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La Morte di Superman

 

La morte nei fumetti, ormai, non fa più paura. Peggio ancora, non stupisce più. Un po' perché i lettori ormai sono smaliziati, e quindi sanno che, se si tratta di un personaggio di spicco, presto o tardi verrà fatto ritornare o resuscitare in qualche modo. E un  po' perché, grazie anche ai fumetti di cui abbiamo già parlato in queste pagine, è stato da tempo oltrepassato un certo confine, che ci porta a fare i conti con la mortalità dei supereroi.

Negli ultimi anni in casa Marvel sono morti Iron Man, Thor, la Cosa, Capitan America, Occhio di Falco,  Spider Man, citando solo alcuni. Tutti tornati alla base.

  

Il problema è che si è perso quel senso di sorpresa assoluta, che si poteva magari avere un tempo. A fare scalpore, nei primi anni '90, fu la morte di Superman. Sono passati quasi 20 anni da quel giorno, quando il mondo si fermò per la ferale notizia. E non scherzo, ogni notiziario ne parlava, pareva fosse morto qualcuno in carne e ossa. Sono state organizzate persino veglie funebri!

 

A ben pensarci, non c'è da stupirsi poi tantissimo. Era la prima volta che un pezzo da novanta moriva in battaglia. Si, anche Capitan Marvel, in una memorabile saga di Jim Starlin, era morto, ma di cancro. Vedere il proprio mito ucciso in un combattimento da un pazzo psicopatico, era tutta un'altra cosa. 
Non dimentichiamo poi che stiamo parlando di Superman, l'eroe con la S maiuscola. Nato nel 1938 dalla fantasia di Jerry Siegel e Joe Shuster, personaggio di punta della DC Comics, Superman rappresenta da sempre l'immagine dell'eroe pulito, buono, integerrimo, con tanti di quei poteri da risultare invincibile. L'uomo d'acciaio, per l'appunto. 

  

Ma anche l'acciaio si può spezzare, come ci ha mostrato, nel 1992, Dan Jurgens, ovvero colui che ha orchestrato l'intera saga. Se vogliamo, la trama è piuttosto semplice, nella sua tragicità. 
Un essere chiamato Doomsday evade dalla sua prigione, e da qui incomincia una devastazione crudele e insensata, che vede morire chiunque si trovi sulla sua strada. Ben presto Superman, aiutato da altri eroi, si ritrova impegnato in una lotta all'ultimo sangue con questo mostro. 
La battaglia va per le lunghe, fin quando i due non si accasciano a terra, morti entrambi in un ultimo, fatale e simultaneo colpo

  

Ok, detto così sembra banale, ma non lo è. A colpire è  la disperazione negli occhi di Kal- El, quando capisce che, per una volta, tutti i suoi poteri potrebbero non bastare. Va avanti quasi solo con la forza di volontà, finché non capisce che non ha che una soluzione davanti. Uccidere Doomsday.
Vero, non poteva fare altrimenti. Ma questo stupì il pubblico almeno quanto la morte dello stesso Superman. L'eterno boyscout che prende una decisione tanto estrema, traccia una linea di demarcazione netta. Ora gli eroi hanno licenza di uccidere.

 

Qui non si tratta di mondi alternativi, di maxiserie specifiche come Watchmen, o di vigilantes come Punisher. Parliamo di Superman, della sua serie regolare, e il tutto ha anche il sapore di una provocazione. Come dire ai concorrenti: noi abbiamo ucciso il nostro simbolo, provate adesso a fare di meglio!
Milioni di lettori in tutto il mondo stati colti totalmente alla sprovvista. Nessuno avrebbe immaginato di vedere una scena come quella di Lois Lane in lacrime sul corpo senza vita di Superman/Clark Kent

   

Ovviamente, dopo alcune saghe di raccordo, che hanno introdotto diversi emuli dell'uomo d'acciaio, lo status quo è stato ripristinato, e non poteva essere altrimenti. La DC non poteva privarsi davvero del suo simbolo, sarebbe stato un clamoroso autogol! L'obiettivo comunque era stato raggiunto, rilanciare una serie che, ammettiamolo, in certi periodi aveva poco da dire. Se un personaggio vola, abbatte montagne, ha il super udito, la super vista, i raggi calorifici, è scontato che vinca sempre.

 

Si, c'è la kryptonite, ma insomma, è un po' poco. Se alla fine torna a casa con il ciuffo in ordine e senza sudare, dov'è il pathos? Io infatti ho sempre preferito personaggi come Batman, Devil, Spiderman, che le danno ma spesso le prendono. La stessa Marvel ha da qualche anno il suo superman, Sentry. Però, per evitare che diventasse un jolly da utilizzare in ogni circostanza, il povero Sentry/Bob Reynolds è schizofrenico!

 

La saga della morte mi ha fatto apprezzare Superman di più, e credo che in molti l'abbiano pensata così, per primi i vertici DC. E poi, cosa non trascurabile, l'albo della morte ha venduto sei milioni di copie solo in America! Senza contare le numerosissime ristampe, sempre ad alta tiratura. Ma anche videogiochi, libri, programmi radiofonici, film di animazione, una vera miniera d'oro insomma.

 

Certo, qualcuno potrebbe dire che è stato tutto un imbroglio, che alla fine non è cambiato niente. Secondo la versione della DC, Superman in quella battaglia è realmente morto ma, grazie a una serie di circostanze particolari, legate al soprannaturale e alla sua fisiologia aliena, quella volta è resuscitato. 

 

Un dato di fatto è che, da quel momento, c'è stata una progressiva ecatombe, che ha coinvolto eroi e criminali di tutte le case editrici, con successivo ritorno dall'oltretomba. In alcuni casi ne sono uscite saghe interessanti, in altri si tratta di storie tirate per i capelli. Una su tutte, la morte della Cosa, recuperata poi dal paradiso, con Jack Kirby nelle vesti di dio. Io l'ho trovata di una idiozia totale, con degli escamotage da meta-fumetto che mal si adattano a una serie rigorosamente fantascientifica come quella dei Fantastici Quattro

In conclusione, La morte di Superman è una di quelle storie che ha segnato un'epoca, generando un impatto mediatico all'epoca senza precedenti, per un fumetto. Magari non ha un intreccio degno di alcune trame odierne, però il coinvolgimento emotivo è assicurato. 


Anche per questa volta è tutto, alla prossima! Immagine


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