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Il Genius loci dell’Archiforo

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Siccome tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare abbiamo deciso di attraversarlo questo mare e di raggiungere il bosco dell’Archiforo per toccare con mano, conoscere, parlare (in questo caso scrivere) con cognizione di causa e diradare dubbi, falsità, pregiudizi, strumentalizzazioni e quant’altro in questi giorni sta riempiendo le pagine dei giornali on e offline.

Nella mia ormai decennale attività escursionistica sulle montagne calabresi non ho mai visto tanti alberi (abeti in questo caso) secolari tutti insieme come in questo bosco. Esemplari maestosi che raccontano di un bosco antico e dunque sacro. “Nullus locus sine Genio” scriveva Servio nel commento all’Eneide, ci ricorda in un suo scritto Francesco Bevilacqua, che tradotto significa “nessun luogo è senza Genio“, dove per genio si intende lo spirito. Se questo è vero in generale lo è ancor di più per il bosco dell’Archiforo.
E’ per questo che ritengo poco interessante discettare sul diametro dei tronchi e sulla quantità di piante che sembrano in procinto di essere abbattute. Non è questa la ragione per cui quel bosco merita di essere salvaguardato e tutelato. La vera ragione è preservare il Genius loci presente nel bosco e, dunque, l’armonia dell’ambiente naturale presente in quel luogo, quella che noi abbiamo perso.
La nostra società è sempre più dotata di esperti, di tecnici in grado di valutare le caratteristiche tecniche e il valore commerciale di una pianta ma sempre meno capace cogliere il senso dei luoghi, lo spirito che li avvolge perchè, ovviamente, non è quantificabile.
Ecco perchè diventa possibile che un comune, in questo caso quello di Serra San Bruno (se da attribuire a questa o all’amministrazione precedente nel momento in cui scrivo resta da verificare), possa finanziare la realizzazione di un bel sentiero che conduce al bosco dell’Archiforo con fondi P.S.R. Calabria 2007-2013 misura 227- azione 2 e, contemporaneamente, non provvedere ad effettuarne la manutenzione periodica (in alcuni tratti il sentiero sparisce e si procede ad intuito) o, come previsto, prevederne il tanto discusso taglio. Perchè nella società degli economisti tutto il resto passa in secondo piano. I soldi sono stati spesi, l’opera è stata realizzata, la rendicontazione è conclusa, cosa andiamo obiettando? La pianta da abbattere ha il diametro previsto, lo hanno stabilito dei tecnici, che importa se sta a fianco a quella roccia e crea una bella ombra ed è in simbiosi perfetta con gli altri elementi naturali che la circondano? Sono dettagli di poco conto. Se li evidenzi sorridono e ti chiedono lei è del WWF? A che titolo parla?
Il bosco dell’Archiforo, in diversi punti, è un vero e proprio giardino zen progettato, questo si, dalle mani sapienti della natura. Il visitatore resta colpito, in particolar modo, quando giunge alla base della cosiddetta Pietra dell’Ammienzu, un ciclopico ammasso di graniti che sovrasta il percorso circondato da alberi secolari e da cascatelle d’acqua, un vero angolo di paradiso, dal quale ti attendi che possano spuntare da un momento all’altro degli Elfi.
Il compito dei romantici o dei visionari come noi, oggi, è quello di ridare la vista ai ciechi, di aprire gli occhi ai tecnici, di provare a far vedere loro ciò che non vedono. Il compito dei cittadini, invece, è quello di vigilare (è questa esperienza ci sta dimostrando come è possibile farlo) perchè non venga cancellato il senso dei luoghi. Il compito delle istituzioni dovrebbe essere quello di trasformare in atti burocratici, in procedure operative, di cui purtroppo la nostra società è pregna, tutto questo.
Consci di ciò, al termine di questa bellissima escursione, abbiamo incontrato il presidente del Consiglio Comunale di Serra con il quale abbiamo concordato l’organizzazione di un’altra escursione, domenica 23 marzo, nel bosco dell’Archiforo, alla quale sono invitate a partecipare tutte le imprese, le associazioni, gli appassionati, i naturalisti, i forestali, gli studiosi, le istituzioni e i cittadini che hanno a cuore la tutela del paesaggio calabrese.
In quella occasione il comune inviterà i tecnici che hanno martellato le piante, noi porteremo i nostri tecnici, e cercheremo di dare un senso a questa operazione che avrà l’unico obiettivo (nostro e delle istituzioni competenti) di tutelare e valorizzare quel bosco. Se ci impegnamo a raggiungere tutti insieme l’obiettivo il 23 marzo potrà essere ricordata come una bella giornata per la natura calabrese e non solo.

P.S. Stiamo preparando la locandina, tutte le associazioni, le imprese, gli enti che vogliono aderire possono inviarci il logo in formato jpg, via mail, all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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