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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XXX

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Gli Occhiali Nuovi

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

Ieri ho comperato un magnifico paio di occhiali da sole. La giornata è calda e assolata, non vedo l’ora di sfoggiarli assieme a quel vestitino di lino verde che ho comperato l’altro giorno. Mi danno un’aria così giovanile!!
“Rosina!” chiamo la mia donna delle pulizie “…ho appuntamento con la signora Gisella! …devo uscire immediatamente! Sono già in ritardo"
“Maammaa donna Clotì…” Rosina guarda affascinata i miei occhiali “cchì sunnu belli s’occhiali!!”
“Le piacciono?” Le chiedo pavoneggiandomi davanti lo specchio dell’anticamera.
“Vi fannu cchiù giuvina!!” Il complimento mi lusinga. Dopo avere dato le ultime direttive e… "Rosina, quando va via non si scordi di chiudere la polta a chiave!!” Le do le ultime raccomandazioni, esco.
La giornata è stupenda ed io, per via Milano, mi pavoneggio guardandomi ogni tanto nel riflesso dei vetri delle macchine parcheggiate.
Sono a via Indipendenza: è, come al solito, satura di macchine e di gente. 
“Bbongiorno donna Clotì!!” mi saluta calorosamente il salumiere.
“…donna Clotiildee!!” Si scappella il commendatore Fuscaldi. Ma ecco che intravedo Gisella che, davanti la farmacia Sestito, sta chiacchierando con una comune amica. Mi unisco a loro.
“Clotiildee!!” Gisella ha anche lei notato i miei costosi occhiali “…che magnifici occhiali! Ti stanno d’incanto!!” continua l’amica. Questo mi compensa del loro prezzo eccessivo.
Decidiamo di comune accordo di accomodarci nella saletta del bar di fronte per gustare la famosa orzata con brioche di don Felice Moniaci.
Al bar levo i miei occhiali e li metto con cura nell’apposita custodia.
Le orzate con brioche sono magnifiche peccato che le mie due amiche le stiano farcendo di pettegolezzi.
La cosa mi infastidisce e... “Scusate ma devo proprio andar via…!” comincio alzandomi “…ho lasciato la donna delle pulizie sola a casa e…!” dopo le solite frasi di rito… “perché non rimani!!” e “ci dispiace tanto!”, lascio la compagnia certa che, una volta uscita, sarò anch’io oggetto dei loro pettegolezzi.
Appena uscita dal bar con disinvoltura inforco di nuovo i miei occhiali e parto alla volta di casa: la giornata ora mi sembra eccessivamente calda.
E’ strano, ma questa volta noto che la gente mi guarda in uno strano modo, alcuni con più insistenza. Mi chiedo se io non abbia qualcosa fuori posto: il vestito? Forse nell’alzarmi…controllo con nonchalance: tutto a posto! Forse la scollatura? Tutto a posto anche lì. Mi tranquillizzo: mi convinco che il mio nuovo acquisto ha sicuramente avuto un gran successo. Così propino saluti e sorrisi a destra e a manca, quando da lontano vedo il commendatore Eugenio C... che sta scendendo da via Vercillo. E ’un mio ex spasimante che, malgrado il mio comportamento integerrimo, non sono ancora riuscita a scoraggiare.
Forte dei miei occhiali che mi nascondono lo sguardo, lo vedo scendere a gran passi. Spero che non mi veda e mi affretto a raggiungere via Milano, ma mi accorgo stranamente di non vedere bene. Cosa mai mi sarà successo? Decido, camminando, di controllare la vista chiudendo alternativamente ora un occhio ora l’altro. Non noto nulla di anormale: i miei occhi sembrano non avere difetti, riprovo nel dubbio che mi possa essere sbagliata e ricomincio a chiudere nuovamente ora un occhio, ora l’altro, ma anche questa volta non noto nulla di strano. Improvvisamente noto che Eugenio C...  mi ha visto e, stranamente, mi viene incontro a gran passi ammiccando maliziosamente. Lo trovo volgare e di cattivo gusto. Allungo il passo e svolto per via Milano nella speranza di poterlo evitare, ma… “Clotiildee... Clotiildee!!” mi sento chiamare e una mano si poggia sulla mia spalla. Mi giro: è il commendatore. Mi chiedo irata come si permetta tali confidenze!
“Allora…ci facciamo una passeggiatina?” mi chiede. La sua voce è suadente e col capo vezzosamente inclinato da un lato, continua ad ammiccare con espressione maliziosa.
Ma guarda quanto è impertinente!!
“Ma come si permette!!!” lo apostrofo incollerita cercando di riprendere le distanze e mi levo gli occhiali: voglio fulminarlo con lo sguardo per essersi permesso tali intimità, ma…ahimè!! I miei bei occhiali…!! Hanno perso una lente!!! Mio Dio!! Immagino già da quando!!...le mie prove ottiche!!...un rossore mi pervade…che equivoco imbarazzante!!


Avviso: Questo Capitolo non ha la traduzione in Italiano: ci è sembrato fin troppo comprensibile. Se richiesto però, saremo ben lieti di realizzarla. ;)


Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.


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