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Mar Del Plata

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ARGENTINA - Il temporale si avvicina e, dall'orizzonte, nubi minacciose ci vengono incontro. La Ford Galax di Antonio Arena - imprenditore tessile originario di Filogaso - sfreccia sul primo tratto della costruenda autostrada che congiungerà Buenos Aires a Mar del Plata. L’arteria è agibile per duecento chilometri, ovvero per metà dell’intero percorso. La pioggia, nel settembre appena trascorso, non si è fatta invocare e vasti acquitrini fiancheggiano l'arteria mentre ovunque si mostrano gli ovini travolti dalle recenti piogge torrenziali. Carcasse gradite a tanti uccelli rapaci. Sulla pianura, gli alberi si piegano al soffio del vento mentre migliaia di porteños (si recano a Mar del Plata per fine settimana) hanno preferito il treno. Ecco spiegati gli affollati convogli che, non lungi dal percorso autostradale, ci superano a velocità sostenuta. Intorno, le pianure percorse da centinaia di capi di bestiame e da uccelli dal collo arcuato. Non mancano conigli e lepri in un autentico paradiso per cacciatori. A decine, le oasi di verde e, in prossimità degli insediamenti urbani, gli allevamenti di cavalli. 
Sul Rio Salado torme di bianchi volatili. 
Sollecitata a gran voce una breve sosta al Minotauro, centro di ristorazione ove, tra le altre cose, è possibile gustare il mate, l'onnipresente bevanda nazionale aspirata con le cannucce dai caratteristi contenitori bombati. 

La mèta, avverte Antonio Arena, è vicina. Viaggiano con noi la moglie Gilda, Francisco Argento, le gemelle Argento dipendenti di Rete 11, la televisione della Capital Federal. I figli di Antonio e Gilda - Ariel, Alberto e Annalisa - alloggeranno nell'appartamento di famiglia in città. Durante il viaggio Antonio risponde volentieri alle mie domande su alcuni argomenti che riguardano la provincia di Buenos Aires, governatore della quale è stato appena rieletto il peronista Duarde. Mi fornisce anche notizie dei parenti residenti a Filogaso, ove sua figlia Annalisa ha soggiornato l’estate scorsa. Non mancano durante il percorso, suoi richiami nostalgici alla terra d’origine ove, assicura, avrebbe tanta voglia di tornare almeno una volta l’anno. Lo farà appena il più grande dei figli avrà imparato a sbrogliarsela nell'avviata azienda familiare. 
Antonio, in proposito, spera di portare a compimento un ambizioso programma per il futuro. L’attività tessile, non ostante le ricorrenti crisi, non è stata a rischio. Le basi, confida, sono solide e le difficoltà che accompagnano l’avvio delle imprese commerciali, mi sembra di capire, sono state superate. La premiata Azienda Antonio Arena & Figli può contare, allo stato, nella Capital, su alcune succursali per la vendita di ottimi prodotti di lana. La ragione sociale dell’azienda è Gino Valenti, industria argentina. Dal nome d’un amico deceduto ancora molto giovane. 

La pioggia ha ceduto al sereno e Mar del Plata (conta ottocentomila abitanti) si mostra ai nostri occhi. Antonio decide di effettuare un giro in macchina per ammirarla durante il tramonto. Ne vale la pena, assicura. Le linde ampie strade si mostrano affollate di residenti e turisti, molti dei quali, frettolosamente si avviano al Casinò. 

In casa Argento - in Olivarria 3232 - hanno preparato per noi un'ottima cena all'italiana. Con noi si trova il fratello di Gilda, Gennaro, e i fuscaldesi Luigina Cascardo e il marito Emilio Martino, titolare di un'impresa per la manutenzione degli ascensori. 
L'ospitalità è impeccabile e coinvolgente la compagnia di Francisco e di Antonio. 

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Giuseppe Ritorno, José per gli amici, mi riceve nel pomeriggio del giorno successivo. Ad accompagnarmi dal Presidente della Comartes - Cooperativa di pescatori italiani in Mar del Plata - Antonio e Gennaro. José Ritorno ha frequentato il corso di motorista in Italia e il suo trasferimento in Sud America, ove si trovava suo padre, risale al 1951. Aveva sedici anni. Seguì un lungo rodaggio in mare, fatica che non ammetteva soste. José seguita a confidarsi. 
“Un’esistenza tutta dedicata alla pesca, dapprima in società con altri, infine a capo di un’Azienda che cura gli interessi di numerosi soci. Una vita dura e rischiosa. Le mie responsabilità sono aumentate nel tempo perché tanti sono gli obiettivi da raggiungere. Siamo in trecentocinquanta e numerose sono le presenze di siciliani, calabresi e campani. Possiamo oggi contare su una flotta di centocinquantacinque pescherecci. Se vuoi, potrai ammirarne alcuni in rada fino al pomeriggio di domani.” 
José Ritorto confida d’essere amareggiato per aver lasciato la pesca attiva. Onnipresente è infatti in lui la voglia di navigare, non ostante l’incalzare degli anni. Ammette che: “ormai spetta ai giovani far la loro parte. Ogni cosa va affrontata a suo tempo e c’è necessità di rinnovarsi continuamente. Gli anziani ancora in forze hanno il dovere di restare 'a terra' per accudire alle faccende d’interesse collettivo e possibilmente godere del meritato riposo.” 
“Il rischio maggiore affrontato in mare?” 
“Il giorno in cui la tempesta mi colse mentre mi trovavo su una barchetta a poca distanza dall'approdo. Si era spento il motore e il rientro è stato rischioso. Tutto fortunatamente andò per il meglio. In vita mia ho comandato cinque pescherecci costruiti dai cantieri d’un marchigiano che ne sta completando per noi un altro di trenta metri.” 
“Programmi per il futuro?” 
“La costruzione d’un edificio di ben diecimila metri quadri in grado di accogliere trenta amministratori e centoventi impiegati. Abbiamo intenzione di metter su un fabbricato per la lavorazione del pesce e per la produzione del ghiaccio.” 
“L'atlantico è pescoso?” 
“Molti affermano che la riserva ittica è integra, ma i marinai sanno bene che la quantità del pescato è sensibilmente diminuita. Un tempo non sapevamo dove metterlo e lo ributtavamo in mare. Ricordo che, in una sola cala, abbiamo tirato su ben sessanta tonnellate di palamidi. Il ritmo della pesca ancora oggi si svolge come in passato: alcune barche vanno e tornano in un giorno, altre navigano per più settimane. A Mar del Plata operano tremila marinai. Abbiamo ulteriori ambiziosi obiettivi: la razionalizzazione del lavoro e la diretta commercializzazione del prodotto. Ci sarà da fare per tutti, ma siamo decisi a proseguire con entusiasmo e sempre più attrezzati.”

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

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