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Donna Clotilde Racconta - Capitolo XII

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Totò Crielli

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

Cchì faciti donn’Ignà?” chiede don Mimì all’amico che, seduto accanto a lui, gira improvvisamente il viso dall’altra parte.
’On viditi cù sta passandu?!” risponde senza guardare l’amico.
Cui…? Cui…?” si guarda intorno don Mimì.
Totò Critelli…don Mimì ‘on vi faciti vidira cà cu sapa cchi ni po’ succedira!!!” aggiunge don Vincenzino.
Chiddu…occhiu esta occhiu ‘e pitusu*!!! Mammaaaa…! Donn’Ignà…aviti ragiuna!! Mò sta passandu propriu ccà davanti!!!” conferma don Mimì.
Votativi…votativi…! Cà si nì vida…simu futtuti!” Li ammonisce don Ignazio voltando il più possibile le spalle al nemico.
Ma, mentre don Vincenzino ha già provveduto al da farsi, don Mimì, di discutibile intelligenza, tardivamente segue il prudente consiglio e, non fa a tempo a girare la testa, che il nostro uomo, rigorosamente vestito di nero, con un paio di occhiali da sole, malgrado che la giornata  non sia delle migliori, ormai ha individuato i nostri tre vecchietti  e, con passo svelto, si avvicina alla loro panchina chiamandoli per nome: “Don Mimì!...con Ignazzu!!...don Vicenzinu!!...comu staciti?
I nostri tre amici, a questo punto, sono costretti a voltarsi e, non potendo, per questioni di decenza, far scongiuri secondo le dovute regole, si limitano a nascondere le corna dietro la schiena.
Carissimu Totòò! ‘on v’avia vidutu!!” si giustifica don Ignazio fingendo meraviglia “…comu mai ‘e si parti?” chiede.
Eh!..comu mai ‘e si parti?” gli fanno eco all’unisono gli altri due amici.
Sapeeeravu cchì mi succedìuu!!” comincia a lamentarsi Totò.
Cchi?
...cchì?
…cchì?” chiedono i nostri tre amici intensificando gli scongiuri.
L’atru jiòrnu mi moriu pàtrimma…” esordisce sconsolato.
Don Bitalianu?” chiede don Mimì.
’U videtti l’atru jòrnu!” si meraviglia don Vincenzino “…stacia tantu beellu!!
Lassatimi jìra!!” e Totò scuote la testa sconsolato “cà…’on si ruppìu ‘u femora!?
Pover’omu!!” si impietosisce don Vincenzino.
Stitta ‘on sacciu quanti jiòrni a lu ‘spitala!! Poi..’nci vinna ‘a purmonite…!
I tre si lanciano un’occhiata d’intesa.
Mù portavi a la casa c’avia già morùtu!!!...a la mugghièra mia, comu ‘u videtta, ‘ncì pigghjau n’infartu ed eppi mà tornu natra vota a lu ‘spitala!!” 
…e mò…comu si senta?” chiede don Ignazio.
Iddha?...sta bbona!!ma…sapèèravuuu!!
Cchì avimu ‘e sapira?” Chiede don Ignazio visibilmente scocciato.
’U cana meu…’nci pigghjiàu ‘a cacaredda!!! ‘on vi dicu cchi ni sta facendu ‘ntà casa nostra!!! Stacia jèndu proprio a la farmacia ‘ma pigghju nà medicina cchì m’ordinau ‘u veterinariu!!
E’ megghju ‘ma jàti!!...’on vi volimu fara perdira tempu don ‘ntò!!” cerca di accomiatarlo don Ignazio “avissi ‘ma ‘u cana vostru vi ‘ndà fa ‘ncun’atra!!!
Aviti ragiuna donn’Ignà!! È megghju mà m’inda vaju!” saluta e si allontana con grande sollievo dei nostri tre vecchietti.
Fussera megghju ‘ma mi fumu ‘na sicaretta…ppè ‘u scampatu periculu!” cerca di consolarsi don Ignazio e, infilando la mano nelle tasche della sua giacchetta, estrae sigarette e accendino, ma, quest’ultimo, non sembra volerne sapere di fare il proprio dovere.
Don Ignà…” sentenzia don Mimì “chistu è ‘u primu signu  dè Totò Critelli!
E’ ‘o veru!!” gli fa eco don Vincenzino.
Cchì staciti dicendu!?” li scoraggia don Ignazio e ferma un passante mostrando la sigaretta spenta tra l’indice e il medio “… scusati! Avèravu nu pocu ‘e focu?
Don Ignazzu!!! – il passante sembra riconoscerlo - …sugnu Carmine… ‘u figghju ‘e Gennarinu…ppè vui chistu ‘e atru!!” don Ignazio lo riconosce e, tra un – comu criscisti - e – ti facisti n’omu - e – comu stà pàtritta -, aspetta impaziente che il ragazzo, frugandosi nelle tasche dei pantaloni, tiri fuori qualunque cosa che gli permetta di accendere la sua sigaretta .
Ma…“don Ignà…” si scusa il ragazzo “‘on sacciu comu, ma ‘on mi trovu cchiù l’accendinu meu…me l’avia regalatu ‘a guagliùna mia!!! Voliti vidira cchì me l’arrobbàru?” esordisce costernato e, scusandosi, saluta e si allontana.
Sentiti…” don Ignazio molto contrariato si rivolge ai due amici “è megghju ‘ma n’inda jàmu!” e si alza dalla panchina invitando gli amici a fare altrettanto e “…meno mala cà a vvui Totò Critelli ‘on vi ficia nenta!
Jàmu!” lo asseconda don Vincenzino.
Si! Jamu…jamu!!” Gli fa eco don Mimì alzandosi anche lui dalla panchina,  ma uno strano e sinistro rumore accompagna il movimento.
Cchì fu, don Mimì…aviti puru vui ‘i stessi problemi dò cana de Totò Critelli?” esordisce don Ignazio.
No! No!” risponde timidamente il vecchietto portando repentinamente una mano al sedere “…nu chiovu mi sciancàu ‘u cazuna d’arrètu!!!

* iettatore


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano.



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]“Che state facendo don Ignazio?” chiede don Mimì all’amico che, seduto accanto a lui, gira improvvisamente il viso dall’altra parte.
Non vedete chi sta passando?” risponde senza guardare l’amico.
Chi…? Chi…?” si guarda intorno don Mimì.
Totò Critelli…don Mimì non vi fate vedere che chissà cosa ci può succedere!!!” aggiunge don Vincenzino.
Quello…quello è un iettatore!! Mamma…! Donn Ignazio…avete ragione! Adesso sta passando proprio davanti a noi!” conferma don Mimì.
Voltatevi…voltatevi…! Che se ci vede…siamo fregati!” Li ammonisce don Ignazio voltando il più possibile le spalle al nemico.
Ma, mentre don Vincenzino ha già provveduto al da farsi, don Mimì, di discutibile intelligenza, tardivamente segue il prudente consiglio e, non fa a tempo a girare la testa, che il nostro uomo, rigorosamente vestito di nero, con un paio di occhiali da sole, malgrado che la giornata  non sia delle migliori, ormai ha individuato i nostri tre vecchietti  e, con passo svelto, si avvicina alla loro panchina chiamandoli per nome: “Don Mimì!...con Ignazio!...don Vicenzino!!...come state?
I nostri tre amici, a questo punto, sono costretti a voltarsi e, non potendo, per questioni di decenza, far scongiuri secondo le dovute regole, si limitano a nascondere le corna dietro la schiena.
Carissimo Totòò! Non vi vevo visto!!” si giustifica don Ignazio fingendo meraviglia “…come mai da queste parti?” chiede.
Eh!..come mai da queste parti?” gli fanno eco all’unisono gli altri due amici.
Sapeestee cosa mmi è successo!!” comincia a lamentarsi Totò.
Cosa?
...cosa?
…cosa?” chiedono i nostri tre amici intensificando gli scongiuri.
L’altro giorno è morto mio padre…” esordisce sconsolato.
Don Vitaliano?” chiede don Mimì.
L’ho visto l’altro giorno!” si meraviglia don Vincenzino “…stava benissimo!!
Lasciatemi stare!!” e Totò scuote la testa sconsolato “perché…si è rotto il femore!?” 
Pover’uomo!!” si impietosisce don Vincenzino.
E’ stato non so quanti giorni in ospedale!! Poi…gli è venuta la polmonite…!” 
I tre si lanciano un’occhiata d’intesa.
Quando è arrivato a casa era già morto!!!...a mia moglie, quando l’ha visto, le è venuto un infarto e sono dovuto tornare in ospedale!!
…e adesso…come si sente?” chiede don Ignazio.
lei?...sta bene!! Ma…sapeeeste!!” 
Cosa dobbiamo sapere?” Chiede don Ignazio visibilmente scocciato.
Il mio cane…gli è preso la cacarella!!! Non vi dico come sta combinando casa nostra!!! Stavo appunto andando in farmacia a comperare una medicina che mi ha ordinato il veterinario!!” 
E’ meglio che voi andiate!...non vi vogliamo far perdere tempo!!” cerca di accomiatarlo don Ignazio “dovesse il vostro cane fa qualche altro danno!!” 
Avete ragione don Ignazio!! È meglio che me ne vada!” saluta e si allontana con grande sollievo dei nostri tre vecchietti.
E’meglio che mi fumi una sigaretta…per lo scampato pericolo!” cerca di consolarsi don Ignazio e, infilando la mano nelle tasche della sua giacchetta, estrae sigarette e accendino, ma, quest’ultimo, non sembra volerne sapere di fare il proprio dovere.
Don Ignazio…” sentenzia don Mimì “questo è un primo segno del potere di Totò Critelli!
E’ vero!!” gli fa eco don Vincenzino.
Cosa state dicendo!?” li scoraggia don Ignazio e ferma un passante mostrando la sigaretta spenta tra l’indice e il medio “… scusate! Avete un po’ di fuoco?” 
Don Ignazio!!!” il passante sembra riconoscerlo “…sono Carmine…il figlio di gennarino…per coi questo e altro!!” don Ignazio lo riconosce e, tra un –come state- e – ti  sei fatto un uomo - e – come sta tuo padre - aspetta impaziente che il ragazzo, frugandosi nelle tasche dei pantaloni, tiri fuori qualunque cosa che gli permetta di accendere la sua sigaretta .
Ma… “don Ignazio…” si scusa il ragazzo “non so come mai, ma non trovo più il mio accendino…me l’aveva regalato la mia ragazza!! Volete vedere che me l’hanno rubato?” esordisce costernato e, scusandosi, saluta e si allontana.
Sentite…” don Ignazio molto contrariato si rivolge ai due amici “è meglio che ce  ne andiamo!” e si alza dalla panchina invitando gli amici a fare altrettanto e “…meno male che a voi Totò Critelli non vi ha fatto niente!
Andiamo!” lo asseconda don Vincenzino.
Si! Andiamo…andiamo!!” Gli fa eco don Mimì alzandosi anche lui dalla panchina,  ma uno strano e sinistro rumore accompagna il movimento.
Che v’è successo don Mimì…avite pure voi gli stessi problemi di Totò Critelli?” esordisce don Ignazio.
No! No!” risponde timidamente il vecchietto portando repentinamente una mano al sedere “…un chiodo mi ha strappato il pantalone di dietro!!!” 

* iettatore[/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

 

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