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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XIII

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Donna Clotilde e il Criceto di Robertino

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

Nu sùricia!!” corre urlando per casa Rosina Cannistrà, la mia domestica, “Nu sùricia donna Clotì…c’è nu sùricia ‘ntà casa!!!
La blocco allarmata.
"Che c’è Rosina?” le chiedo “Calmatevi…calmatevi…per carità!!”
Ntà casa c’è nu sùricia signò!” insiste estremamente agitata.
Dove?” chiedo preoccupata.
Veniti…veniti…” e mi fa strada strascicando le vecchie ciabatte grigie. La seguo preceduta dal suo grosso e traballante sedere. 
Si ferma davanti la mia libreria. 
Donna Clotì…guardàti ‘ntèrra…” e mi mostra piccoli bastoncini neri, sparsi qua e là sul pavimento”…I vidìti?...i vidìti? chìsti sùnnu de nu sùricia, signò! Vu dìcu èu!!
Guardo in terra e mi tranquillizzo: sono le feci del piccolo criceto che, stamattina, mio nipote Roberto, di appena quattro anni, mi ha lasciato a pensione.
Quando sono andata ad aprire la porta e me lo sono visto davanti. Che tenerezza…si intravedeva appena, così piccino, dietro quella gabbietta che teneva tra le braccia. Dietro di lui, la sorellina Susi, l’ha aiutato a suonare il campanello. 
Ciao zzia Cotidde!” ha esordito porgendomi la gabbietta “Mi tieni il ciceto che io debbo andare al mare e in abbeggo no si pò tenere?
Non ho proprio saputo dirgli di no.
Ho preso la gabbietta e ho guardato dentro tentando di vedere l’animaletto.
Ma dov’è?” Ho chiesto.
"Domme zzia Cotidde! No lo devi distubbare!"
Stai tranquillo!” ma non ho fatto a tempo a rassicurarlo che Susi mi ha messo in mano un sacchetto di carta tenuta all’estremità da una molletta di plastica blu, poi, spicciativa, me ne spiega il contenuto “Zzìì…questo è il mangiare!

Intanto rassicuro Rosina: “Ma no! si calmi! Questi sono gli escrementi del criceto!” 
Esche..cchìì?
Escrementi! Rosina!” poi penso che sia più opportuno, anche se poco fine, tradurre il sostantivo rendendolo a lei…, diciamo, più comprensibile. “Le cacche! Rosina, le cacche del criceto di mio nipote!
De cchì?
Di Birillo, Rosina, il criceto di mio nipote!
U…cichètu?
Cri-ce-to Rosina, cri-ce-to!” le scandisco.
E cchì animala èsta donna Clotì?” chiede incuriosita.
A questo punto prendo la gabbietta che ho deposto sullo scaffale della libreria per mostrarglielo, ma la bestiola si è ben rintanata nel suo nascondiglio: dorme ancora.
Tuffa il naso fra le sbarre cercandolo. Ma…
On vìju nènta signò!...si è ccà dìnta, s’importeddhàu bonu!” esclama.
Vedete…” cerco di spiegarle “Questi animaletti di giorno dormono
Siti sicura cchi è ccà dìnta?” e continua a cercare con lo sguardo inclinando la testa ora da un lato ora dall’altro per meglio scrutare i posti più nascosti. “Signùra mèu!!” continua “…Chì addùra bruttu c’àva s’animàla!!!
…Guardi, Rosina…” e le indico una massa d’ovatta informe, frammista a frattaglie ed escrementi della bestiola in questione “…Lì dentro!…è lì dentro!
Rosina è inorridita, ma, per dimostrarle che non ha nulla da temere, malgrado le calde raccomandazioni  che mi ha fatto Robertino di non svegliarlo, do qualche colpetto alla gabbia sperando che Birillo si svegli e faccia capolino. Ma niente. 
Riprovo. Di nuovo niente. 
Esamino la gabbietta…il  suo sportellino e appena accostato.
Oh mio Dio!...” urlo “Il criceto è scappato!
Vu dìssi èu ca cà ‘on c’era nènta!” mi rimprovera ed, entrambe, istintivamente, ci guardiamo attorno sperando di scorgerlo.“Signò!” mi chiama poi Rosina a bassa voce, come per non farsi sentire dal criceto  “Signò! L’avìmu e trovàra, cà sinnò fìgghia…e si fìgghia!!!…n’on vù cacciàti cchiù!” sentenzia e va decisa verso la cucina con l’intento di prendere la scopa come si farebbe per cacciare un comunissimo topo.
Ma…Rosina!” cerco di farla ragionare  “…Come può far figli se è solo!!
Lei si gira e…
Sapiti cchì vi dicu?” risponde decisa “Eu ‘on ‘u vidètti, donna Clotì, ma, cichètu o chicètu, comu ‘u chiamati vui, ppè mmìa, chìsti ‘ntèrra, sùnnu càcchi ‘e sùricia e si vi dìcu cchì fìgghia…fìgghia!” e dopo aver così esordito, si rigira col suo sedere colmo d’adipe e, combattiva, si dirige spedita verso la cucina.
Nel mentre squilla il telefono. "Proprio adesso!" Mi lamento "Che scocciatura!" e vado a rispondere.
Pronto!

Robertino!!! Tesoro!!! Come mai questa telefonata?
Proprio adesso! Non ci voleva proprio!!

Birillo? Sta benissimo…è nella sua gabbietta che dorme!” mento spudoratamente mentre vedo passarmi davanti Rosina, estremamente agguerrita con la scopa in mano.
Ma non sei partito per il mare?
” C’è stato un contrattempo...
Stai venendo a prenderlo?
Mio Dio! sono in un bel guaio! 
Chiudo il telefono e corro dietro a Rosina che non sembra proprio aver buone intenzioni.
Rosina!...Rosina!” la chiamo correndo verso la stanza del misfatto. La trovo sul punto di scandagliare, con poca delicatezza, sotto i mobili, molto contrariata.
Signò…vù dìssi…st’animala còmu ‘u chiamati ‘u chiamati, sempa nu sùricia è!...I cacchì ‘ntèrra chìddhi sùnnu!!” poi alzando gli occhi al cielo “Sàcciu comu ‘a soru vòsthra ‘nciù fa tenìra a lù picciulìddhu?
Rosina!” cerco di convincerla “Il bambino è molto affezionato alla bestiola e…sta venendo a prenderla! bisogna assolutamente trovarla!!”
…E còmu volìti fàra?” domanda.
Se chiamassimo don Vincenzino! Col suo motocarro verrebbe in un attimo e…sei occhi sono meglio di quattro!” le propongo.
U marìtu meu!?” si meraviglia lei “Ma davèru u dicìti donna Clotì?! Chìddhu ‘on àva gulìa mà fà nènta!...A st’ùra è assettàtu a li giardinètti assèma a chidd’àthri strascinafacènti dell’amici sòi: don Mimì e don Ignazzu…u cummendatùra!!” e ruota la mano a mezz’aria come per dire: “U grand’òmu!!!
Mi ha convinta.
Ma bisogna far presto! Mettiamoci a lavoro!” la incito anche se spero caldamente di trovarlo prima io: l’esito, altrimenti, credo che potrebbe essere fatale per il povero Birillo. 
Ad un certo punto mi pare di sentire da qualche parte un grattare, un crepitare, un rosicchiare, seguo il rumore e mi trovo in anticamera. Ecco, mi dico, è sicuramente dietro i quadri accatastati sulla parete dell’entrata.
Li scosto piano dal muro e…come una furia Birillo mi passa tra le gambe in direzione salotto.
"Rosina..!” urlo con molta poca classe e…poca prudenza “L’ho trovato…l’ho trovato!...in salotto …va verso il salotto…!
Mi giro, Rosina ha afferrato nuovamente la sua scopa ed è pronta all’attacco. 
Signò ‘u pìgghiu eu!” urla dirigendosi verso il luogo indicato.
Mi sono fatta prendere dal panico, Rosina è a piede libero dietro il criceto….in questo momento tifo decisamente per Birillo e mi precipito in salotto rifiutandomi di pensare ad un suo più che probabile trapasso.
Non fategli del male!” le urlo dietro.
Appena entro nel salotto vedo emerge distintamente il suo enorme sedere: è curva in avanti nel disperato tentativo di sbirciare sotto il divano: le sue gambe sono aperte, davanti, la sua ricca gonna pende abbondantemente in terra, mentre, dietro, lascia intravedere le sue gambe adipose: gli elastici  reggono le sue calze compatte appena sotto il ginocchio stringendo in una morsa i suoi polpacci molli.
Improvvisamente si drizza trionfante.
U’ pigghjàvi signò!...ù pigghjàvi!” ed esultante si gira tenendo stretto l’animale in una mano.
Non fategli del male!” la supplico.
On v’appricàti signò, cà chìsti ‘ncinda vò mà mòranu!!” mi tranquillizza.
Mi preoccupo invece e immagino già Birillo malconcio e sanguinante nelle mani di Robertino, in lacrime.
Rosina, mi calmerò solo quando lo vedrò incolume nella sua gabbietta!” le urlo.
Sento squillare il citofono. 
E’ Robertino. 
Facciamo appena a tempo a infilarlo dentro la gabbietta.
Tiro un sospiro di sollievo e vado ad aprirgli la porta con la gabbietta in mano.
E’ lui, Robertino e, dietro, c’è Susi.
Ciao zzia, è ttato bavo Birillo?” mi chiede guardando l’animaletto, che, reduce dalla brutta esperienza, va agitandosi nella gabbia.
Buonissimo!” mento “…Non mi ha dato nessun fastidio!”
Che strano!” interviene la sorella.
Perché?” chiedo incuriosita.
Sai, avevamo dimenticato di dirti di mettere un peso sullo sportellino che sta sopra la gabbietta perché Birillo scappa sempre!!


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano.



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]“Un topo!!” corre urlando per casa Rosina Cannistrà, la mia domestica, “Un topo donna Clotì…c’è un topo in casa!!!
La blocco allarmata.
Che c’è Rosina?” le chiedo “Calmatevi…calmatevi…per carità!!
In casa c’è un topo, signora!” insiste estremamente agitata.
Dove?” chiedo preoccupata.
Venite…venite…”  e mi fa strada strascicando le vecchie ciabatte grigie, la seguo preceduta dal suo grosso e traballante sedere. 
Si ferma davanti la mia libreria.
Donna Clotì…guardate a terra…” e mi mostra piccoli bastoncini neri, sparsi qua e là sul pavimento “…Li vedete?...li vedete? Questi sono di un topo, signora! Ve lo dico io!!
Guardo in terra e mi tranquillizzo: sono le feci del piccolo criceto che, stamattina, mio nipote Roberto, di appena quattro anni, mi ha lasciato a pensione.
Quando sono andata ad aprire la porta e me lo sono visto davanti. Che tenerezza…si intravedeva appena, così piccino, dietro quella gabbietta che teneva tra le braccia. Dietro di lui, la sorellina Susi, l’ha aiutato a suonare il campanello. 
Ciao zzia Cotidde!” ha esordito porgendomi la gabbietta “Mi tieni il ciceto che io debbo andare al mare e in abbeggo no si pò tenere?
Non ho proprio saputo dirgli di no.
Ho preso la gabbietta e ho guardato dentro tentando di vedere l’animaletto.
Ma dov’è?” ho chiesto.
"Domme zzia Cotidde! No lo devi distubbare!"
Stai tranquillo!” ma non ho fatto a tempo a rassicurarlo che Susi mi ha messo in mano un sacchetto di carta tenuta all’estremità da una molletta di plastica blu, poi, spicciativa, me ne spiega il contenuto “Zzìì…questo è il mangiare!

Intanto rassicuro Rosina: “Ma no! si calmi! Questi sono gli escrementi del criceto!” 
Esche..che?
Escrementi! Rosina!” poi penso che sia più opportuno, anche se poco fine, tradurre il sostantivo rendendolo a lei…, diciamo, più comprensibile. “Le cacche! Rosina, le cacche del criceto di mio nipote!
Di chi?
Di Birillo, Rosina, il criceto di mio nipote!
Il…cichèto?
Cri-ce-to Rosina, cri-ce-to!”  le scandisco.
E che animale è donna Clotì?” chiede incuriosita.
A questo punto prendo la gabbietta che ho deposto sullo scaffale della libreria per mostrarglielo, ma la bestiola si è ben rintanata nel suo nascondiglio: dorme ancora.
Tuffa il naso fra le sbarre cercandolo. Ma…
Non vedo niente, signora!...Se è qua dentro, si è nascosto bene!” esclama.
Vedete…” cerco di spiegarle “Questi animaletti di giorno dormono
Siete sicura che è qua dentro?” e continua a cercare con lo sguardo inclinando la testa ora da un lato ora dall’altro per meglio scrutare i posti più nascosti. “Signore mio!!” continua “...Che odore cattivo ha questo animale!!!
…Guardi, Rosina…” e le indico una massa d’ovatta informe, frammista a frattaglie ed escrementi della bestiola in questione “…Lì dentro!…E' lì dentro!
Rosina è inorridita, ma, per dimostrarle che non ha nulla da temere, malgrado le calde raccomandazioni che mi ha fatto Robertino di non svegliarlo, do qualche colpetto alla gabbia sperando che Birillo si svegli e faccia capolino. Ma niente. 
Riprovo. Di nuovo niente. 
Esamino la gabbietta…il  suo sportellino è appena accostato.
Oh mio Dio!” urlo “Il criceto è scappato!
Ve l’ho detto che non c’era niente!” mi rimprovera ed, entrambe,  istintivamente, ci guardiamo attorno sperando di scorgerlo.
Signò!” mi chiama poi Rosina a bassa voce, come per non farsi sentire dal criceto  “Signò! Lo dobbiamo trovare altrimenti fa i figli…e se fa i figli!!!...Non ve lo cacciate più!” sentenzia e va decisa verso la cucina con l’intento di prendere la scopa come si farebbe per cacciare un comunissimo topo.
Ma…Rosina!” cerco di farla ragionare  “…Come può far figli se è solo!!
Lei si gira e…
Sapete cosa vi dico?” risponde decisa “Io non l’ho visto, ma come si chiama si chiama, donna Clotilde, per me, queste, per terra, sono cacche di topo e, se vi dico, che fa i figli…fa i figli!!” e dopo aver così esordito, si rigira col suo sedere colmo d’adipe e, combattiva, si dirige spedita verso la cucina.
Nel mentre squilla il telefono. "Proprio adesso!" Mi lamento "Che scocciatura!" e vado a rispondere.
Pronto!

Robertino!!! Tesoro!!! Come mai questa telefonata?
Proprio adesso! Non ci voleva proprio!!

Birillo? Sta benissimo…è nella sua gabbietta che dorme!” mento spudoratamente mentre vedo passarmi davanti Rosina, estremamente agguerrita con la scopa in mano.
Ma non sei partito per il mare?
” c’è stato un contrattempo...
Stai venendo a prenderlo?
Mio Dio! sono in un bel guaio! 
Chiudo il telefono e corro dietro a Rosina che non sembra proprio aver buone intenzioni.
Rosina!...Rosina!” la chiamo correndo verso la stanza del misfatto. La trovo sul punto di scandagliare, con poca delicatezza, sotto i mobili, molto contrariata.
Signò…ve l’ho detto…quest’animale, come lo chiamate lo chiamate, sempre topo è!...Le cacche a terra del topo sono!!” poi alzando gli occhi al cielo “Non so come vostra sorella glielo fa tenere a questo bambino!
Rosina!” cerco di convincerla “Il bambino è molto affezionato alla bestiola e…sta venendo a prenderla! bisogna assolutamente trovarla!!
…E come volete fare?” domanda.
Se chiamassimo don Vincenzino! Col suo motocarro verrebbe in un attimo e…sei occhi sono meglio di quattro!” le propongo.
Mio marito!?” si meraviglia lei “Ma lo dite davvero, donna Clotilde?! Quello non ha voglia di fare niente!...A quest’ora è seduto ai giardinetti assieme a quegli altri fannulloni dei suoi amici: don Mimì e don Ignazio…il commendatore!” e ruota la mano a mezz’aria come per dire: il grand’uomo!!!
Mi ha convinta.
Ma bisogna far presto! mettiamoci a lavoro!” la incito anche se spero caldamente di trovarlo prima io: l’esito, altrimenti, credo che potrebbe essere fatale per il povero Birillo. 
Ad un certo punto mi pare di sentire da qualche parte un grattare, un crepitare, un rosicchiare, seguo il rumore e mi trovo in anticamera. Ecco, mi dico, è sicuramente dietro i quadri accatastati sulla parete dell’entrata.
Li scosto piano dal muro e…come una furia Birillo mi passa tra le gambe in direzione salotto.
"Rosina..!” urlo con molta poca classe e…poca prudenza “L’ho trovato…l’ho trovato!...in salotto …va verso il salotto…!
Mi giro, Rosina ha afferrato nuovamente la sua scopa ed è pronta all’attacco. 
Signò lo prendo io!” urla dirigendosi verso il luogo indicato.
Mi sono fatta prendere dal panico, Rosina è a piede libero dietro il criceto….in questo momento tifo decisamente per Birillo e mi precipito in salotto rifiutandomi di pensare ad un suo più che probabile trapasso.
Non fategli del male!” le urlo dietro.
Appena entro nel salotto vedo emerge distintamente il suo enorme sedere: è curva in avanti nel disperato tentativo di sbirciare sotto il divano: le sue gambe sono aperte, davanti, la sua ricca gonna pende abbondantemente in terra, mentre, dietro, lascia intravedere le sue gambe adipose: gli elastici  reggono le sue calze compatte appena sotto il ginocchio stringendo in una morsa i suoi polpacci molli.
Improvvisamente si drizza trionfante.
L’ho preso, signò!...l’ho preso!” ed esultante si gira tenendo stretto l’animale in una mano.
Non fategli del male!” la supplico.
Non vi preoccupate, signora, che non muoiono facilmente questi!!” mi tranquillizza.
Mi preoccupo invece e immagino già Birillo malconcio e sanguinante nelle mani di Robertino, in lacrime.
Rosina, mi calmerò solo quando lo vedrò incolume nella sua gabbietta!” le urlo.
Sento squillare il citofono. 
E’ Robertino. 
Facciamo appena a tempo a infilarlo dentro la gabbietta.
Tiro un sospiro di sollievo e vado ad aprirgli la porta con la gabbietta in mano.
E’ lui, Robertino e, dietro, c’è Susi.
Ciao zzia, è ttato bavo Birillo?” mi chiede guardando l’animaletto, che, reduce dalla brutta esperienza, va agitandosi nella gabbia.
Buonissimo!” mento “…Non mi ha dato nessun fastidio!”
Che strano!” interviene la sorella.
Perché?” chiedo incuriosita.
Sai, avevamo dimenticato di dirti di mettere un peso sullo sportellino che sta sopra la gabbietta perché Birillo scappa sempre!!”[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

 

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