzo storico...) o alla semplice "narrativa", da alcuni definita "alta letteratura", in cui rientrano tutti i romanzi più impegnati (ma chi lo ha detto???) che raccontano vicende vero-simili, basate sul principio del "potrebbe accadere".
Premesso che questa distinzione già di suo rischia di essere fuorviante, la questione si complica ancora di più quando un romanzo ha la tendenza naturale a saltare da un genere all'altro, proprio come accade con Malzieu, passato dal puro fantasy alla cruda realtà, toccando il romanzo rosa e strizzando l'occhio al thriller. In tutti i casi, forse per il modo in cui si conclude, questo libro è schedato sotto "narrativa", pura e semplice. Ma mai classificazione fu più arbitraria.



Il 16 aprile del 1874 nevica su Edimburgo. Un freddo cane, fuori del normale, inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo del mondo. Il sole sembra scomparso per sempre. Il vento è sferzante, i fiocchi di neve sono più leggeri dell'aria. BIANCO!BIANCO!BIANCO! Esplosione sorda. Non si vede altro. Le case ricordano locomotive a vapore, il fumo grigiastro che esala dai camini fa scintillare un cielo d'acciaio.

Edimburgo e le sue ripide strade subiscono una metamorfosi. Una dopo l'altra le fontane si trasformano in composizioni di ghiaccio. Il vecchio fiume, in genere molto serio nel suo ruolo di fiume, si è mascherato da lago di zucchero a velo che si estende fino al mare. Il frastuono della risacca echeggia come vetri rotti. La brina produce meraviglie ricoprendo di paillette il corpo dei gatti. Gli alberi somigliano a grandi fate in camicia da notte, che distendono le braccia, sbadigliano alla luna e guardano le carrozze slittare su una pista di pattinaggio lastricata. È talmente freddo che gli uccelli si congelano in volo pima di schiantarsi al suolo. Cadendo fanno un rumore incredibilmente dolce per essere un rumore di morte. 
È il giorno più freddo del mondo. Proprio oggi mi accingo a nascere.

       La Meccanica del Cuore, di Mathias Malzieu

Basta un inizio scoppiettante - anche se non buono dal punto di vista linguistico, dove appare piuttosto ridondante e spezzettato - per entrare subito nel clima fantasy. Esasperazioni lessicali, un mondo di zucchero, un neonato con un orologio a cucù in ausilio del piccolo cuore malmesso. Ingredienti molto appetibili che bastano da soli a far spendere gli 8 euro necessari a comprare l'edizione economica Feltrinelli. E mentre gli echi delle opere del cinema di Tim Burton riecheggiano - quasi ci si aspetta che Edward mani di forbice spunti da dietro un angolo - stringiamo un piccolo patto con lo scrittore: ci guiderà in un mondo magico, ricco di stranezze e sempre colorato, mai banale. 
Così è, in effetti. Per un buon numero di pagine seguiamo un percorso di meravigliosa dolcezza, fino all'innamoramento e poi anche oltre, accompagnati da personaggi ambigui, in un clima surreale e accattivante. Il lettore si immerge e la poesia letteraria fa il suo corso. Il nostro cuore si affeziona al personaggio e prova vere emozioni.

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande
lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, 
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.

       La Meccanica del Cuore, di Mathias Malzieu

Le frasi qui sopra decorano l'apertura del volume. Racchiudono l'idea di partenza, non originalissima ma per nulla scontata, che l'amore sia ciò che può fermare il cuore, o semplicemente ciò che fa muovere il cuore. In tutti i casi, ci si aspetta una storia d'amore, un personaggio fantastico e delizioso, e la "meccanica del cuore" che, qualsiasi cosa sia, deve avere un significato suo proprio, in grado di dare un senso all'insieme, forse all'amore stesso. Tutte queste aspettative, e molte altre in realtà, resteranno disattese. Lentamente ci si sveglia dal sogno e si esce oltre i limiti dal percorso tracciato. Benché ciò possa essere inteso quale sinonimo di originalità, quando accade ci si aspetta che l'inatteso diventi il vero protagonista della storia, e sia capace di dare una nuova prospettiva e, magari, un nuovo significato a quanto già visto. Purtroppo, non è questo il caso.
Entrati in un mondo di pura fantasia, a tratti fin troppo eccessivo, si viene poi catapultati nel limbo di un intrigo amoroso dove l'amore in realtà, probabilmente, neanche esiste: è ossessione, pensiero fisso che diventa promotore di accadimenti e, alla fine, esso stesso evento. La noia prende il sopravvento, ed è la noia di chi sta abbandonando un sogno per abbracciare una realtà non degna di essere vissuta, poco espressiva e ancor meno significativa. Manca lo spessore letterario richiesto. Manca alla trama, manca alla scrittura e manca anche allo scrittore, ancora troppo inesperto per colpire nel segno. 
Così, scorrendo le ultime pagine, ci si chiede sempre più spesso dove Malzieu intenda arrivare, sempre più disperso in un mondo che non gli appartiene. Si guarda allo scritto con diffidenza, si storce il naso, si aspetta qualcosa. Ma non accade nulla e anzi, si conclude la storia nel peggior modo possibile, fra mille "perché" e con qualche frettolosa giustificazione orchestrata ad arte, per dare un senso logico alla trama.

  

Dovendo tracciare delle conclusioni, posso solo dire di essere molto amareggiato da questo romanzo. La sensazione che lascia è quella di un tradimento di genere, tramutatosi poi in un tradimento del lettore. Un fantasy non fantasy, una storia reale non reale. Non mantiene le illusioni iniziali e non riesce ad acquistare spessore quando richiesto. Un costante "vorrei ma non posso", che lascia aspra la bocca e piuttosto incupiti.
Non posso consigliare l'acquisto di questo volume. Posso però dire, con assoluta certezza, che sono risoluto nel voler acquistare e leggere anche gli altri romanzi di Malzieu (L'uomo delle nuvole e Il bacio più breve della storia). Chiamatemi ingenuo, ma spero ancora che le promesse vengano mantenute. Chissà se anche voi la penserete allo stesso modo. ;)

Per mera completezza espositiva, vi informo che nel 2013 è uscito, in Francia, un film d'animazione tratto dal romanzo: Jack et la mécanique du coeur, di Stéphane BerlaMathias Malzieu
Il trailer:


Buona visione.:cool:

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