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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XXXVIII

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Donna Clotilde ed il Computer    

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

“Donna Clotì!! Tutta ‘sa rrobba da’ niputa vostra duva l’haju ‘e mintìra?” Rosina, la mia donna delle pulizie, urla dalla mia stanza.
“Rosina! Quante volte devo dirle di non gridare!! Venga qui se mi deve dire qualcosa!” la redarguisco mentre mi destreggio con non poche difficoltà davanti al mio computer nuovo.
Ubbidisce e, strascicando in terra le sue ciabatte scure, arriva pesantemente nel salotto dove sto lavorando.
“Maamma, signò…e mò cchì esta su ‘mbròmu cchì mintistivu  subba ‘u tavulu do’ salottu?”
In effetti un computer con tutti i suoi mille fili, tastiera, mouse e compagnia bella non è consono all’ambiente.
“Rosina è un computer!” le spiego dandomi arie da intellettuale e intanto continuo a scrivere, ma non so come, improvvisamente, mi compaiono sul monitor caratteri strani, illeggibili. Cosa avrò mai combinato?
“Ah…” fa lei  “‘u canusciu! Ma vui, scusati, chì vi ‘nd’aviti ‘e fara?”
Sempre la solita impicciona!
“Al giorno d’oggi il computer è diventato un oggetto, praticamente indispensabile!” rispondo facendo finta di niente.
“Comu diciti vui! …ma i panni duva l’haju e mintìra?” 
“Li metta tutti su una sedia e mi lasci lavorare in pace!” la supplico e intanto mi impossesso del cellulare e chiamo disperata mia nipote, solo lei può risolvermi il problema. 
“‘On è ccà ‘a niputa vostra? Gesù!! … vi lassau ‘a cambera ‘mbujinàta comu l’atra vota…?!” continua.
“Lasci stare i panni e faccia qualche altra cosa!” le rispondo infastidita. Intanto Susi mi da istruzioni per telefono facendomi cliccare ora qua e ora là. Il problema è presto risolvo.
“Grazie tesoro!” mi accomiato e continuo.
“Signò fazzu ‘na bella pulizzàta ‘nterra a ssu salottu ca ava ‘e mò cchi ‘on si pulizza!!” e comincia a sfaccendare intorno al tavolo.
“Faccia come vuole!” le rispondo infastidita e continuo a digitare sulla tastiera. Sono arrivata a buon punto, quando…
“Signò vu fazzu ‘nu bellu cafè?” Oggi sembra che Rosina non abbia alcuna intenzione di lasciarmi lavorare in pace.
“Grazie! Vada….vada!” le rispondo e…un attimo di distrazione e davanti a me trovo lo schermo  totalmente bianco. Dov’è finito il mio lavoro? ‘Benedette le vecchie macchine da scrivere!’ mi dico ‘non facevano certo di questi scherzi!’
Ricorro nuovamente a Susi.
Risolvo anche questa volta  e, in apnea, sfiorando appena la tastiera con la inconscia paura che possa in qualche modo urtare la suscettibilità di questo maledetto aggeggio, continuo il mio lavoro.
Arriva Rosina con il caffè.
“Donna Clotì vivitivìllu subbitu… “ mi dice porgendomelo “ cchì esta caddu caddu!” e intanto allungando il collo verso il monitor “Allora cchì haju ‘e fara e tutta chiddha rrobba?” mi chiede di nuovo con le  mani sui fianchi: non riesce proprio a frenare la sua curiosità “…e cchì staciti scivendu?” 
“Alcuni… articoli, cara Rosina!!!” Rispondo dandomi un po’ di arie.
“Ah!” si limita a rispondere “allora… si rrobbi? Cchi ‘nd’haju ‘e fara?” Mi chiede per l’ennesima volta.
“Lasci tutto sulla sedia, le ho detto, tutto sulla sedia… è roba di mia nipote, verrà a stare con me qualche giorno e… se la vedrà lei!!!”
“Comu voliti vui!” e ritorna su i suoi passi. Finito il caffè cerco di mettermi di nuovo in contatto col computer.
Ma, questa volta, squilla il telefono. E’ dietro il computer. Mi sporgo per prenderlo.
“Siii!” rispondo “carissima Matilda!!” è una mia vecchia compagna di scuola con la quale non vorrei mai avere nulla a che fare.
Mi invita a casa sua nel pomeriggio per un noiosissimo the con le sue amiche.
“No, cara non posso proprio venire, ho molto a fare!” cerco di liberarmi.
“Sto lavorando per Lucia Sacchi! Mi ha chiesto di aiutarla al suo libro che uscirà alla fine dell’estate!”
Mi chiedo perché la gente non si faccia mai gli affari propri, adesso vuole anche sapere il ‘come’.
“Ma… con il computer cara!” 
Ho fatto  centro!! La cosa l’ha impressionata anche se mostra alcune perplessità che mi affretto a dissipare.
“Benissimo!! Mi trovo benissimo con il computer: è decisamente più pratico di quella vecchia macchina da scrivere!”
Mi sento tanto intellettuale!! 
Mi vanno gli occhi al monitor e…mio Dio!  Un’altra volta… tabula rasa!!
Sono disperata e… Matilda? Parla e parla, ma io non riesco più ad ascolta, penso con disperazione a dove mai possa essere andato a finire tutto il lavoro svolto? Benedette le vecchie macchine da scrivere!! 
“Scusa Matilda, ma ti devo salutare, perché ho molto, molto da fare!” Mi accomiato salvandomi in corner.
Non so dove mettere le mani!!! Ricomincio daccapo? Ma è sparito tutto… tutto, dove scrivo adesso? Il computer è diventato improvvisamente inutile! Ho pagato quest’aggeggio una tombola e non serve a niente!! Mi chiedo come farò ad andare avanti di questo passo. 
Sento suonare la porta.
“Rosina!” urlo “vada ad aprire!!!”
“Sulu eu ‘on pozzu azara ‘a vucia!!” La sento borbottare mentre si trascina pesantemente verso la porta.
E’ mia nipote. Dio sia lodatosi!
“Signorì!” la invita ad entrare Rosina “jati da’ zzia vostra ca ccu chiddhu compiutere oja ‘on ‘nci si po’ parrara!” 
“Zzi hai bisogno d’aiuto?” chiede Susi entrando nel salotto …Rosina mi ha detto…”
“Lascia stare che cosa ti ha detto Rosina!” protesto al colmo dell’ira “quest’aggeggio non lo capisco proprio… ha mandato in fumo in un attimo tutto il lavoro di una giornata!!”
“Ah zzi te l’avevo detto che non era cosa tua!!! È da stamattina che mi stai rompendo!!!” e sbuffando, con una mano da direttore d’orchestra  e il mignolo per aria, clicca non so come, non so dove e… il miracolo è fatto!
“Ma come è successo? Mi sono solo sporta per prende il telefono!!”mi giustifico, ma lei ha capito tutto.
“A zzi…” mi guarda sfiduciata “ma… non è che sei finita per caso con il petto sulla tastiera?”


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano. 



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]“Donna Clotì!! Tutta questa roba di vostra nipote dove devo metterla?” Rosina, la mia donna delle pulizie, urla dalla mia stanza.
“Rosina! Quante volte devo dirle di non gridare!! Venga qui se mi deve dire qualcosa!” la redarguisco mentre mi destreggio con non poche difficoltà davanti al mio computer nuovo.
Ubbidisce e, strascicando in terra le sue ciabatte scure, arriva pesantemente nel salotto dove sto lavorando.
“Maamma, signora…e adesso cos'è questo aggeggio che avete messo sul tavolo del salotto?”
In effetti un computer con tutti i suoi mille fili, tastiera, mouse e compagnia bella non è consono all’ambiente.
“Rosina è un computer!” le spiego dandomi arie da intellettuale e intanto continuo a scrivere, ma non so come, improvvisamente, mi compaiono sul monitor caratteri strani, illeggibili. Cosa avrò mai combinato?
“Ah…” fa lei  “lo conosco! Ma, voi cosa ci dovete fare?”
Sempre la solita impicciona!
“Al giorno d’oggi il computer è diventato un oggetto, praticamente indispensabile!” rispondo facendo finta di niente.
“Come dite voi! …ma i panni di vostra nipote dove devo li mettere?” 
“Li metta tutti su una sedia e mi lasci lavorare in pace!” la supplico e intanto mi impossesso del cellulare e chiamo disperata mia nipote, solo lei può risolvermi il problema. 
“Non è qua vostra nipote? Gesù!! … vi la lasciato la camera disordinata come l'altra volta…?!” continua.
“Lasci stare i panni e faccia qualche altra cosa!” le rispondo infastidita. Intanto Susi mi da istruzioni per telefono facendomi cliccare ora qua e ora là. Il problema è presto risolvo.
“Grazie tesoro!” mi accomiato e continuo.
“Signora passo lo straccio bagnato a terra nel salotto perché è da parecchio tempo che non si pulisce!!” e comincia a sfaccendare intorno al tavolo.
“Faccia come vuole!” le rispondo infastidita e continuo a digitare sulla tastiera. Sono arrivata a buon punto, quando…
“Signora vuole lo faccio un bel caffè?” Oggi sembra che Rosina non abbia alcuna intenzione di lasciarmi lavorare in pace.
“Grazie! Vada….vada!” le rispondo e…un attimo di distrazione e davanti a me trovo lo schermo  totalmente bianco. Dov’è finito il mio lavoro? ‘Benedette le vecchie macchine da scrivere!’ mi dico ‘non facevano certo di questi scherzi!’
Ricorro nuovamente a Susi.
Risolvo anche questa volta  e, in apnea, sfiorando appena la tastiera con la inconscia paura che possa in qualche modo urtare la suscettibilità di questo maledetto aggeggio, continuo il mio lavoro.
Arriva Rosina con il caffè.
“Donna Clotì bevetevelo subito… “ mi dice porgendomelo “perché adesso è caldo caldo!” e intanto allungando il collo verso il monitor“Allora cosa devo fare di tutta questa roba?” mi chiede di nuovo con le  mani sui fianchi: non riesce proprio a frenare la sua curiosità “…e che cosa state scrivendo?” 
“Alcuni… articoli, cara Rosina!!!” Rispondo dandomi un po’ di arie.
“Ah!” si limita a rispondere “allora… questa roba? Che cosa ne devo fare?” Mi chiede per l’ennesima volta.
“Lasci tutto sulla sedia, le ho detto, tutto sulla sedia… è roba di mia nipote, verrà a stare con me qualche giorno e… se la vedrà lei!!!”
“Come volete voi!” e ritorna su i suoi passi. Finito il caffè cerco di mettermi di nuovo in contatto col computer.
Ma, questa volta, squilla il telefono. E’ dietro il computer. Mi sporgo per prenderlo.
“Siii!” rispondo “carissima Matilda!!” è una mia vecchia compagna di scuola con la quale non vorrei mai avere nulla a che fare.
Mi invita a casa sua nel pomeriggio per un noiosissimo the con le sue amiche.
“No, cara non posso proprio venire, ho molto a fare!” cerco di liberarmi.
“Sto lavorando per Lucia Sacchi! Mi ha chiesto di aiutarla al suo libro che uscirà alla fine dell’estate!”
Mi chiedo perché la gente non si faccia mai gli affari propri, adesso vuole anche sapere il ‘come’.
“Ma… con il computer cara!” 
Ho fatto  centro!! La cosa l’ha impressionata anche se mostra alcune perplessità che mi affretto a dissipare.
“Benissimo!! mi trovo benissimo con il computer: è decisamente più pratico di quella vecchia macchina da scrivere!”
Mi sento tanto intellettuale!! 
Mi vanno gli occhi al monitor e…mio Dio!  Un’altra volta… tabula rasa!!
Sono disperata e… Matilda? Parla e parla, ma io non riesco più ad ascolta, penso con disperazione a dove mai possa essere andato a finire tutto il lavoro svolto? Benedette le vecchie macchine da scrivere!! 
“Scusa Matilda, ma ti devo salutare, perché ho molto, molto da fare!” Mi accomiato salvandomi in corner.
Non so dove mettere le mani!!! Ricomincio daccapo? Ma è sparito tutto… tutto, dove scrivo adesso? Il computer è diventato improvvisamente inutile! Ho pagato quest’aggeggio una tombola e non serve a niente!! Mi chiedo come farò ad andare avanti di questo passo. 
Sento suonare la porta.
“Rosina!” urlo “vada ad aprire!!!”
“Solo io non posso alzare la voce!” La sento borbottare mentre si trascina pesantemente verso la porta.
E’ mia nipote. Dio sia lodato!
“Signorina!” la invita ad entrare Rosina “andate da vostra zia che con questo computer oggi non le si può parlare!” 
“Zzi hai bisogno d’aiuto?” chiede Susi entrando nel salotto …Rosina mi ha detto…”
“Lascia stare che cosa ti ha detto Rosina!” protesto al colmo dell’ira “quest’aggeggio non lo capisco proprio… ha mandato in fumo in un attimo tutto il lavoro di una giornata!!”
“Ah zzi te l’avevo detto che non era cosa tua!!! È da stamattina che mi stai rompendo!!!” e sbuffando, con una mano da direttore d’orchestra  e il mignolo per aria, clicca non so come, non so dove e… il miracolo è fatto!
“Ma come è successo? Mi sono solo sporta per prende il telefono!!”mi giustifico, ma lei ha capito tutto.
“A zzi…” mi guarda sfiduciata “ma… non è che sei finita per caso con il petto sulla tastiera?”[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

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