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Il surrogato dell’azione

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Dove sono finiti i forconi? Qualcuno ne ha notizia? Cos’è successo da dicembre ad oggi? Il Natale li ha resi tutti più buoni? La disperazione che li spingeva ad agire a dicembre si è dissolta? Cos’è cambiato in appena un mese? Direi nulla, anzi forse la situazione è anche peggiorata, eppure di loro nessuna traccia.
Non si è spaventato nessuno, la politica li ha puntualmente ignorati ed è tornata ad occuparsi del nulla, di percentuali, legge elettorale, riforme, di parole vuote. Nessun provvedimento per le imprese in crisi, nessun piano per il lavoro, nessuna riduzione di tasse, nessun piano casa, niente di niente.
Eppure per le strade non ci sono più i blocchi o le manifestazioni, tutto tace. Come si spiega tutto ciò?
In realtà la spiegazione è molto semplice, non sono solo i politici a ricercare a tutti i costi la ribalta dei media, ma anche chi protesta. Il fine, quasi sempre, non è risolvere i problemi ma apparire in tv, occupare le pagine dei giornali, diventare protagonisti per un giorno e magari essere invitati, successivamente, in qualche trasmissione di approfondimento politico. I media lo sanno e i politici pure e siccome in Italia vanno spesso a braccetto sanno come disinnescare la protesta senza dare nell’occhio facendo leva sulla vanità diffusa. Si tratta di far sbollire la rabbia fornendo loro un surrogato dell’azione, di dargli l’impressione di aver fatto, di avergliele cantante in qualche modo, ma spesso questo corrisponde al nulla e le chiacchiere si sommano alle altre chiacchiere che le hanno precedute. Nella società della virtualità in cui viviamo la protesta è solo mediatica. Terminato lo spettacolo, la scenografia viene smontata e tutto ritorna come prima.
Gira su Facebook, da qualche giorno, il video di una singolare protesta messa in scena da un cittadino calabrese, dopo aver visto la quale ci si domanda come mai il soggetto in questione elemosini un lavoro presso le istituzioni, nonostante possegga un grande talento per la recitazione e il teatro di prosa. L’obiettivo, spesso, è diventare personaggi spendibili sui media volenti o nolenti. D’altronde bastava seguire l’intervista che Alessandro Di Battista del M5S ha rilasciato a Daria Bignardi, ieri sera, alle Invasioni Barbariche per comprendere che il fine è questo. A metà intervista, nonostante il Di Battista tentasse ad ogni occasione di spiegare ai cittadini che lo seguivano da casa cosa stesse facendo il M5S per tutelarne gli interessi in Parlamento, la conduttrice lo ha stoppato più volte precisando: “non parliamo di queste cose… vorrei approfittare di questo incontro per conoscere meglio lei… lo dico anche per lei, perchè usi questa occasione per farsi conoscere.”
In verità le vere rivoluzioni, negli ultimi tempi, avvengono in silenzio, lontane dai media, negli scantinati di casa, nelle piccole scelte quotidiane che i più illuminati e appassionati compiono quotidianamente senza grandi clamori. Per gli altri, quelli senza nè arte nè parte, resta solo una possibilità riempire gli spazi che i media, avidi di immagini, hanno bisogno di riempire per continuare a raccontare una realtà sempre più inesistente.

Massimiliano Capalbo
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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