Ti trovi qui:Portale/Letteratura/Le Vostre Opere/Due Eventi Straordinari


Due Eventi Straordinari

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/nando/eventi-straordinari/eventi-1.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/nando/eventi-straordinari/eventi-2.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/nando/eventi-straordinari/eventi-3.jpg http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/nando/eventi-straordinari/eventi-4.jpg

La folla protesta perché hanno concesso soltanto a pochi di entrare. C’è chi commenta, neanche a voce bassa, che i privilegiati sono sempre esistiti e li avremo tra i piedi finché il mondo vivrà. Per quanto riguarda noi - ovvero mia madre e me - essere tra i pochi privilegiati è quasi un diritto maturato nel tempo essendo mia madre, da alcuni anni, un’assidua benefattrice della Casa di Suor Elena Aiello
E’ stata lei, suor Elena, ad approntare l’elenco delle persone da ammettere alla sua presenza il venerdì di Pasqua. 
Accalcati nei vicoli della vecchia città bruzia, sotto le finestre d'un modesto appartamento, sono convenuti in molti. La giornata è piovosa e la nebbia investe Cosenza: sale dal fiume che scorre presso il Vicolo della Neve. Rami e foglie scivolano sulle acque tra i mulinelli prima di raggiungere Ponte Alarico. 
Superati alcuni gradini raggiungiamo il primo piano del caseggiato. Una giovane conversa ci invita ad entrare. Informa… 
“Non è ancora il momento, dovrete pazientare.” 
Tutto è silenzio, rotto dalle vive proteste dei convenuti nel Vicolo che inizia dalla Chiesa Matrice. Intorno, le case e i loggiati si affacciano sulla strada sottostante. Dopo circa mezz'ora riecco l’ancella che suggerisce: “Seguitemi in silenzio.” 
Entriamo in una modesta stanza. A sinistra, sul letto quasi accostato al muro, il capo coperto da un panno bianco, giace una donna di mezza età. 
L’umidità sulle pareti conferma la modestia dell’ambiente. Noto una lampada accesa sotto l'effigie della Vergine, un Crocefisso, un inginocchiatoio e mi ritrovo ai piedi del letto sospinto da mia madre. Un'altra ancella, di tanto in tanto, riordina le coperte. Dopo alcuni minuti il viso di Suor Elena si accende ed un grumo bluastro appare sulla sua fronte appena sopra l’occhio sinistro mentre un rivolo di sangue scivola sulla guancia fino a raggiungere il mento. 
La conversa cautamente solleva la donna e la fa sedere sul letto. Ha gli occhi semichiusi e le mani tese, invoca: 
Gesù, Gesù, non tormentarmi più! 
Osservo mia madre, gli occhi fissi sul volto della sofferente. Noto un signore attempato, la bocca aperta e il cappello in mano. Apprendo in seguito che è il comandante dei vigili urbani. 
Dal Vicolo continua ad arrivare l’eco di preghiere e proteste: i convenuti, immagino,  hanno appreso il riproporsi dello straordinario evento!

                                                                                                             ******

Padre Pio ha accettato di incontrarci. Non avevamo dubbi. A patrocinare l’incontro, infatti, è stata la signora Cupiraggi (madre di Raffaele e Flavio, miei buoni amici) benefattrice della benemerita Opera di Padre Pio
Mia moglie ha atteso in ansia l’ora della partenza sperando che nostro figlio Carlo (cerebroleso fin dalla nascita) ne avrebbe tratto beneficio. 
Dopo un lungo viaggio in auto, in un torrido giorno d’agosto, finalmente arriviamo a San Giovanni Rotondo. Segue una notte parecchio travagliata e di buon mattino, raggiungiamo il Convento ove il fratello-custode, ci informa che Padre Pio ci incontrerà prima di scendere nella chiesa sottostante ove celebrerà la Santa Messa. Consiglia di attenderlo sul pianerottolo accanto all'uscita del corridoio che porta alla sua cella. 
L’attesa è premiata. Ecco infine mostrarsi Padre Pio accompagnato da un giovane confratello. S’avvicina a Carlo, lo osserva, lo accarezza. Colgo nei suoi occhi un lampo di contrarietà e noto un leggero tremore delle labbra seminascoste dalla barba. Traccia un segno di croce sulla fronte del piccolo. Chiniamo, a turno, a baciargli la mano. Ambedue gli arti sono protetti da brevi strisce di panni dello stesso colore del saio che indossa. Avverto l’odore dello iodio di cui sono intrisi. Appena dopo, si rivolge a mia moglie. 
“Sei tu la madre? Non stare più in ansia. A tuo figlio penserò io!” L’incontro ha fine. 
Il giovane frate insieme al Padre si avviano verso l’ascensore che porta al piano terra. Si fermano e l’accompagnatore torna verso di noi. 
Padre Pio desidera bere qualcosa.” 
“Che preferisce?” 
“Quello che volete purché fresco.” 
Raffaele esce, compra una bottiglia d’acqua e torna rapidamente sui suoi passi. La stappa e la porge al Padre che l’avvicina alle labbra. Subito dopo la passa a noi. Tutti ne proviamo un sorso a iniziare da mio figlio e mia moglie. Il vuoto è consegnato a me. 
La bottiglia è ormai andata perduta nel tempo. Probabilmente rimossa dal cassetto ove si trovava tra gli indumenti di Carlo deceduto a diciotto anni.

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

Copyright © www.omnicomprensivo.it. Vietata la copia!

Altro in questa categoria:

Trafiletti e Curiosità

Error: No articles to display

Visitatori

Oggi 98

Ieri 119

Questa Sett. 550

Questo Mese 2027

Da Sempre 357948

Vai all'inizio della pagina