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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XXXIV

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Il Jeans di Susi    

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

“Donna Clotì!” è Rosina che mi chiama dalla mia stanza da letto “…cchì rebuliintu!!! E cchi facistivu a sa cambera ca ‘on si capiscia nenta!!”
“Ho ospite mia nipote Susi!” le urlo dall’altra stanza.
“E’ megghju ‘ma veniti ccà, ca ‘on sacciu duva haju ‘e mintìra i mani!!”
Sospiro spazientita mentre attacco la lavatrice con la robetta di mia nipote e la raggiungo in camera da letto.
“Oh mio Dio!!” rimango senza fiato, a stento riconosco la mia camera: pantaloni, magliette, scarpe da ginnastica… tutto è sparso ovunque, sui letti, sulle sedie, in terra…persino sulla mia scrivania accanto alla mia crema da notte vedo adagiate un paio di minuscole mutandine rosse.
“Allora signò…cchì avìmu e fara?” mi chiede con le mani in fianco guardandosi in giro sconsolata.
Sono furiosa, è mai possibile che una ragazzina di quindici anni sia riuscita a sconvolgere la mia camera da  letto in un così breve spazio di tempo?
“Rosina, abbi pazienza…pieghi tutta  la roba di mia nipote e la metta in un angolo…” cerco di darle degli ordini “giusto per poter aggiustare i letti e dare una spazzata…poi vedremo!”
Sono furiosa, così decido di telefonarle, anche se è a scuola, sono sicura che avrà il cellulare acceso: non lo spegne mai!!!
“Pronto? Ti disturbo? Puoi parlare?” le chiedo con discrezione trattenendo a stento la mia ira.
“…”
Pare che non ci siano problemi, non sembra nemmeno che sia in una classe con professori e alunni in pieno orario scolastico.
“Si può sapere come hai fatto a combinare la stanza in quel modo?” mi sfogo “non si capisce nulla! Hai riempito di roba persino il mio letto!!”
“…”
Ma lei non sembra aver capito il mio disappunto: doveva vestirsi per andare a scuola ed era indecisa cosa mettere e poi…aveva così poco tempo!!!
Intanto Rosina ha raccattato la roba e alzato i letti.
“…ma se ti sei alzata all’ultimo momento!!! Sfido io che non hai avuto tempo!!” protesto.
“…”
“Cosa? Il tuo jeans è nella lavatrice l’ho attaccata pochi minuti fa!!
“…” 
Mi sembra allarmata, vuole assolutamente che recuperi il pantalone.
"Ma perché…” protesto “ne hai tanti altri!!
“…” 
No. Vuole proprio quello. Mai come ora ringrazio il cielo di non aver avuto figli!!!
“Ma che ci devi fare!!! È vecchio e bucato! Solo ieri hai comperato il jeans nuovo!!! Mettiti quello, per la festa di stasera! Te lo farò accorciare da Gesuzza!” mi offro pur di non intraprendere l’ardua impresa del recupero del jeans.
“Signò…” interviene Rosina che si impiccia sempre di quello che non la riguarda “…è megghju sì pigghjàmu su cazùna d’a lavatrìcia!!”
Le faccio cenno di tacere, la sua proposta mi sembra insensata come quella di mia nipote.
“Signò…” continua lei indispettita“jativinda ddhà dinta ca ccà haju ‘e fara i letti e lavara ‘nterra!!”
Vado in cucina, è meglio lasciare Rosina da sola altrimenti, petulante com’è, non mi farà parlare in pace con mia nipote.
“…” 
Susi non vuole farsi accorciare i jeans da Gesuzza, vuole accorciarsi il pantalone da sola.
“Va bene…ti comprerò il filo in tinta così non si vedranno i punti!!” ammiro la buona volontà di mia nipote e sono lieta di venirle incontro.
“…” 
Ma no, del filo non sa che farsene e insiste perché io tiri fuori quel suo maledetto pantalone dalla lavatrice. 
“Ma se non hai il filo come accorcerai il jeans?” le chiedo meravigliata.
“…” 
La ragazza si sta spazientendo, mi spiega che farà tutto con le forbici.
“Con le forbici!!!” urlo al telefonino.
Il mio urlo ha allarmato Rosina e adesso me la trovo davanti spazientita. “Signò...’on fussera megghju ‘ma levamu su benedìttu ginsi da sa benedìtta lavatricia ccussì finiscia sà storia e ‘on s’inda parra cchiù?” e mi fa cenno con la testa che è pronta ad iniziare l’impresa di recupero.
Mio Dio! Non basta Susi, anche Rosina ci si mette a confondermi le idee!!!
“Rosina!” protesto “…mi lasci parlare al telefono!!”
“Comu voliti vui…poi ‘on diciti poi cà ‘on vu dìssi!!!” protesta e, offesa, tuffate le mani nel lavandino, comincia rumorosamente a lavare i piatti.
“Scusa Susi…mi spieghi cosa vuoi fare con le forbici e il pantalone nella lavatrice?”
“…” 
Sono senza parole, la sua spiegazione mi inorridisce. 
“Va bene! Come vuoi!” Rosina aveva ragione, opto per la rimozione del jeans.
“Signò…vaju a lu bagnu e vi pìgghju ‘u ginsi?” Rosina ha capito tutto, come al solito.
“Si, mi ha detto che con le forbici vuole accorciare il pantalone sul davanti …pare che adesso si  faccia così e vuole…”
“…pigghjiara i misuri dò novu subba 'u vecchiu 'e ma passa 'i spilli 'e sicurezza dò vecchiu subba 'u novu!!" continua Rosina con le mani in fianco soddisfatta per averla vinta lei.


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano. 



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]“Donna Clotì!” è Rosina che mi chiama dalla mia stanza da letto “…che che disordine!!! Ma cosa avete fatto in questa stanza? non si capisce niente!!”
“Ho ospite mia nipote Susi!” le urlo dall’altra stanza.
“E’ meglio che veniate qui perché io non so proprio dove mettere le mani!!”
Sospiro spazientita mentre attacco la lavatrice con la robetta di mia nipote e la raggiungo in camera da letto.
“Oh mio Dio!!” rimango senza fiato, a stento riconosco la mia camera: pantaloni, magliette, scarpe da ginnastica… tutto è sparso ovunque, sui letti, sulle sedie, in terra…persino sulla mia scrivania accanto alla mia crema da notte vedo adagiate un paio di minuscole mutandine rosse.
“Allora signò…cosa dobbiamo fare?” mi chiede con le mani in fianco guardandosi in giro sconsolata.
Sono furiosa, è mai possibile che una ragazzina di quindici anni sia riuscita a sconvolgere la mia camera da  letto in un così breve spazio di tempo?
“Rosina, abbi pazienza…pieghi tutta  la roba di mia nipote e la metta in un angolo…” cerco di darle degli ordini “giusto per poter aggiustare i letti e dare una spazzata…poi vedremo!”
Sono furiosa, così decido di telefonarle, anche se è a scuola, sono sicura che avrà il cellulare acceso: non lo spegne mai!!!
“Pronto? Ti disturbo? Puoi parlare?” le chiedo con discrezione trattenendo a stento la mia ira.
“…”
Pare che non ci siano problemi, non sembra nemmeno che sia in una classe con professori e alunni in pieno orario scolastico.
“Si può sapere come hai fatto a combinare la stanza in quel modo?” mi sfogo “non si capisce nulla! Hai riempito di roba persino il mio letto!!”
“…”
Ma lei non sembra aver capito il mio disappunto: doveva vestirsi per andare a scuola ed era indecisa cosa mettere e poi…aveva così poco tempo!!!
Intanto Rosina ha raccattato la roba e alzato i letti.
“…ma se ti sei alzata all’ultimo momento!!! Sfido io che non hai avuto tempo!!” protesto.
“…”
“Cosa? Il tuo jeans è nella lavatrice l’ho attaccata pochi minuti fa!!”
“…” 
Mi sembra allarmata, vuole assolutamente che recuperi il pantalone.
“Ma perché…” protesto “ne hai tanti altri!!”
“…” 
No. Vuole proprio quello. Mai come ora ringrazio il cielo di non aver avuto figli!!!
“Ma che ci devi fare!!! È vecchio e bucato! Solo ieri hai comperato il jeans nuovo!!! Mettiti quello, per la festa di stasera! Te lo farò accorciare da Gesuzza!” mi offro pur di non intraprendere l’ardua impresa del recupero del jeans.
“Signò…” interviene Rosina che si impiccia sempre di quello che non la riguarda “…è meglio se tiriamo fuori questi pantaloni dalla lavatrice!!”
Le faccio cenno di tacere, la sua proposta mi sembra insensata come quella di mia nipote.
“Signò…” continua lei indispettita “andare di là perché io devo aggiustare i letti e lavare il pavimento!!”
Vado in cucina, è meglio lasciare Rosina da sola altrimenti, petulante com’è, non mi farà parlare in pace con mia nipote.
“…” 
Susi non vuole farsi accorciare i jeans da Gesuzza, vuole accorciarsi il pantalone da sola.
“Va bene…ti comprerò il filo in tinta così non si vedranno i punti!!” ammiro la buona volontà di mia nipote e sono lieta di venirle incontro.
“…” 
Ma no, del filo non sa che farsene e insiste perché io tiri fuori quel suo maledetto pantalone dalla lavatrice. 
“Ma se non hai il filo come accorcerai il jeans?” le chiedo meravigliata.
“…” 
La ragazza si sta spazientendo, mi spiega che farà tutto con le forbici.
“Con le forbici!!!” urlo al telefonino.
Il mio urlo ha allarmato Rosina e adesso me la trovo davanti spazientita. “Signò...non sarebbe meglio se levassimo questi benedetti jeans da questa benedetta lavastoviglie così finisce questa storia e non se ne parla più?” e mi fa cenno con la testa che è pronta ad iniziare l’impresa di recupero.
Mio Dio! Non basta Susi, anche Rosina ci si mette a confondermi le idee!!!
“Rosina!” protesto “…mi lasci parlare al telefono!!”
“ Come volete voi...poi non dite che non ve l'ho detto!!!!!!” protesta e, offesa, tuffate le mani nel lavandino, comincia rumorosamente a lavare i piatti.
“Scusa Susi…mi spieghi cosa vuoi fare con le forbici e il pantalone nella lavatrice?”
“…” 
Sono senza parole, la sua spiegazione mi inorridisce. 
“Va bene! Come vuoi!” Rosina aveva ragione, opto per la rimozione del jeans.
“Signò…vado in bagno a prendere?” Rosina ha capito tutto, come al solito.
“Si, mi ha detto che con le forbici vuole accorciare il pantalone sul davanti …pare che adesso si  faccia così e vuole…”
“…prendere le misure del jeans nuovo sul nuovo e mettere le spille di sicurezza del vecchio sul nuovo!!” continua Rosina con le mani in fianco soddisfatta per averla vinta lei.[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

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