Ti trovi qui:Portale/Sezioni/Un po' di tutto/Ereticamente.it/L’ignaro Marino e la democratura italiana


L’ignaro Marino e la democratura italiana

http://www.omnicomprensivo.it/forum/articoli/ereticamente/2015/ignazio-marino.jpg

L’ascesa e la caduta politica dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, andrebbe studiata nei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione. Se fossi un laureando scriverei una tesi di laurea sulla vicenda, mettendomi a raccogliere tutti gli articoli e i servizi giornalistici degli ultimi due anni, perchè è nelle pieghe e nell’evoluzione di questa parabola che si nascondono tutte le dinamiche perverse della partitica italiana che hanno trasformato uno stimato chirurgo internazionale in uno zimbello mediatico.
Occorre distinguere due sceneggiature costruite intorno al personaggio Marino. La prima, quella prevalente, di superficie, che i media raccontano a chi non lo conosce personalmente, che corrisponde all’immagine di una persona incapace di governare una città (ingovernabile per chiunque) come Roma. L’altra, quella vera, che nessuno ci racconterà mai, e che sarebbe auspicabile raccontare nello studio che invoco, in cui si nascondono i più o meno loschi interessi della partitica italiana, di qualsiasi colore essa sia. Una cosa è certa, Marino rappresentava un ostacolo al grande business del Giubileo (30 milioni di euro delle nostre tasse sono un affare che non può sfuggire) e occorreva utilizzare tutti i mezzi possibili e immaginabili per toglierlo di mezzo, alla faccia della democrazia. E’ stato semplicissimo riuscirci perchè Marino sta alla partitica italiana come un agnellino in mezzo ad un branco di lupi.
In verità un saggio dell’ambientino, nel quale stava per entrare a far parte, lo aveva già avuto nel 2010 quando “ un’inchiesta della Procura di Bologna mise in luce, grazie ad intercettazioni telefoniche, che la candidatura alle primarie del PD fu all’origine della mancata collaborazione di Marino con il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. L’amministrazione del Policlinico avrebbe “boicottato” Marino “per ragioni esclusivamente politiche”, in quanto “la collaborazione di Marino con il Sant’Orsola avrebbe potuto nuocere a Bersani”. Nonostante le smentite dei medici intercettati e del Sant’Orsola, il magistrato inquirente ritenne che non ci fossero dubbi, descrivendo “un desolante quadro di sudditanza politica delle scelte anche imprenditoriali di un’azienda ospedaliera di primaria importanza“. Ma non bastò a farlo desistere.
Una volta candidato sindaco, contro i pronostici del PD stesso, ed eletto è cominciata l’opera di delegittimazione. Dall’interrogazione parlamentare “ per aver effettuato con la sua auto otto ingressi senza permesso nella zona a traffico limitato del centro di Roma, senza pagare le relative multe, in merito alla quale la Procura della Repubblica di Roma, nel febbraio 2015, accertò che vi fu una violazione del sistema informatico da parte di ignoti per sabotare il permesso Ztl del sindaco“, a finire agli scontrini contestati, in una regione dove chi lo ha preceduto organizzava festini in maschera coi soldi dei contribuenti, tutto è stato studiato per alzare il polverone mediatico che serviva per pugnalare “l’ignaro” Marino. Con la collaborazione dei Cinque Stelle che, ormai da due anni nelle istituzioni, hanno imparato come si fa politica.
La stessa operazione è stata tentata, finora con scarsi risultati, a Napoli, con De Magistris, altro personaggio non controllabile e dunque scomodo.
Si chiama “democratura”, una fusione di democrazia e dittaturaneologismo coniato dall’artista Fabrizio Loschi  che ci ha anche scritto un libro, quella che, inaugurata da Napolitano attraverso tre governi (Monti, Letta e Renzi) mai eletti da nessuno, vige ormai in questo e, sotto altre forme, in altri Paesi. Ormai il voto del popolo non conta più nulla, è sufficiente sollevare uno scandalo, con l’appoggio dei media, per ribaltare la volontà popolare dopo pochi mesi o anni di governo. Non sono più il Parlamento o il Consiglio Comunale i luoghi in cui si dà o si toglie la fiducia ai rappresentanti ma gli studi dei notai, le riunioni private, la tv.
Dopo “il successo dell’Expo” altri successi servono alla partitica di governo per assicurarsi nuove stagioni, non è un caso che il commissario scelto per far passare un pò di tempo (grande alleato della partitica ) e dunque rifarsi alle prossime elezioni romane, su quelli che hanno la memoria corta, sia lo stesso.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito  www.ereticamente.it 

Per discutere dell'argomento, potete adoperare il nostro forum andando qui...

Altro in questa categoria:

Trafiletti e Curiosità

Error: No articles to display

Visitatori

Oggi 12

Ieri 144

Questa Sett. 156

Questo Mese 2521

Da Sempre 294226

Vai all'inizio della pagina