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Il giorno dopo

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E anche queste festività volgono al termine, il rito si è compiuto puntuale come ogni anno. Natale, Capodanno e a breve l’Epifania stanno per essere archiviati. Ci sembra di aver compiuto chissà cosa, di aver vissuto chissà che, come ogni anno, ma si tratta solo di un’illusione. Ci risvegliamo il giorno dopo più vuoti e stanchi di prima.
Nel mondo occidentale le domande del giorno dopo sono sempre le stesse: ti sei divertito? Dove sei stato? Cosa hai fatto? Tutti a indagare, a misurare se il divertimento o la gratificazione altrui sia stata maggiore o minore della propria. Tutti a ricercare la rassicurazione o forse la consolazione di non essere stati i peggiori. Cerchiamo di dimostrare agli altri di essere stati bene ma dentro di noi siamo consapevoli che così non è, come sempre. Abbiamo al massimo variato posto o compagnia ma nulla di più, eravamo sempre noi, uguali a noi stessi. Non perdete tempo ad indagare, è andata a tutti più o meno allo stesso modo, non abbiamo fatto altro che misurarci anche quest’anno con le nostre miserie terrene.
Per cercare di ovviare a questa tristezza, di colmare questo vuoto interiore che ci perseguita da duemila anni, ci siamo ingozzati di cibo, ci siamo circondati di persone, abbiamo alzato il volume della musica, abbiamo esploso fuochi d’artificio, ci siamo ubriacati o drogati, lanciati con un paracadute o storditi di sesso, con l’unico obiettivo di perdere il contatto con la realtà e di non pensarci, almeno per una notte.
E’ come se ogni anno perdessimo un pezzetto di noi, è come se col passare del tempo ci consumassimo alla stregua degli eventi a cui partecipiamo e degli oggetti (più o meno di valore) che acquistiamo e che ci regaliamo per trastullarci nel corso della nostra insignificante esistenza. Ogni anno che passa ci ritroviamo ad essere sempre un pò meno e mai un pò di più dell’anno precedente. Altro che auguri, altro che buoni auspici.
Se così non fosse il 1 gennaio dovrebbe essere veramente l’inizio di qualcosa di nuovo, dovremmo essere tutti solerti e pronti a ricominciare, a cambiare abitudini, dovremmo svegliarci all’alba per vedere sorgere un nuovo sole e invece le strade sono deserte, le persone dormono, sfinite, sfiancate, sconfitte dai bagordi indotti da un modello di vita che si rivela sempre più fallimentare. Con meno voglia di prima di ricominciare ma soprattutto col terrore che ciò possa avvenire troppo presto.

Massimiliano Capalbo
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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