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La marca da bollo: lo Stato contro il cittadino.

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A che serve la marca da bollo? Me lo sono sempre chiesto e non mi so dare una risposta precisa. So per certo che, dovendo registrare assieme ad alcuni amici lo statuto di una associazione presso l’Agenzia delle Entrate, ci siamo imbattuti nella peggiore delle macchinazioni sataniche: la burocrazia.
Preso il numerino per fare la fila allo sportello, veniamo ricevuti da una signora gentile che ci spiega la procedura da seguire e passa metà del tempo a noi dedicato a contare, con l’ausilio di una matita, il numero delle righe che compongono l’atto da registrare. Ogni cento, una marca da bollo.
Dopo di che, ci saremmo dovuti spostare allo sportello per l’apertura del codice fiscale, recarci in banca per pagare un modello F23, tornare ad un altro sportello per la registrazione con ben dieci marche da bollo. Alla fine del primo giorno siamo riusciti ad ottenere unicamente il codice fiscale.
Immaginate la scena: nel 2013 un impiegato dello Stato conta le righe di un atto per farvi apporre delle marche da bollo. Uno, due, tre, cento! Una marca. Uno, due, tre, cento. Via la seconda.
Mi sono sentito un alieno, un malcapitato teletrasportato per sbaglio da chissà quale altra galassia.
Lo Stato è contro il cittadino. Lo teme, lo opprime, lo sfianca.
Pensateci. Ci sono delle leggi sulle false dichiarazioni e delle sanzioni penali che vanno a colpire colui che si macchia di mendacio. A cosa servono, dunque, tutti questi orpelli amministrativi se con una dichiarazione mi assumo la responsabilità di ciò che scrivo in un atto?
Evidentemente, al cittadino non è riconosciuta alcuna fiducia. Egli, per essere a norma, deve apporre una marca adesiva, pagare altra roba in altri posti (che poi non capirò mai perché non si possa fare tutto ad uno sportello solo, compreso il pagamento, invece di costringerti a girare una città piena di macchine e senza posteggi), deve soggiacere ad un iter incomprensibile e oneroso.
Basterebbe dare fiducia al cittadino e punire severamente (e per davvero) chi sgarra. Semplice ed efficace ma…
Ma ciò comporterebbe la cancellazione di una intera classe di micropotenti (i pubblici ufficiali conoscono bene il valore della loro posizione, ce lo fece capire chiaramente un impiegato della Agenzia delle Entrate che alle ore una ed un minuto si alzò con fare tracotante per chiedere cosa ci facesse ancora tanta gente nell’ufficio, dato che ormai era ora di pranzo). Cancellerebbe un intero mondo di relazioni di forza che stritolano la tenacia del cittadino e lo addomesticano al gioco dello Statalismo oppressivo.
Come mi piacerebbe poter elidere tanta parte delle istituzioni statali, totalmente le Regioni e le Province. Come mi servirebbe una Amministrazione efficiente ed efficace, di fronte cui io sia cittadino: supremo portatore della dignità ordinamentale!

Nuccio Cantelmi
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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