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La Maledizione del Genitore Ambizioso

Era da tempo che volevo scrivere di questo atavico problema. :sar:  Mi son detto, prima o poi questo male verrà debellato. :sparem 
E invece eccoci alle solite. :sar:  Stiamo parlando naturalmente di storie ai margini dello sport. Il tema? Genitori e figli nello sport.
Chi intraprende la pratica sportiva basandosi su spinte altrui difficilmente andrà lontano. :oops:  Con l'automotivazione invece nulla è precluso e lo confermano tante testimonianze di campioni non certo "figli d'arte". Gli psicologi parlano di motivazioni estrinseche (da fattori esterni) ed intrinseche. 

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Mi sono spesso imbattuto in letture di vari libri sociologia, pedagogia e didattica e dispense che annovero nella mia libreria. 
Contenuti di interessanti profili umani tracciati da luminari di sociologia e vari esperti in materia.
Appassionato da questi temi di estrema attualità, affiorano alla mente dei flashback di quando giocavo ed associo i volti dei genitori ai vari profili caratteriali. Il risultato? Una serie impressionante di analogie con gli stralci di libri di testo letti. :eek  
Sarebbero aneddoti grotteschi se legati a pellicole cinematografiche, più opportuno usare il termine "sconcertanti" se riportiamo alla triste realtà gli atteggiamenti degli stessi genitori tenuti nel corso di gare aventi protagonisti i loro figli. 
Narcisisti, egocentrici, pronti ad inneggiare le gesta dei prediletti e altrettanto lesti a rimarcare ogni errore dei compagni di squadra, per non parlare poi delle espressioni prive di fair play rivolte ad arbitri (spesso coetanei dei loro figli) ed avversari. :perp 
Chi spinge i figli cerca di soddisfare i propri bisogni, al posto di quelli della prole. Il "figlio campione" rappresenta il riscatto sociale di tante frustrazioni. :shock:  Il genitore che cerca visibilità sociale, attenzione e lustro attraverso lo sport dei propri rampolli, non solo è un poveraccio in senso esistenziale, ma rappresenta un ostacolo perché  non riesce a sviluppare una propria motivazione ai figli condannandoli ad essere fragili in campo sportivo e non. 

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Perchè ho deciso di trattare questo argomento? Presto detto. Assistevo ad una partita di un campionato under 13 di basket, sul risultato di 80 a 8 . La partita non aveva alcun senso e tutto procedeva in un clima di assoluta serenità. Si udiva un solo invasato che dagli spalti telecomandava il figlio. Sembrava ossessionato dal voler infliggere ai bambini un divario sempre più ampio e non si dava pace e neanche applaudiva al canestro degli avversari che non segnavano da ben sette minuti. Mi veniva la pelle d'oca e provavo compassione per il malcapitato figlio che cercava anche di dissuadere il padre dalla sua fuorviante animosità.
Quante ne abbiamo sentite, di genitori che insultano (o fanno peggio) i propri figli perché hanno perso una qualsiasi partita, o si azzuffano con l’arbitro perché non è mai colpa dei propri figli?
Sono quei genitori che vogliono – a tutti i costi – che i propri figli siano dei Federer, o dei Messi, o dei Michael Jordan. Beh, adesso la ricerca scientifica gli dà pure una mano: in America hanno messo a punto un test, che si può comprare in farmacia, per verificare le doti ’sportive’ del/della ragazzo/ragazza. Che cosa dice? Verifica le attitudini, attraverso il Dna, e indirizza la prole verso una determinata disciplina sportiva.

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Così, i poveri figli di questi genitori arrivisti, non avranno più alibi. E, in caso di sconfitta, giù ceffoni a gogò. Ricorderete ancora la denuncia della tennista Jelena Dokic, malmenata dal coach/padre dopo aver perso una gara dello Slam. :shock: 
La tipologia del genitore ideale per uno sportivo? Il genitore appagato non è quello assente o disinteressato: c'è una differenza sottile, ma fondamentale. Sta nel fatto che il genitore equilibrato c'è, partecipa emotivamente, ma poi lascia la libertà di appassionarsi, scegliere, sognare... 
Vi lascio con una mia personalissima opinione/provocazione. 
Sapete qual è la squadra giovanile ideale da allenare? La rappresentativa di un orfanotrofio. :fuoco

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