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PIL - Flowers of Romance

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Chi non conosce i Sex Pistols?! Stiamo parlando della band rivoluzionaria per eccellenza, composta da musicisti al limite del ridicolo, che non è corretto neanche definire band, quanto piuttosto "accozzaglia di drogati" messa insieme da Malcom Mclaren per creare scompiglio mediatico e fare soldi. Leader di quel gruppo di "sfigati" era un certo Johnny Rotten, almeno così si faceva chiamare perchè il suo vero nome è John Lyndon, molto meno RIOT di Rotten e molto più da laureando in economia ad Oxford.

 

Sciolti i Sex - che, con un paio di singoli avevano cambiato per sempre la musica rock (loro o Mclaren è uguale) creando di fatto il punk, creando il modo di scrivere, di porsi sul palco, di vestire, di parlare PUNK facendo in modo che tutte le future band punk dovessero rendere conto ai Sex (o a Mclaren, è uguale) - Lyndon si ritrovò in mezzo ad una strada con l'idea fissa di dimostrare di non essere stato solo un burattino nelle mani di Mclaren, ma di essere anche un musicista/compositore di tutto rispetto, anche se, naturalmente, il rispetto lo avrebbe dovuto guadagnare sul campo!!

John crea nel 1978 i Public Image Ltd (PIL per gli amici) con dei musicisti di tutto rispetto: gente che poteva dare del "tu" allo strumento che suonava. Dalle ceneri del punk come sappiamo nacque il Dark (Siouxsie, Cure, Joy Division di Ian Curtis).
I PIL si inseriscono in questo filone ma a modo loro. Il loro groove non era vicino al classico dark punk ma più vicino al dub e al rock gotico grazie alla chitarra dell'ex Clash Keith Levene, al cantato istrionico e disarticolato di Lyndon ed al martellante e continuo incedere della batteria di Martin Atkins (futuro guru della musica industrial).

Flowers of Romance uscì nel 1981, l'iniziale "Four Enclosed Ealls" è l'archetipo delle sonorità del disco, di fatto una canzone per batteria e voce con qualche intromissione di oscuri suoni elettrocini provenienti dalla terra di mezzo: la batteria detta il tempo, ma Lyndon va per conto suo cantando testi truci ed allucinati da fine del mondo; la title track si differenzia con l'ingresso di violini e cori metafisici. A dominare è sempre la batteria propulsiva e tribale di Atkins. Le canzoni sono più o meno simili, inanellando ritmi sfibranti senza possibilità di pausa.
La finale "Francis Massacre" è il pezzo più duro, allucinante e avanguardistico del disco.
Di fatto non musica, ma urli da psicolettico su un tappeto di musica mai tale: storpiature chitarristiche, basso pulsante ed epilettico, batteria con i giri oltre il sopportabile.


PIL - Flowers of Romance

  • Four Enclosed Walls – 4:44 (John Lydon/Keith Levene/Martin Atkins)
  • Track 8 – 3:15 (John Lydon/Keith Levene)
  • Phenagen – 2:40 (John Lydon/Keith Levene)
  • Flowers of Romance – 2:51 (John Lydon/Keith Levene)
  • Under the House – 4:33 (John Lydon/Keith Levene/Martin Atkins)
  • Hymie's Him – 3:18 (John Lydon/Keith Levene)
  • Banging the Door – 4:49 (John Lydon/Keith Levene/Martin Atkins)
  • Go Back – 3:46 (John Lydon/Keith Levene)
  • Francis Massacre – 3:31 (John Lydon/Keith Levene)
  • Flowers of Romance (Instrumental) – 2:51 Bonus CD track (John Lydon/Keith Levene)
  • Home Is Where the Heart Is – 7:34 Bonus CD track (John Lydon/Keith Levene)
  • Another – 3:51 Bonus CD track (John Lydon/Keith Levene)

Un album epico, di "musica" dark e punk che non è né dark né punk, più vicina all'avanguardia ed alla cacofonia, di certo difficile e poco assimilabile...

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