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L’opportunismo: la qualità migliore degli italiani

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Qualcuno ha capito perchè in Italia è caduto un governo e ne è stato creato un altro? Qualcuno sa trovare le differenze, come si fa nei giochini che si trovano nelle riviste di enigmistica? No, scusate, forse dimentichiamo le cose troppo in fretta ed è bene fare un ripasso di quanto accaduto fin qui.
Matteo Renzi e la maggioranza interna al suo partito hanno generato una crisi di governo, sfiduciando il loro collega di partito Letta, facendo credere agli italiani che sapessero quello che stavano facendo. Sembrava dovesse avvenire tutto molto in fretta, che avessero già tutto pronto e invece abbiamo dovuto attendere una settimana perchè si svolgessero delle consultazioni, ad ampio spettro, per individuare i ministri e per dare un senso a tutta l’operazione. La maggioranza che sostiene Renzi è la stessa che sosteneva Letta. C’è stato solo un rimpasto di ministri con qualche alterazione in più degli equilibri, in primis Letta che ha già dimostrato tutto l’entusiasmo per il nuovo esecutivo nel corso della tradizionale cerimonia della campanella, Civati che minaccia di non votare la fiducia, e molte altre piccole e grandi comparse che da qui in avanti cominceranno a tessere trame fatte di sgambetti e vendette trasversali.
Scopriamo, in sostanza, che quella generata è stata solamente una crisi al buio, puro azzardo. L’azzardo di chi ha fiutato che adesso o mai più. In effetti un’occasione come questa non si era mai presentata, nella storia italiana, ad un giovane ambizioso che in poco tempo è potuto diventare, per mero opportunismo, da sindaco di provincia il capo del partito di maggioranza relativa e poi Premier e prossimamente Presidente del Consiglio dell’Unione europea per il semestre italiano. Ma quando gli ricapita? D’altronde l’opportunismo è la qualità migliore degli italiani, la storia d’Italia ce lo insegna.
La vita politica post-moderna è diventata, alla stregua dei videogiochi, solo un gioco di ruolo. Il messaggio che passa è sempre più quello che per poter fare, per poter agire e dunque progredire, devi ricoprire un ruolo, devi diventare qualcuno, devi occupare un posto di rilievo, devi rappresentare qualcosa di importante e alla scalata sembra non esserci mai fine.
E siccome è più difficile ricoprire quel ruolo (molto ambito) che fare qualcosa di concreto, allora tutto l’impegno viene profuso nel tentativo di raggiungerlo, di conquistare quel tanto agognato posto al sole. Salvo accorgersi, una volta raggiunto, che si sono consumate così tante energie e si è così stanchi che si è finiti per perdere di vista le ragioni del proprio agire. Ci si accorge di essere diventati solo un avatar di un gioco che vive e si nutre di cerimonie, di riti vuoti e sconsacrati.

Massimiliano Capalbo
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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