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Donna Clotilde Racconta - Capitolo VIII

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I Vespasiani

Testo Originale (con dialoghi in Dialetto Calabrese)

Don Vicenzì, duva ghiàti? - chiede don Mimì all’amico che accenna ad alzarsi dalla panchina dei giardinetti di Corso Mazzini.
…cchì mu diciti a fara?...haju ‘e ghjra a lu cessu!
Passau già menzz’ura?? -  si meraviglia don Ignazio.
…e ppecchì? - chiede don Vincenzino.
Cchì mu diciti a fara!!! Cchiù ‘e tantu ‘on potiti stara senza mà ‘nci ghjati! siti fortunatu vui cchi aviti ‘a casa ccà, vicinu a lu Munta!
Don Ignà, puru eu staju ccà vicinu… - interviene don Mimì - …a la scinduta do mercatu! - e, con la mano, indica il vicoletto che va a scendere, a sinistra, dietro le spalle di don Ignazio – quandu vuliti favorira!!... tra de nui…!
Ni vidimu doppu! - intanto, spinto dalla necessità, don Vincenzo si affretta ad accomiatarsi. 
Silenzio.
Duv’eranu nà vota sì problemi?! - comincia a sentenziare don Mimì.
Quali problemi?
Do cessu, don Ignà, do cessu!
Ah! -  alzata di testa di don Ignazio in segno di assenso.
Na vota ‘ndera unu ogni centu metri…vu ricordati ‘u vespasianu cchì ‘nc’era a S. Giovanni? - comincia a ricordare don Mimì.
Ca comu, don Mimì…ca comu!
…e chiddu do tribunala? vu ricordati?
No… - lo contraddice don Ignazio inclinando la testa leggermente da un lato - chiddu era ‘u “diurnu”!  si scindianu i scali...vi ricordati cchì avianu nu cancedduzzu ‘e ferru niguru davanti?
Ah! Comu no!!!...eranu atri tempi! - sospira don Mimì mentre  don Ignazio, mani sul pomello lucido d’usura del bastone che tiene tra le gambe, alza languido lo sguardo al cielo.
Don Ignà…don Ignà…e chiddu cchi stacia ‘mmenzu ‘u corsu? v’ù ricordati?
No… - riflette strizzando gli occhi don Ignazio. Non lo ricorda.
Ca comu!!! Sutta a farmacia Leone…
Ah! Si… - sgrana gli occhi accompagnando – si!… mò mu ricordu… ’e na parte ‘nc’era nu fotografu…’u cessu era ‘e l’atra parte dà scalinata!-
Eh…eh…don Ignà, vu ricordati!
Don Ignazio diventa serio.
Don Mimì…mò basta!
Ppecchì? Dissi ‘ncuna cosa ‘e mala? - chiede don Mimì.
No! No! …e cchì si continuati mà  mi parrati ‘e cessi…natru pocu v’haju ‘e chiedira chiddu dà casa vostra!


Nota: Per chi non avesse familiarità con il dialetto calabrese, ecco a seguire la traduzione completa in italiano.



Testo Tradotto (con dialoghi in italiano)

[spoiler title=""]- Don Vincenzino! Dove andate? - chiede don Mimì all’amico che accenna ad alzarsi dalla panchina dei giardinetti di Corso Mazzini.
… Che me lo chiedete a fare… devo andare al gabinetto!
E’ già passata mezz’ora?? -  si meraviglia don Ignazio.
… e perché? - chiede don Vincenzino. 
- Che  me lo chiedete a fare!!! Voi non potete stare più di tanto senza andarci! Siete fortunato che abitate qui, vicino alla chiesa del Monte!
Don Ignazio, anch’io abito qua vicino… - interviene don Mimì - …alla discesa del mercato! - e, con la mano, indica il vicoletto che va a scendere, a sinistra, dietro le spalle di don Ignazio – quando volete favorire!!!...tra di noi…!
Ci vediamo dopo! -  intanto, spinto dalla necessità, don Vincenzo si affretta ad accomiatarsi. 
Silenzio.
Dove erano una volta questi problemi?! - comincia a sentenziare don Ignazio.
Quali problemi, don Ignazio?
Del gabinetto, don Mimì, del gabinetto!
Ah! -  alzata di testa di don Mimì in segno di assenso.
Una volta ce n’era uno ogni cento metri… vi ricordate il vespasiano che c’era a S. Giovanni? - comincia a ricordare don Mimì.
Me lo ricordo, don Mimì, me lo ricordo!!
- … e quello del tribunale? Ve lo ricordate?
No, don Mimì… - lo contraddice don Ignazio inclinando la testa leggermente da un lato – quello era il “diurno”! si scendevano le scale! vi ricordate che avevano un cancelletto nero davanti? -
Ah! Come no !!! ... erano altri tempi! - sospira don Mimì, mentre don Ignazio, mani sul pomello lucido d’usura del bastone che tiene tra le gambe, alza languido lo sguardo al cielo.
Don Ignazio…don Ignà…e quello che stava in mezzo al corso, ve lo ricordate?
No… - riflette strizzando gli occhi don Ignazio. Non lo ricorda.
Come no!!! Stotto la farmacia Leone!
Ah! Si… - sgrana gli occhi – si!… adesso mi ricordo… da una parte c’era un fotografo… il gabinetto era dall’altra parte della scalinata!
Eh…eh…don Ignazio, ve lo ricordate!!!
Don Ignazio diventa serio.
Don Mimì… adesso basta!
Perché? Ho detto qualcosa di male? - chiede don Mimì.
No! No! … e che se continuate a parlare di gabinetti…tra un po’ vi devo chiedere quello di casa vostra![/spoiler]

Nota: Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I personaggi e le storie narrate sono frutto della pura immaginazione dell'autrice. Si declina ogni responsabilità.

 

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