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La civiltà pre-colombiana e il mondo peruviano attuale

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LIMA - L'eredità culturale peruviana risale a ben diecimila anni. Lo attestano le pitture rupestri ed i monumenti in pietra e terracotta delle maggiori civiltà precolombiane. Durante il periodo coloniale, iniziato con la Conquista di Pizarro - l'arte peruviana risentì dell'influsso straniero facendo registrare nuove forme espressive in architettura, scultura oreficeria e pittura.
I governi succedutisi alla guida del paese hanno sempre assicurato di voler garantire al meglio le zone archeologiche di maggiore interesse, fonti di prestigio e di valuta pregiata e di voler rispettare il mandato Costituzionale e le leggi di tutela dei reperti.
Così non è stato perché non si è fatto abbastanza e non ci si è impegnati a sufficienza onde evitare la costante invasión y destrucción dei beni culturali.
Mancano, infatti, i mezzi finanziari necessari e gli uomini addestrati alla vigilanza. Per sovraccarico, non è stato possibile contare neanche sulla collaborazione della Polizia giornalmente impegnata a combattere il terrorismo e su cittadini volenterosi. Ammontano, fin qui ad oltre duemila i casi di recenti violazioni.
Gli scavi comunque continuano con sorprendenti risultati. Sulle Ande settentrionali, infatti, l'archeologo Mario Polia, italiano, che lavora per il ‘Centro studi Ligabue’ di Venezia e per l'Istituto della Cultura peruviano - ha trovato i resti di un chirurgo pre-incaico coperto di una corazza di rame e argento, circondato di monili d'oro e collane con giade e turchesi ed uno scettro ornato di campanelli. Oltre a cinque asce di rame e una lancia, una collana con trecento pezzi di turchese e giada. Oltre ad collezione di cinquantotto strumenti chirurgici quali bisturi coltelli e scalpelli.
Il chirurgo è, inoltre, cinto da un diadema ornato di pendagli di rame. Accanto al curaca, sono stati rinvenuti le ossa di alcuni giovani sacrificati in suo onore. La tomba fa parte di una necropoli della tribù Ayahuaca, di origine amazzonica, conosciuta come Condor delle altezze. Un’altra fossa è stata scoperta a Lambayeque. Contiene le ossa di sacerdote-guerriero coperto di paramenti e ornamenti, sepolto con numerose giovani donne e con la guardia del corpo armata. La scoperta permette di risolvere molti dubbi sulla struttura sociale dei Moche già nota dopo il ritrovamento di dipinti sui vasi di terracotta.

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Gli avelli del curaca e del santone sono sfuggiti alle attenzioni dei huaqueros, tombaroli clandestini esperti dell'illecito accaparramento di antichi tesori.
Del Perù sono preferiti i monili d'oro, le ceramiche, le giade e altri ornamenti pre-colombiani.
I resti mortali di Pizarro, conquistatore dell'impero inca, sono stati invece ritrovati nel 1977 quando gli uomini che pulivano una cripta nella cattedrale di Lima scoprirono un’urna contenente il teschio dello spagnolo ucciso nel 1541 dagli uomini di Diego de Almagro, suo concorrente e nemico. Nella stessa cripta è stata trovata una seconda urna con numerosi scheletri. L’Istituto di Cultura peruviano non è stato in grado di accertare quale fosse quello del Pizarro.
Un antropologo del Missouri ha sciolto il quesito scoprendo che alcune ossa combaciano con quelle del teschio dello spagnolo sul cui cranio ed arti superiori sono evidenti i colpi inferti dalla medesima spada. Esponendo il tutto alle radiazioni nucleari sono state riscontrate tracce del ferro omicida.
Seguono brevi notizie su Francisco Pizarro che non… sapeva scrivere e dettava al suo segretario. Era un predone e badava al concreto al punto di procurarsi un contratto preventivo con la corona spagnola. Entrò, infatti, in Perù con l'incarico di governatore. Vendicativo e intransigente per essere stimato o addirittura amato. Non si fidò di nessuno a parte che di un gruppo di uomini provenienti dalla sua terra di Estremadura. In privato, sapeva mostrarsi affettuoso. Era, solo in apparenza, amato e rispettato.
A somiglianza di altri conquistadores usò la stessa tattica di conquista: creazione di una base e marcia celere verso l'interno per colpire i centri di potere nemici; sfruttamento di contrasti locali e conflitti per le successioni dinastiche; cattura del sovrano con attacco a sorpresa oppure con l’inganno; estorsione di un riscatto e utilizzo del prigioniero come ostaggio e fantoccio da eliminare dopo essersene servito per il raggiungimento dei propri fini.
Il Perù, situato nella parte centro-occidentale della America Latina, confina a nord con l’Ecuador e la Colombia, a sud con il Cile, ad est con il Brasile e la Bolivia. Ad ovest con l'Oceano Pacifico. Il territorio è diviso in Costa, Sierra e Selva. La Costa - desertica e con valli percorse da mille rivoli che arrivano dalle Ande. Capitale Lima. La Sierra, attraversata a nord dalla Cordillera, con Cuzco capoluogo.
La montagna Huascarán, alta settemila metri. La Selva - con clima tropicale, flora e fauna tra le più ricche del mondo - è solcata dal Rio Amazzonas.
La popolazione supera i ventitre milioni tra bianchi sanguemisti indigeni cinesi e giapponesi.
Castigliano e quechua le lingue principali.
Il quechua è parlato dagli autoctoni della Selva ove sopravvivono altri dialetti. Lima, corazón de la cultura espagnola en el nuevo mondo, si distingue per i palazzi, musei e chiese che illustrano la rica historia de la Ciudad del los Reyes. Si affaccia sull’Oceano Pacifico. Ai confini con l'Ecuador si registrano scontri tra i soldati di frontiera, ma la stampa non pubblica le notizie che passano di bocca in bocca. Il governo tace preoccupato per i riflessi sui risultati elettorali.
Perù e Ecuador si contendono una fascia di terra amazzonica limitrofa alle Ande del Condor.
La ferrovia del Sur arriva a 3.600 metri di altezza e fiancheggia il fiume sacro Vilcanota e passa per Urubamba, Ollantaytambo e i villaggi della valle felice che forniva derrate e frutta alla teocrazia incaica.
Esiste un'altra linea ferrata chiamata linea centrale che stimola l’interesse dei turisti.
E’ la più alta del mondo.

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Si parte da Lima alle prime ore del mattino. Il cielo è imbronciato. Mi sono proposto - con una coppia di cileni conosciuta in hotel - di percorrerla fino ad Huancayo, provincia conosciuta per la sua miniera di mercurio. Ivi, un giorno, gli schiavi assorbivano le esalazioni venefiche e frantumavano con rudimentali attrezzi il minerale in attesa che il mal de mina, in eterno agguato, li portasse a morte.
I cavatori, tutti indigeni, erano costretti a lavorare in cunicoli profondi centinaia di metri alla luce di candele di sego e a nutrirsi di mais abbrustolito.
Un orrore gestito da impresari privi di scrupoli e con in mente solo l’obiettivo di arricchire rapidamente.
La scelta di costruire una Linea centrale che unisse Lima alle province di Pasco, Huancayo e Oroya, risale al secolo 800. Rappresentava un tramite d’appoggio ai minatori e proseguiva verso il Brasile. L'impresa titanica ebbe inizio nel 1860 e fu necessario superare valichi di cinquemila metri, profonde vallate, incidere nel granito ed addomesticare le pendenze con la semplice forza delle braccia.
Immane fu la fatica, enorme il prezzo pagato dagli indigeni. A settemila, infatti, la conta dei morti.
Anche la febbre di verdugas pretese le sue vittime.
Gli incidenti diminuirono dopo la scoperta della nitroglicerina. Nei primi anni del 900, sorsero alcune bretelle a nord dal Cerro del Pasco e a sud delle miniere di mercurio di Huancavelica.
I miei compagni di viaggio - Luis e Marta Aguirre – si diconi certi che la storia della ferrovia centrale rappresenti un’autentica vicenda di rapina ecologica.
Infatti, man mano che i binari procedevano, si sfaldava lo scudo naturale del Perù della Sierra, corazza provvidenziale che ha protetto per secoli il mondo degli indios che ne erano prigionieri e padroni.
Solo Huancayo ha tratto beneficio dalla ferrovia e, da 4000 abitanti del 1876 oggi supera le settantamila anime. Altri villaggi andini sono rimasti quali erano, senza passato e senza avvenire.
Il treno della ferrovia centrale, con due motrici, continua ad arrampicarsi. Abbiamo attraversato un deserto e una distesa di cactus mentre l'arsura del paesaggio è diminuita con l’avanzare della selva.
Gli avvallamenti che si presentano spesso alla nostra vista danno la misura dell'asperità dei luoghi e richiamano in mente i sacrifici sopportati dagli schiavi per consolidare gli argini e gettare le arcate dei ponti.
Sulle colline i lama assolvono al compito di guardiani degli ovini affidati alla loro custodia: hanno la capacità naturale di difenderli dagli animali di rapina. Il viaggio continua verso Matucana e per la gola dell'Inferno, Chicca, Ticlio. Fino ai territori minerari huancas. Il canto di un giovane viaggiatore, a tratti, ci rallegra con una canzone d'amore:

In questo luogo tu presto dormirai - a questo mio canto ti addormenterai - nel cuore della notte io verrò.

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