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Corregionali Affermati Nel Mondo

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Vicente Scaramuzza - pianista - con Marta Argerich sua allieva e grande pianista

Irene María e Jorge Abásolo hanno pubblicato - per i tipi di ‘Calabria Cultura in Buenos Aires' - un volume dal titolo A PARTIR DE CALABRIA nel quale sono proposti all'attenzione dei lettori numerosi profili dei calabresi affermatisi in Argentina nel campo della musica, pittura e scultura, canto e teatro. Artisti che non hanno rinnegato le loro origini. Uno spazio consistente è stato dato al colloquio con il dottor Riccardo Scaramuzza, figlio del musicista Vicente Scaramuzza originario di Crotone.
Nel libro citato non sono menzionati gli ingegneri, i medici, gli architetti e imprenditori che hanno onorato con il lavoro la seconda patria. Sarebbe necessario soltanto per citarne i nomi, un volume corposo. María e Jorge Abásolo nell’articolata premessa alla pubblicazione suggeriscono che, ad oggi, oltre tre milioni di cittadini argentini "llevan sangre calabresa en sus venas. Sólo con ellos bastaría para sumar una nueva Calabria". La generosa e prolifica etnia, aggiungono, ha contribuito con tenacia e senza clamori… "al engrandecimiento de este país".
A PARTIR DE CALABRIA aggiungono gli Autori … "concorre alla costruzione di una modalità di riconoscimento intellettuale al fine ultimo di assicurare il divenire della calabresità unitamente alla doverosa  difesa delle nostre radici!"
Dopo siffatta premessa, non resta che richiamare i nomi degli artisti i cui curriculum sono ripresi nel testo.
Antonio Porchia, nato a Catanzaro il 1886. In Argentina dal 1902, si dedicò al mestiere di tipografo rivelando notevoli doti di scrittore. Pubblicò varie edizioni d’un volume di aforismi (Las Voces) che ebbe molti riconoscimenti di critica e fu tradotto a Parigi da Roger Callois. Morì a Baires nel 1968.
Vicente Caprino Maineri, nato a Castrovillari il 1865. Arrivato da giovane a Buenos Aires, si dedicò a tempo pieno all'insegnamento musicale. Tra le sue composizioni Guellermito in Palermo e Junto al farol. Mandolinista e chitarrista, morì nel 1931.
Juan Imbroisi, nato a Paola il 1886, giunse in Argentina alla fine del 1800. Apprezzato maestro di banda del 7° Reggimento Fanteria ed autore di marce e canzoni patriottiche. Morì nel 1942.

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Antonio Pujia - Scultore

Lorenzo Scalese, nato a Serrastretta nel 1867. Si dedicò, in Italia, agli studi musicali che completò nel Conservatorio di San Pietro a Maiella in Napoli. Nel 1887, in Argentina, diede concerti e insegnò a lungo. Fondatore del Conservatorio Beethoven ed autore di composizioni e pezzi musicali di diverso genere.
Gaetano Bagnati, nato a Tropea il 1840, studiò nel conservatorio di San Pietro a Maiella, ove insegnò. Maestro di Cappella nella città natale, giunse in Argentina nel 1880 insieme al professore Pedro Melani. Si fecero apprezzare ambedue con l'orchestra del Teatro Colón di Buenos Aires diretta dal Melani. Nel 1900 fondò il Conservatorio Almagro. Compose pezzi di diverso genere e morì nel 1904.
Vicente Scaramuzza, nato a Crotone nel 1885, studiò al San Pietro a Maiella ed ebbe una cattedra nello stesso Conservatorio. Nel 1907 giunse in Sud America e collaborò con l’Istituto Musicale di Buenos Aires. Nel 1912 fondò il Conservatorio Scaramuzza. Scrisse musica di diverso genere e un’opera dal titolo Hamlet. Preferì l'insegnamento e formò un gruppo di prestigiosi alunni tra i quali i Maestri Guido Goliardo Amicarelli e Roberto Castro. Morì nel 1968. Una ‘Commissione di omaggio’ alla sua memoria ha promosso l'istituzione del Premio Beca, Estudio Italia Scaramuzza con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana e del Fondo National de las Artes.
Eduardo Turco, nato a Castrovillari il 1867, studiò in Italia al San Pietro a Maiella ove conseguì il diploma di piano. Nello stesso conservatorio esplicò l'insegnamento di pianoforte e canto corale. Nel 1888 giunse in Argentina ove fu apprezzato per i concerti e le composizioni varie. Ad iniziare dal 1908, si dedicò all'insegnamento facendosi carico, per primo, della cattedra di piano presso il Santa Cecilia.
In seguito fu presso il Conservatorio Argentino.

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Vicente Scaramuzza

José Viloni, nato a Catanzaro nel 1895, studiò a Buenos Aires ove assurse alla guida della Asociación Coral Bonaerense. Autore di composizioni e di una ‘Moderna Teoria de la Musica’. Morì nel 1950.
Alfonso De Maria, nato a Catanzaro nel 1876, completò gli studi nel Conservatorio di Monteleone ovvero Vibo Valentia. Emigrò nel 1896, epoca in cui il mandolino era in auge. In Buenos Aires acquisì fama di valente concertista e virtuoso dello strumento. Formò eccellenti discepoli. Fondò il Conservatorio Cesi del quale fu stimato e apprezzato direttore.
Emilio Capizzano, nato a Rende nel 1883, svolse una importante attività musicale in Europa prima di partire per il Sud America. Studiò a Napoli e viaggiò, quale Direttore d'orchestra, nei paesi europei ed in Medio Oriente. Si stabilì a Milano. In seguito fu a Napoli ove diresse l'orchestra del Teatro San Carlo. Fu - con la compagnia lirica del teatro - invitato al Manhattan Opera House di New York. In Argentina fu eletto Maestro della Compagnia Lirica di Buenos Aires. Diresse in Argentina e Brasile. Morì nel 1943.
José Arena, nato a Palmi nel 1869. Diplomato al San Pietro a Maiella e a Milano. Direttore della Banda Municipale di Palmi, Taormina e altre città, si trasferì in Argentina nel 1890. Curò l’organizzazione e la Direzione di diverse Bande Militari. Compose ‘marce’ tra le quali Curu-Malal, Suipacha, Generale Belgrano, Patricios, Victorica, Juramento, Mitre. Si dedicò all'insegnamento. Morì nel 1954.
Emilio Pelaia, nato a Limbadi nel 1894, Studiò armonia e composizione al Santa Cecilia di Buenos Aires e si perfezionò nel violino a Praga. In Argentina insegnò e divenne docente di cultura musicale nei Collegi dipendenti dal Ministero Nazionale della Educazione. Titolare della Cattedra Superiore di violino nell’istituto D’Andrea diresse il Conservatorio Pelaia. Intensa fu l'attività collaterale di giornalista e conferenziere. Produsse molte composizioni musicali.
Romana Baldanza, nata a Tropea (VV), cominciò i suoi studi di canto in Buenos Aires per completarli a Napoli. In Argentina avviò la carriera artistica rivelando assoluta padronanza della sua splendida voce di soprano leggero. Fondò l’Accademia di canto.
Antonino Nucara, nato a Pizzo Calabro nel 1905, interruppe gli studi in patria per diventare attore. Nel 1927 organizzò una compagnia teatrale. In Argentina il 1927 coltivò la passione per il teatro. Organizzò spettacoli teatrali e musicali. Morì nel 1968.
Arturo Emilio De Luca, pittore, nato a Cosenza nel 1906, giunse nella Capitale argentina nel 1908. Autodidatta, raggiunse una perfetta formazione artistica. Entrò nella ‘Escuela Superior de Bellas Artes de la Cárcova’ dalla quale uscì con la qualifica di ‘docente superiore di pittura’. Concorse al Salone Nazionale nel 1929 e altre mostre individuali oltre che collettive ottenendo prestigiosi premi. Esercitò l’insegnamento artistico nella ‘Scuola di Belle Arti Pueyrredón’ e in altri istituti. Sono suoi gli affreschi che adornano la Chiesa di San Giovanni Evangelista in Buenos Aires. E’ presente altresì con le sue opere nel ‘Museo Belle Arti de la Boca, nel Municipio di Tandil e nell’Intendenza Municipale di Buenos Aires.

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Antonio Pujia

Ferruccio Renato Cacciapuoti, nato a Cosenza il 1908, giunse in Argentina dopo aver terminati gli studi secondari. Nel 1927 iniziò la sua formazione artistica nell'Accademia Nazionale di Belle Arti di Buenos Aires. Ottenne nel 1932 il titolo di profesor nacional de dibujo. Presente in molte esposizioni individuali e collettive ottenne diversi prestigiosi riconoscimenti. E’ rappresentato nel Museo delle Belle Arti de la Boca e nei Musei di Junín, Necochea e Vincente López.
Nicolas Salvador Parise, nato ad Acri nel 1921, raggiunse l’Argentina nella prima infanzia. Esercitò quale maestro normal e concorse a los cursos de la Academia de Bellas Artes de Mendoza. Esercitò el magisterio e Salta y Córdoba in Mendoza. Fu docente en l’escuela de verano de la Universidad de cuyo y profesor de dibujo. Ottenne meritati riconoscimenti.
Nicolás Gulli, scultore, nato a Monteleone (VV) nel 1866. Arrivò in Sud America nel 1901 dopo avere acquisito fama in Italia ove ricevette il premio nell'esposizione internazionale di Venezia del 1896 con il Primo Mozzicone. In Argentina realizzò opere che ornano piazze ed edifici pubblici e privati. Nell’esposizione del ‘Centenario’ (1910) presentò le sculture “Bromas que matan” e “El niño y la gallina” acquistata dalla Municipalità e collocata di fronte all'edificio Paz ove ha sede il Circolo Militare. Eseguì busti di noti personaggi del tempo.
Pasquale Bonaccorso, scultore, nato a Palmi nel 1899. Arrivò in Argentina il 1905. Studiò presso la ‘Academia Nacional de Belles Artes’ con Maestri quali Pio Collivadino, Antonio Alice e Carlos Ripamonti. Docente ‘en la Escuela de Dibujo de la Asociación Italiana Unione e Benevolenza’ ove si distinse per decenni e della quale fu Direttore. Coltivò diversi generi di scultura, compresa quella in legno. Alcuni suoi lavori sono in mostra nella Presidenza delle Ferrovie dello Stato e nel Consiglio Deliberante di Buenos Aires. Morì nel 1958.
Antonio Pujía, nato a Polia (VV) nel 1930. Giunto in Argentina ad otto anni. Frequentò l’Accademia di belle arti della quale fu docente. Studiò scultura nelle rinomate Accademie P. Pueyrredón e E. de la Cárcova. Nel 1955, designato scultore e scenografo del Teatro Colón, il principale di Buenos Aires, ottenne prestigiosi premi tra i quali il ‘Palanza.’ Le sue opere più note: la Columna de la Vida che abbellisce il centro della Capital Federal. All’incrocio di Via Florida e Calle Tucuman. Il maestro Pujía è il maggiore scultore argentino vivente. Ha ricevuto un riconoscimento da parte della Repubblica italiana. Gli autori del libro qui presentato lamentano che i calabresi ignorano le sue qualità dimenticando che Pujía rappresenta una delle maggiori glorie artistiche della regione.
Francisco Amicarelli, pianista e primo importante discepolo del maestro Scaramuzza. Gli autori di questo libro hanno rintracciato numerose menzioni sulla sua opera ma non è stato possibile includere alcuna indicazione sul suo luogo di nascita.

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