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La Storia Infinita - Michael Ende

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"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse. 
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.

               L'Infanta Imperatrice e il Vecchio della Montagna Vagante

 



Introduzione

Forse per la mancanza di tempo, forse per pigrizia o per i grossi tomi universitari, erano tanti anni che avevo smesso di leggere per il puro piacere della lettura. Ogni volta che prendevo della carta scritta era sempre per aggiornarmi sulla mia professione… poi, un giorno, nello scaffale della libreria ho notato un libro: dorso bianco e piuttosto comune, ma tutto dentro di me urlava "prendimi". Lo avevo già letto tanto tempo prima: un tempo così lontano da essere quasi perduto nella memoria, nonostante le mille sensazioni che ha saputo regalarmi quando ero più giovane.
Di che libro parlo? ... naturalmente de La Storia Infinita, il romanzo fantastico per eccellenza, targato Michael Ende... :cool: 

A volte la professione e l'entusiasmo dell'inizio della vita lavorativa ti fanno scordare la piccola fetta di magia che un racconto ci può regalare. :angelo 
È così che dopo una lunga, lunghissima pausa, grazie a questo libro mi sono riaffacciata al piacere della lettura, quello che ti porta lontano e che ti fa sognare, ti fa vivere momenti unici, diversi, indimenticabili. Ho riletto quelle pagine tutte d'un fiato, ricordando e apprezzando i passaggi che lo rendono, forse, lo strumento migliore per riscoprire quel magico rapporto che si crea con le lettere stampate, tramite il quale ci trasformiamo nel protagonista della storia e intorno a noi si materializza il mondo di cui leggiamo la descrizione.

La trama?
Un bambino, Bastiano, che ha difficoltà ad introdursi nell'ambito scolastico e subisce atti di bullismo, per sfuggire a i soprusi dei compagni si rifugia in un negozio di antiquariato.
Qui parla con il proprietario, che sta leggendo un libro molto particolare. Incuriosito e rapito dalle sue emozioni, Bastiano decide di "prenderlo in prestito" mentre il sig. Coriandoli è distratto. Nascosto nella soffitta della scuola inizierà a sfogliare quelle pagine che spalancheranno l'infinito universo di Fantàsia...



Recensione

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Parlare di emozioni è fin troppo facile in questo caso: chi di voi non ha mai letto questo romanzo o quanto meno visto il film di Wolfgang Petersen
In realtà le due opere, seppur collegate fra loro, viaggiano su binari totalmente differenti: il libro racchiude un'epopea fantastica, complessa e quantomai intrigante; il film narra invece una storia ben più breve (e non ditemi che i vari sequel valgono qualcosa... :pfiu ), ricca di emozioni e dal forte impatto visivo. Se si è soliti dire "il romanzo non è come il film", mai come in questo la frase acquista un significato così pregnante: non c'è un meglio o un peggio, ma due visioni di un universo favoloso che si completano a vicenda. Immergersi nelle parole vi darà la possibilità di conoscere il mondo attraverso la vostra fantasia; guardare il film vi permetterà di conoscerlo attraverso i vostri occhi. Un viaggio unico alla scoperta di noi stessi e dei nostri desideri e passioni. 

Quest'oggi mi occuperò esclusivamente del cartaceo, dimenticando - o meglio, lasciando ad altri  :pfiu - il compito di narrare le vicende cinematografiche di Bastian e Atreiu.

«Hai mai visto i confini di Fantàsia? » domandò Atreiu che cavalcava alto nei cieli. Il mantello rosso gli sventolava alle spalle in ampie volute. Il ciuffo di capelli corvini, stretto da legacci di cuoio, ondeggiava nel vento. Senza rispondere, Fùcur, il candido Drago della Fortuna, continuò a scivolare armoniosamente fra nebbie e brandelli di nuvole.
Su e giù e su e giù e su e giù...
Da quanto tempo ormai erano in viaggio? Giorni e notti e ancora giorni. Atreiu non avrebbe saputo dire da quanto. Il drago volava anche nel sonno, avanti, sempre avanti e anche Atreiu talvolta si assopiva, tenendosi ben avvinto alla bianca criniera. Ma il suo era soltanto un sonno leggero e inquieto. E perciò lo stato di veglia si confondeva sempre più con il sogno, in cui nulla aveva più contorni precisi. Sotto di loro fuggivano come ombre montagne, terre e mari, sole e fiumi... Atreiu ormai non guardava più sotto di sé e neppure incitava la sua cavalcatura, come aveva fatto all’inizio, quando erano partiti dall’Oracolo Meridionale. Da principio era stato posseduto dall’impazienza, perché aveva creduto che, in groppa a un Drago della Fortuna, non sarebbe stato troppo difficile raggiungere i confini di Fantàsia e, oltre quei confini, il Regno Esterno, là dove abitano i figli dell’uomo.
Non aveva immaginato quanto fosse grande Fantàsia.

              Atreiu e Fùcur

Descrivere questo romanzo è pressoché impossibile: è diverso da qualsiasi altro libro, diverso persino al suo interno, capitolo dopo capitolo. Quello che balza subito agli occhi è l'atteggiamento di un autore navigato come Michael Ende, che non esita un attimo a mettere in gioco se stesso, superandosi e correggendosi più volte, creando un'opera in costante evoluzione. I suoi fan più accaniti conosceranno sicuramente i successi che cronologicamente hanno preceduto la pubblicazione de La Storia Infinita (Le avventure di Jim BottoneLa terribile banda dei "tredici" piratiMomo). Qui siamo innanzi ad un evidente balzo in avanti. La grande fantasia dello scrittore viene finalmente accompagnata da parole e costrutti linguistici degni dei più grandi e affermati poeti, in un universo dove tante parole si occupano finalmente di descrivere ogni aspetto di quel regno magico in cui Ende sembra quasi aver vissuto. 
Il suo attaccamento alla storia è forte, anzi fortissimo: l'introduzione ne è l'esempio più lampante.
Il romanzo, in modo piuttosto originale, si apre con la scritta Titolare Carlo Corrado Coriandoli Antiquariato, stampata al contrario così come la si vede dall'interno del negozio d'antiquariato. Un'immagine, forte e decisa, che lascia subito spago alla nostra fantasia. Quasi si trattasse di una sceneggiatura per un qualche film, Ende non vuole prendere tempo, descrive una sequenza passata alla storia (anche cinematografica), che in questo caso diventa mera introduzione di un romanzo che si dipana solo in seguito, quando, sistemata ogni cosa, si comincia a leggere il vero libro, quello con il testo colorato di verde (edizioni Longanesi e Corbaccio).
Qui inizia il nostro viaggio, prima come semplici spettatori delle vicende vissute da Atreiu e Bastiano, poi diventando noi stessi parte del racconto, scoprendo improvvisamente che, in fondo, potrebbe essere tutto vero... potremmo far parte anche noi di una storia infinita...

Nel 1999 un film come Matrix insegnava alla massa come in fondo la realtà non è per forza come noi la percepiamo. Vent'anni prima, nel 1979, Michael Ende ha insegnato a migliaia di ragazzi come il confine tra realtà e fantasia sia rappresentato da un minuscolo filo che separa quello che vediamo da quello che potremmo vedere. E se i romanzi di fantascienza più e più volte hanno insistito sul sogno quale elemento "umanizzante" e capace di distinguere un uomo da qualsiasi macchina, La Storia Infinita ha dato all'uomo le chiavi di questo mondo, spingendo il lettore meno smaliziato ad immaginare un suo mondo fantastico, una sua Fantàsia... :cool: 

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Analizzando la struttura del romanzo, ci rendiamo subito conto di essere davanti a qualcosa di davvero originale e innovativo. Il romanzo di Ende è infatti un metalibro, vale a dire un libro nel libro o, sotto un diverso punto di vista, un libro che parla di altri libri, quasi fosse un gioco di scatole cinesi che si intrecciano a vicenda, creando confusione tra realtà e finzione e lasciando lo spettatore, un po' come accade a Bastiano, in preda ad un viaggio senza precedenti nella fantasia umana.

Eccovi un piccolo estratto di Wikipedia che descrive questa particolare struttura:

Nella finzione letteraria La storia infinita è in realtà il titolo di ben tre volumi:

  • quello scritto dall'autore Michael Ende, in cui si raccontano le vicende del mondo degli uomini (in rosso rubino cupo) e del Regno di Fantàsia (in verde-azzurro).

  • quello rubato da Bastiano nel negozio di antiquariato del signor Coriandoli, rilegato in pelle e con l'AURYN in copertina, in cui si raccontano solo le vicende del Regno di Fantàsia.

  • quello contenuto nella Montagna Vagante e poi riscritto dal Vecchio, speculare a quello di Ende poiché in esso le vicende del mondo degli uomini sono in verde e quelle del Regno di Fantàsia in rosso.


Occupandoci ora della prosa, è facile rendersi conto di come il modo stesso di scrivere dell'autore tenda a variare più e più volte. A tratti Ende rallenta, soffermandosi sulle descrizioni di luoghi a lui particolarmente cari, a tratti accelera mettendoci innanzi ad una vera e propria sceneggiatura cinematografica che mette lo spettatore direttamente a contatto con le immagini vivide del regno di Fantàsia. Siamo davanti ad un tocco di saggezza estrema che lascia trasparire anche la profonda emotività dello scrittore, consapevole di essere innanzi al suo capolavoro assoluto e quindi al lavoro costante nel tentativo di migliorare l'opera, a costo di cambiare la propria indole ed il proprio modo di scrivere, sperimentando sempre nuove soluzioni.
Se è vero che ciò rende questo romanzo non perfettamente in linea con quelle che possono essere le aspettative di chi si aspetta un'opera uniforme e che rispetti ogni regola letteraria di base, questo è anche il motivo che lo rende unico nel suo genere: La Storia Infinita è un'appassionata dichiarazione d'amore, la dichiarazione d'amore di Michael Ende a ciò che ha amato nella vita, il regno della fantasia e della lettura. E proprio come in ogni dichiarazione d'amore che si rispetti, non è importante come è scritta, ma le emozioni che sa trasmettere. 

Chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d'improvviso la vita pareva così vuota e priva d'interesse?

               Michael Ende in La Storia Infinita



Le Edizioni

Dovendo ora discorrere delle varie edizioni di questo romanzo, non posso che concentrarmi sull'ormai introvabile versione Longanesi. Ne dobbiamo parlare perché in realtà, come molti di voi sanno, spesso l'iniziale successo di un libro è proprio dato dal modo in cui l'editore è in grado di pubblicizzarlo, facendolo desiderare all'acquirente più distratto: qui siamo di fronte alla massima espressione di questo concetto. :oops:

L'edizione Longanesi è l'edizione storica di questo classico targato Michael Ende. Rilegato e perfettamente rifinito, si presenta al pubblico con un originalissimo testo bicolore: rosso per tutto ciò che accade nel Mondo Reale, verde per il Mondo di Fantàsia.
L'opera è divisa in 26 capitoli - tanti quante le lettere dell'alfabeto tedesco - contrassegnati da altrettanti capilettera realizzati, per questo volume, da Roswitha Quadflieg
Questa versione è la sola ad avere una copertina rigida.

In Italia è possibile trovare 3 edizioni differenti di questo classico della letteratura per ragazzi.
Eccovi una piccola descrizione (fonte Wikipedia):



La Longanesi

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Prima edizione del 1981. È in assoluto la prima italiana, a distanza di tre anni da quella originale tedesca.
Capilettera di Antonio Basoli.
Traduzione di Amina Pandolfi.
Copertina rigida ricoperta di seta rossa con impressione del titolo e dell'Auryn.
Il testo è bicolore, rosso per il mondo degli uomini e verde per il mondo di Fantàsia. I capilettera sono colorati alternati.

La TEADUE 

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Prima edizione del 1988 nella collana "Biblioteca di avventure fantastiche" (N. 1), per "I Tascabili degli Editori Associati".
Capilettera di Antonio Basoli.
Traduzione di Amina Pandolfi.
Il testo è scritto interamente in nero. Le parti ambientate nel mondo degli uomini sono scritte in corsivo; quelle ambientate nel Regno di Fantàsia in carattere tondo.

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Attualmente è in stampa una nuova edizione, come la precedente (sicuramente un po' più bella) ma con la copertina rossa.

La Corbaccio 

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Prima edizione del 2002 nella collana "Scrittori di tutto il mondo".
Capilettera di Antonio Basoli, ricerca iconografica di Rosanna Pavoni.
Traduzione di Amina Pandolfi.
Il testo è scritto in rosso (le parti ambientate nel mondo degli uomini) e verde acqua (le parti ambientate nel Regno di Fantàsia), come nell'edizione originale tedesca.
In copertina, illustrazione di Dan Craig (1997) con vari personaggi del romanzo: Bastiano a braccia aperte sulla testa di Fùcur (al centro), un Fuoco Fatuo (in basso a sinistra), un Incubino (in basso a destra), un Mordiroccia (a metà altezza a destra), i serpenti delle Acque della Vita (in alto).

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Nel Febbraio del 2011 è uscita una nuova edizione che, pur mantenendo le caratteristiche tecniche invariate, si presenta con una copertina differente, molto meno bella esteticamente e più spessa. 


 
Quale Acquistare


La presenza di queste differenti edizioni ci porta quindi a dover chiarire quale sia la migliore da acquistare. A riguardo non illudetevi: la versione della Longanesi non la troverete più da nessuna parte. Nelle librerie potrete comprare sempre e solo le produzioni dalla TEADUE e della Corbaccio.

La prima è un'edizione economica come tante, priva di qualsiasi interesse specifico se non consideriamo l'aspetto prettamente economico. :roll:
Personalmente ve la sconsiglio vivamente: quest'opera, sarà per abitudine o per semplice evoluzione storica, sarà sempre e comunque bicolore per il vero appassionato. Il capire anzi tempo quando si salta da un mondo all'altro è un elemento che considero fondamentale per rapportarsi correttamente a questo romanzo ed al viaggio che ci propone. Se proprio non potete fare a meno di comprare questa versione, vi consiglio di acquistare la nuova ristampa, che, quanto meno, sembra un po' più rifinita graficamente (pura estetica). 

La seconda è invece un'edizione che considero "di tutto rispetto". Siamo lontani dalla qualità complessiva dell'edizione Longanesi: mi riferisco principalmente alla copertina rigida, essenziale strumento di difesa contro "agenti" quali umidità, polvere, utilizzo frequente e... bambini iperattivi ( :pfiu ).
La Corbaccio ha tuttavia fatto le cose per bene, ripresentandoci il tanto amato bicolore in un volume flessibile e di buona qualità, con caratteri perfettamente leggibili e tutte le caratteristiche dell'edizione Longanesi: un piccolo gioiellino che troverete in libreria circa 20 euro....

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Se volete un mio parere, dovete correre il prima possibile ad ordinare questa edizione e conservarla al sicuro nella vostra libreria: il futuro è incerto e chissà che il "Nulla" non porti con sé anche questa... :tr: 

Nelle ultime settimane è inoltre disponibile una nuova versione, sempre della Corbaccio, destinata a soppiantare quella che avete visto nelle foto. Si presenta sempre con il testo bicolore, ma con pagine più spesse e con una copertina decisamente meno accattivante e rifinita:

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Non ho potuto realizzare delle foto e quella che vi ho appena proposto è stata reperita su internet. Avendola però vista dal vivo, non posso che consigliarvi vivamente di andare alla ricerca della precedente edizione, l'unica che rende davvero giustizia all'opera: dovreste trovarla in libreria o su ordinazione ancora per qualche mese... affrettatevi. ;)



Nella speranza che il mio "piccolo" ( :asd ) articolo vi spinga a comprare e rileggere nuovamente il libro, vi lascio ora alla canzone The Never Ending Story (Limahl - 1984), colonna sonora indimenticabile del film di Wolfgang Petersen... :cool:



 



Michael Ende - Biografia

[spoiler title=""]Michael Andreas Helmuth Ende, fantasioso scrittore tedesco, nacque a Garmisch Partenkirchen il 12 novembre del 1929. Era il figlio del noto pittore surrealista Edgar Ende, che nel 1936 sotto il regime di Hitler dovette sospendere esposizioni e vendita (tra l’altro, le sue opere furono confiscate perché considerate “arte decadente”). Michael condusse i suoi studi scolastici con difficoltà, in un inanellarsi di insuccessi e di frustrazioni, con la sensazione che la scuola penalizzasse le sue pulsioni creative e la sua fantasia); nel 1941 subì addirittura una sospensione scolastica che lo portò quasi fin sulla soglia del suicidio. Arruolato giovanissimo nel 1945 (aveva 16 anni), andò al fronte senza addestramento e, sconvolto dalla morte di alcuni suoi commilitoni, scappò ed entrò a far parte del Fronte anti-nazista per la Baviera Libera, rimanendovi sino alla fine della guerra. Ende s’interessò in modo approfondito del filosofo austriaco Rudolf Steiner (1861-1925) e della sua dottrina spiritualistica nota come “Antroposofia”, che sosteneva la rinascita della realtà dello spirito nella concentrazione e nell’intuizione dell’assoluto. A partire dal 1954 lavorò come critico cinematografico per la Radio Bavarese e iniziò a scrivere opere teatrali, sketch e numeri di cabaret, recitando anche in ruoli secondari d’attore (senza molto successo). In seguito alla crisi matrimoniale dei genitori, nel 1953 la madre Luisä tentò il suicidio e Michael si allontanò dal padre (si riconciliarono dopo 3 anni: in quella occasione i due passarono diverse notti senza dormire, parlando di arte e letteratura). Nel 1958 scrisse il suo primo libro “Le avventure di Jim Bottone, Un ferroviere e mezzo (Jim Knopf und Lukas der Lokomotivführer)”, che fu pubblicato nel 1960 dall’editore Tienemanns avendo un successo immediato (iniziò anche la fortuna della piccola casa editrice) e ricevendo il premio per la Letteratura Tedesca Infantile (1961). Nel 1964 sposò a Roma Ingeborg Hoffmann, una interprete di jazz e cabaret che aveva conosciuto nel 1951 e che lo aveva sempre supportato; nel 1971 si stabilirono a Genzano nei pressi di Roma, ove rimasero per 14 anni. Continuava intanto a lavorare per il teatro e a scrivere; nel 1972 pubblicò con Tienemanns il libro per ragazzi (da lui stesso illustrato) “Momo”, ricco di fantasioso simbolismo: un racconto-apologo, una tenera favola che racconta di una strana bambina fuggita dall’orfanotrofio (che non conosce la propria età ed è vestita con una larghissima giacca da uomo), dotata di capacità fuori dal comune (ascolta senza dar consigli o esprimere opinioni e fa udire le musiche e i silenzi della vita interiore), e dei suoi amici Gigi Cicerone, Beppo Spazzino, la tartaruga Cassiopea che prevede il futuro e il custode del Tempo Mastro Hora); attraverso le sue avventure metafisiche contro i Ladri del Tempo, il testo in modo critico focalizza i temi del tempo e del modo in cui esso viene impiegato nella società moderna. Nel 1977 andò per la prima volta in Giappone, paese che amò ricambiato. Nel 1979 pubblicò “La storia infinita (Die Unendliche Geschichte)”, libro ricco di spunti fantastici - tra i più letti del Novecento tedesco - che narra le straordinarie avventure del giovanissimo e goffo studente Bastiano (per il quale s’ispirò all’intimo amico Willie, morto nel 1937), il quale viene coinvolto nelle storie di un testo che legge di nascosto nella soffitta della scuola. Il complicato romanzo è diviso in 26 capitoli (tanti quante sono le lettere dell’alfabeto tedesco) ed è scritto in due colori che distinguono le parti ambientate nel mondo degli uomini (in rosso) da quelle ambientate nel Regno di Fantàsia (in verde). Il grandioso romanzo ricevette molti premi e lo impose in tutto il mondo all’attenzione del pubblico e della critica; nello stesso periodo, però, Ende attraversò un periodo di crisi fisico-psichica. In seguito fu amaramente deluso dall’uscita della rimaneggiata versione cinematografica di Wolfgang Petersen (1984), che l’autore visse come «un tradimento a livello umano e artistico»: tentò inutilmente di bloccarne la proiezione e di eliminare il suo nome dai titoli di testa. Del 1983 è la raccolta di una serie di racconti onirici ispirati ai quadri del padre Edgar, intitolata “Lo specchio nello specchio (Der Spiegel im Spiegel)”, alla quale lavorò per quasi dieci anni. Dopo la morte della moglie avvenuta per un cancro al polmone nel 1985, Michael Ende ritornò in Germania, e dal 1989 più volte visitò il Giappone ove aveva incontrato la seconda moglie Sato Mariko e ove era divenuto un vero fenomeno di culto grazie a lunghi cicli di conferenze, a presentazioni di libri e a programmi televisivi. Nel 1992 - periodo in cui cominciarono a manifestarsi i primi sintomi di una grave malattia - pubblicò “La prigione della libertà (Das Gefägnis der Freiheit)”, magistrale raccolta di racconti, nella quale - in una premonizione di morte - dominano un conflitto angoscioso tra realtà e irreale (tra sogno e vita) e un progressivo distacco dalle cose e dalle passioni, in un desiderio di Nirvana. Nel 1994 gli fu diagnosticato un cancro gastrico che lo portò alla morte a Stoccarda il 28 agosto del 1995 (aveva 65 anni). Michael Ende resterà nella storia della letteratura per la sua fiducia nel potere creativo della fantasia (il regno de “La storia infinita” si chiama appunto Fantàsia), che può dar vita a migliaia di vite e di storie possibili; fantasia considerata sia salvezza da un mondo arido e deludente sia fuga dalla vita ma anche ossessione spasmodica e sogno senza fine.

di Silvia Iannello (Fonte Zam.it)[/spoiler]

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