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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XLIV

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'U Trafficu

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

"Oja ccu ‘a machina, ‘on si camina!” Commenta don Ignazio seduto sulla solita panchina di Piazza Prefettura accanto ai suoi soliti amici.
In effetti il traffico è intenso: le  macchine sono in fila, ferme, quando, all’improvviso, un clacson strombazza ripetutamente.
“E’chiddha machina gialla cchì sona!” Don Mimì attento come al solito, indica con la mano tesa ai due amici l’autore di tanto baccano.
In Piazza Prefettura tutti si girano come se il richiamo fosse indirizzato a ciascuno; persino il parroco dell’Immacolata, intento, dopo l’ultima messa, a chiudere il grande portone della chiesa, si gira.
Ai nostri amici, che dalla loro panchina, non sfugge mai nulla, cercano con lo sguardo chi sia l’interessato.
Ma no! Non serve! Il nostro uomo abbassa il finestrino e si sporge gesticolando: “Vicenzu…!” Urla “Vicè!!”
“Don Vicè!” Lo scuote don Mimì “A vui vonnu!”
“Cui?...cui?” Chiede guardandosi attorno. E’ sempre l’interessato, come al solito, a non accorgersi mai di nulla, ma ecco che don Vincenzino scorge finalmente l’amico che gesticola  e… “Cu si vidaa!” Sorride andandogli incontro.
I nostri amici, predisposti per loro libera scelta al controllo periodico di Piazza Prefettura e dintorni, attizzano le orecchie.
“Comu staciti… Nicò?” E si appoggia al finestrino aperto.
“Bbonu…bbonu!”
“…e ‘a  mugghjera vostra…” chiede don Vincenzo “nesciu ‘e l’ospitala?...si rimettiu?”  
“Sta cchi è 'na bellezza!! Ava e mò cchi nesciu!! E donna Rosina comu sta? Mi para cchi puru iddha…”
“Iddha sta bbona! …e cu l’ammazza Nicò…cui? Esta ‘na tirra!!! ‘on fa athru ‘ma cumandia… da’ matina a la sira!!”
Don Vincenzino, gomito sul finestrino, è ora intento ad un fitto scambio di informazioni. Il conducente dell’auto blu che li precede, ne approfitta per leggere il giornale, mentre la signora della macchinetta bianca, ancora più dietro, con lo specchietto abbassato, si sta rifacendo il trucco.
Rientra tutto nella quotidiana rassegnazione catanzarese.
Ma, ad un tratto… “poo! Po..po…poo!!”
“…e cu esta mò cchì sona e sa  manera?” chiede infastidito don Vincenzino all’amico e allunga il collo per individuare meglio il colpevole “E’ chiddha machina ddha!” rassicura l’amico “E’ targata Milano!” e, tranquillizzato, ricomincia la piacevole conversazione, il gomito poggiato sul finestrino della macchina dell’amico.
“Poooo…..pò…poooo!!”
“E te paria!” Commenta scocciato don Vincenzino “chisti genti ‘e Milanu, ‘on sacciu ppecchì…vannu sempa ‘e prescia!!”


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano. 



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]"Oggi, con la macchina, non si cammina!” Commenta don Ignazio seduto sulla solita panchina di Piazza Prefettura accanto ai suoi soliti amici.

In effetti il traffico è intenso: le  macchine sono in fila, ferme, quando, all’improvviso, un clacson strombazza ripetutamente.
“E’quella macchina gialla che suona!” Don Mimì attento come al solito, indica con la mano tesa ai due amici l’autore di tanto baccano.
In Piazza Prefettura tutti si girano come se il richiamo fosse indirizzato a ciascuno; persino il parroco dell’Immacolata, intento, dopo l’ultima messa, a chiudere il grande portone della chiesa, si gira.
Ai nostri amici, che dalla loro panchina, non sfugge mai nulla, cercano con lo sguardo chi sia l’interessato.
Ma no! Non serve! Il nostro uomo abbassa il finestrino e si sporge gesticolando: “Vicenzu…!” Urla “Vicè!!”
“Don Vicè!” Lo scuote don Mimì “A voi stanno chiamando!”
“Chi?...chi?” Chiede guardandosi attorno. E’ sempre l’interessato, come al solito, a non accorgersi mai di nulla, ma ecco che don Vincenzino scorge finalmente l’amico che gesticola  e… “Chi si videe!” Sorride andandogli incontro.
I nostri amici, predisposti per loro libera scelta al controllo periodico di Piazza Prefettura e dintorni, attizzano le orecchie.
“Come state… Nicò?” E si appoggia al finestrino aperto.
“Bene.. bene!”
“…e vostra moglie…” chiede don Vincenzo “è uscita dall'ospedale?...si è rimessa?”  
“Sta che è una meraviglia!! E' un pezzo che è uscita! E donna Rosina come sta? mi pare che pure lei…”
“Lei sta bene! …e che l'ammazza a quella Nicò... chi? è una diavola scatenata!! non fa altro che comandare ... dalla mattina alla sera!!”
Don Vincenzino, gomito sul finestrino, è ora intento ad un fitto scambio di informazioni. Il conducente dell’auto blu che li precede, ne approfitta per leggere il giornale, mentre la signora della macchinetta bianca, ancora più dietro, con lo specchietto abbassato, si sta rifacendo il trucco.
Rientra tutto nella quotidiana rassegnazione catanzarese.
Ma, ad un tratto… “poo! Po..po…poo!!”
“…e chi è adessso che suona in questo modo?” chiede infastidito don Vincenzino all’amico e allunga il collo per individuare meglio il colpevole “E’ quella macchina là!” rassicura l’amico “E’ targata Milano!” e, tranquillizzato, ricomincia la piacevole conversazione, il gomito poggiato sul finestrino della macchina dell’amico.
“Poooo…..pò…poooo!!”
“E ti pareva!” Commenta scocciato don Vincenzino “questa gente di Milano, non so perchè...vanno sempre di fretta!!”[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

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