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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XXXII

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Le Comari    

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

“Bonasera Rosì!...duva staciti jiendu ccussì 'e prescia?” è Santina, una nostra vecchia conoscenza, che si sta avviando, sotto braccio di comare Evelina, verso il vicolo del Monte.
Rosina sentendosi chiamare si gira “Bbonasera Santì…bbonasera Evelì!...staju jiendu 'e prescia a la casa ma tegnu 'u picciuliddhu!”risponde “…e vui duva staciti jiendu?”
“A la casa d’Angiulina cchì ‘ncì moriu 'u maritu propriu ajeri!” risponde pronta comare Evelina.
“Scusati sì 'on addimuru ccù vvui, ma vaju propriu 'e prescia!!” si giustifica Rosina “Dunatici vui ppè mmìa 'i condoglianzi ad Angiulina, e dicitinci puru cchì domana vegnu a li funerali!”
“Jiati…jiati Rosì, cchì ‘nciù dicimu nui e…ojia fazzu 'na preghiereddha puru ppè 'a fìgghja vosthra!!” e Santina saluta con la  mano Rosina che riprende la sua strada ad andatura sostenuta e, affannando per la mole, scompare dietro l‘angolo.
“Scusati Santì…” chiede Evelina all’amica “Rosina a s’età ava 'nu figghju picculu?”
“No, cummà!” l’aggiorna puntualmente Santina “…è da' fìgghja! eppa 'nu picciuliddhu senza 'ma si spusa!!”
“…e ppecchì 'on si spusau?” chiede curiosa la comare e, percorrendo lo stretto vicolo del Monte, a braccetto, fitto fitto, Santina racconta in dettaglio di quel tizio che alla figlia di Rosina “...‘ncì cumbinau u pristignu e poi a lassau”.
Appena entrate nel basso d’Angiulina, le nostre comari…”Buonasera Cuncè!...bbonasera Peppì!...bbonasera Tonì…” salutano le altre pie donne che, rigorosamente a capo coperto, già sedute intorno alla buonanima, rispondono sommessamente al saluto delle nuove venute.
La stanza è buia, le imposte della finestrella che da sul vicolo sono rigorosamente chiuse, mentre, a fare luce sono solo le quattro grosse candele accese poste ai quattro angoli del letto dove giace il marito della povera vedova. Le nostre due comari si affrettano anche loro a coprire il capo per rispetto del defunto quando…
“Assettativi ccà!” dall’altra parte della stanza Milena, la vicina di casa di Angiulina che, in assenza della padrona di casa fa le sue veci, si è alzata per prendere alle donne due sedie “Assettativi!” le invita. 
“Duv’è donna Angiulina?” chiede Santina aiutandola “volìamu ma ‘ncì dunamu 'i condoglianzi!” continua Evelina.
“Mi dissa cchì facia 'nu saddu a la chiesa do Munta 'ma ‘ncì dicia a Pathra Teofilu sì pò venira propriu iddhu 'ma ‘ncì duna 'a benedizziona a lu maritu prima ma ‘nciù portanu a la chiesa!” risponde Milena e si allontana mentre le due comari ringraziano e si accomodano sulle sedie assieme alle altre donne intorno alla buonanima, l’aria compunta, il viso falsamente addolorato.
“Ppè mmia..” commenta ad un certo punto Santina “Angiulina jiu do' fidanzatu soi!”
“…e cu è?” chiede incuriosita comare Evelina senza distogliere lo sguardo dalla buonanima.
“…'u maritu 'e Maruzzzeddha!” e poi sommessamente Santina comincia le sue preghiere… “Ave Maria…”
“Pover’omu!!” scuote il capo comare Evelina guardando pietosamente il morto “…puru cornutu!! era 'nu sant’omu ...tu sei benedetta ...!!”
“''Nu sant’omu? Pace all’anima sua…” ricomincia Santina “ avi puru iddhu i vizziceddhi soi …!!”
“Daveeruu!” si meraviglia Evelina.
“'On si tenia Cuncetteddha? ...Santa Maria madre di Dio...” chiede Santina.
“L’avia lassata…Santì!” è comare Peppina che, seduta accanto a lei si affretta ad aggiornarla “…ava e mooo! ma iddhu, prima 'ma mora, ‘nd’avia trovata nathra!!... prega per noi peccatori...”
“…e cui?...cui?” chiede incuriosita Santina.
Comare Peppina si guarda attorno con circospezione, lancia un’occhiata alle altre donne che guardando contrite la buonanima cantilenano preghiere, poi avvicina piano la sedia all’amica e continua con gli aggiornamenti “A viditi?...è chiddha assettata ddhà!” e allunga il mento per mostrarne una, l’unica fra tutte ad essere particolarmente addolorata.
“Iddha?!” si meraviglia comare Evelina. 
“Peppì!” interviene prudentemente comare Evelina “…è megghju 'omma si parra mala dei morti, 'on si po mai sapira!... gloria la padre al...” 
“Pace e bene a tutti!” entra Padre Teofilo benedicendo a destra e a manca. 
Tutte le donne, si alzano e, una dopo l’altra, si inchinano davanti al frate per baciare il Crocifisso che gli pende dalla cintola.
“Duv’è donna Angiulina?” chiede poi guardandosi in giro Padre Teofilo.
“U vidistivu?...avia ragiuna eu cchì 'on jiu a la chiesa?” Santina si rivolge compiaciuta a comare Evelina che annuisce compiaciuta.
“Pathra Teofilu!...cca eravu?” È Angiulina che entra trafelata in casa “A la chiesa mi dissaru cchì eravu jiutu 'ma cumpessati chiddhu pover’omu e Pepè!...ma 'u truvavi cchì avia morutu!!” 
“Aviti ragiuna!” risponde rammaricato Padre Teofilo“Fici appena a tempu ma ‘nci dugnu l’esthrema unzione, cchì dunau l’anima a lu Signura!”
“'On jiu do fidanzatu…Santì!” puntualizza comare Evelina.
“Cummà!... 'on jiu ojia! Ma…a vogghja 'ma sgaddhettìja doppu cchi sistema 'u maritu a lu campusantu!!...Padre nostro che sei nei cieli…”


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano. 



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]“Buonasera Rosì!...dove state andando così di fretta?” É Santina, una nostra vecchia conoscenza, che si sta avviando, sotto braccio di comare Evelina, verso il vicolo del Monte.
Rosina sentendosi chiamare si gira “Buonasera Santì…buonasera Evelì!...stavo andando di fretta a casa perchè devo tenere il bambino!"risponde “…e voi dove state andando?”
“A casa d’Angiulina perchè le è morto il marito proprio ieri!” risponde pronta comare Evelina.
“Scusatemi se non mi trattengo, ma vado proprio di fretta!!” si giustifica Rosina “Date voi a Angiulina le mie condoglianze e ditele pure che domani vado al funerale!”
“Andate…andate Rosì, che glielo diciamo noi e... oggi faccio anche una preghiera per vostra figlia!!” e Santina saluta con la  mano Rosina che riprende la sua strada ad andatura sostenuta e, affannando per la mole, scompare dietro l‘angolo.
“Scusate Santì…” chiede Evelina all’amica “Rosina a questa età ha un figlio piccolo?”
“No, comare!” l’aggiorna puntualmente Santina “…è della figlia! Ha avuto un bambino senza sposarsi!!”
“…e perché non si è sposata?” chiede curiosa la comare e, percorrendo lo stretto vicolo del Monte, a braccetto, fitto fitto, Santina racconta in dettaglio di quel tizio che alla figlia di Rosina “... quello l'ha messa incinta e l'ha lasciata!”.
Appena entrate nel basso d’Angiulina, le nostre comari…”Buonasera Cuncè!...buonasera Peppì!...buonasera Tonì…” salutano le altre pie donne che, rigorosamente a capo coperto, già sedute intorno alla buonanima, rispondono sommessamente al saluto delle nuove venute.
La stanza è buia, le imposte della finestrella che da sul vicolo sono rigorosamente chiuse, mentre, a fare luce sono solo le quattro grosse candele accese poste ai quattro angoli del letto dove giace il marito della povera vedova. Le nostre due comari si affrettano anche loro a coprire il capo per rispetto del defunto quando…
“Sedetevi qua!” dall’altra parte della stanza Milena, la vicina di casa di Angiulina che, in assenza della padrona di casa fa le sue veci, si è alzata per prendere alle donne due sedie “Sedetevi!” le invita. 
“Dov’è donna Angiulina?” chiede Santina aiutandola “volevamo darle le condoglianze!” continua Evelina.
“Mi ha detto che andava un attimo alla chiesa del Monte per dire a Padre Teofilo se può venire proprio lui per dare la benedizione al marito prima che lo portino in chiesa!” risponde Milena e si allontana mentre le due comari ringraziano e si accomodano sulle sedie assieme alle altre donne intorno alla buonanima, l’aria compunta, il viso falsamente addolorato.
"Per me...” commenta ad un certo punto Santina “Angiulina è andata dal suo fidanzato!”
“…e chi è?” chiede incuriosita comare Evelina senza distogliere lo sguardo dalla buonanima.
“…il marito di Maruzzella!” e poi sommessamente Santina comincia le sue preghiere… “Ave Maria…”
“Pover’uomo!!” scuote il capo comare Evelina guardando pietosamente il morto “…pure cornuto!! Era un sant’uomo ...tu sei benedetta ...!!”
“'Un sant’uomo? Pace all’anima sua…” ricomincia Santina “ aveva pure lui i suoi piccoli vizi …!!”
“Davveroo!” si meraviglia Evelina.
“Non si teneva Cuncettina? ...Santa Maria madre di Dio...” chiede Santina.
“L’aveva lasciata…Santì!” é comare Peppina che, seduta accanto a lei si affretta ad aggiornarla “… da un pezzo! ma lui, prima di morire, ne aveva trovata un'altra!!... prega per noi peccatori...”
“…e chi?...chi?” chiede incuriosita Santina.
Comare Peppina si guarda attorno con circospezione, lancia un’occhiata alle altre donne che guardando contrite la buonanima cantilenano preghiere, poi avvicina piano la sedia all’amica e continua con gli aggiornamenti “ La vedete?...è quella seduta là” e allunga il mento per mostrarne una, l’unica fra tutte ad essere particolarmente addolorata.
“Lei?!” si meraviglia comare Evelina. 
“Peppì!” interviene prudentemente comare Evelina “…è meglio non parlare male del morto, non si può mai sapere!... gloria la padre al...” 
“Pace e bene a tutti!” entra Padre Teofilo benedicendo a destra e a manca. 
Tutte le donne, si alzano e, una dopo l’altra, si inchinano davanti al frate per baciare il Crocifisso che gli pende dalla cintola.
“Dov’è donna Angiulina?” chiede poi guardandosi in giro Padre Teofilo.
“ Lo vedete?...avevo ragione io che non è andata in chiesa?” Santina si rivolge compiaciuta a comare Evelina che annuisce compiaciuta.
“Padre Teofilo!...qua eravate?” è Angiulina che entra trafelata in casa “ In chiesa mi hanno detto eravate andato a confessare quel pover'uomo di Pepè !...ma l'ho trovato che era già morto!!” 
“Avete ragione!” risponde rammaricato Padre Teofilo“ Ho fatto appena in tempo a darci L'estrema Unzione, ha dato l'anima al Signore!”
“'Non è andato dal fidanzato Santina!” puntualizza comare Evelina.
“Comare!... non è andata oggi! Ma… a voglia di sgambettare dopo aver sistemato il marito al camposanto!!...Padre nostro che sei nei cieli…”[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

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