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Indignazione

Indignazione: "stato dell’animo indignato; vivo risentimento, sdegno"

E’ poco come concetto... arido, piatto.
Non si avverte il sentimento che provo ora che si avvicina ad un dolore dell’anima misto a rabbia, fastidio, intolleranza all’ascolto della conferenza stampa sui dettagli macabri della morte della povera Yara.

“E’ morta dopo lunga agonia, anche di freddo con numerose ferite di arma da taglio sul corpo …” - si sente di TV.
Perché? Cosa ha aggiunto alle indagini?
E’ macabro, gratuito, inutile, dannoso.

Non fa parte della serietà dell’indagine ma è puro protagonismo assassino del buon senso di chi svolge e controlla le indagini.
Così , ancora una volta (e chi le conta più le volte), la descrizione violenta nei particolari, al pari dell’azione stessa , davanti a milioni di telespettatori, tramite i mass media che diventano una pericolosa cassa di risonanza di sentimenti negativi inculcando, nei labili, il desiderio di esprimersi nella stessa maniera e indicandone anche i modi.

State zitti, state zitti! State zitti voi che siete i portavoce del nostro degrado.
Un pietoso silenzio benefico e dignitoso sarebbe d'obbligo.

A che pro questo secondo omicidio vissuto in diretta? Fa male ai familiari, fa male a tutti coloro che hanno figli, fa male al mondo intero che svolge con onestà la propria esistenza e crede ancora nei valori che vanno scemando sempre di più.

Ma ci si chiede: da dove nasce tutto questo marcio? Dove è la fonte di inquinamento?
Dilaga tra l’eroicità quotidiana che a stento mantiene il ritmo giusto della vita (altrimenti sarebbe già avvenuta l’auto distruzione) in cui vige nel profondo, rispetto, amore, correttezza, dovere.
La sua forza tira avanti la carretta ma non è tale da infiammare gli animi!
Il marcio è ovunque e in chiunque svolge la propria attività non al meglio di se ma per “sbarcare il lunario”.
Dal calzolaio, al vigile, al cuoco, al magistrato, al medico, ognuno è essenziale, ma essenziale nell’onestà del proprio lavoro che diventa una preghiera e come preghiera , migliora, rafforza, indica strade giuste da percorrere.
Tutto incide sulla tabula rasa di piccole menti in formazione, assetati di conoscenza e del giusto.
Ognuno ne è responsabile nel proprio piccolo.

Perché i figli ci guardano e imparano dalle azioni di tutti noi. La scuola, esplosiva fonte di idee si è appiattita, modella queste giovani menti con nozioni prive di consistenza e fascino.

La Storia che dovrebbe infiammare gli animi, dare la possibilità di capire i” corsi e ricorsi storici” affinché il passato insegni a vivere nel presente è una noia, una sequenza di eventi aridi, di date, di nomi, private della loro forza.

La geografia, che dovrebbe essere un inno a questo mondo tanto variegato e imprevedibile, una carta geografica appesa al muro.

L’italiano, la matematica, un’ arma in più per lanciarsi nel futuro, il nulla.

Ai nostri gesti onesti si dovrebbe affiancare l’insegnamento della potenza della conoscenza affinché si innalzi e si fortifichi davvero.nPerché chi si innalza con la conoscenza, non solo proteggerà la sua crescita ma rinsalderà lo spessore morale che sa indicargli il momento opportuno quando intervenire ma soprattutto, quando stare pietosamente in silenzio!

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