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Beck e la musica che si ascolta suonandola

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Per chi ancora crede che il potere di cambiare le cose venga dall’alto e appartenga ad alcune persone deputate (in tutti i sensi) a far si che si possa generare, magari per legge, ecco un’altra storia che dimostra come, al contrario, quasi sempre ciò avviene spontaneamente e “dal basso”. Per cambiare quasi sempre occorre uscire dalla zona di comfort nella quale spesso amiamo rifugiarci. E cosa c’è di più rivoluzionario per un musicista che pubblicare il suo nuovo album solo in cartaceo?
Si chiama Beck, all’anagrafe Beck Hansen, è un musicista e cantante statunitense tra i principali esponenti del genere musicale “indie rock” ma, soprattutto, è un eretico nel suo campo, uno che è già entrato di diritto nella storia della musica nonostante non abbia alle spalle quelle grandi carriere che solitamente sono necessarie per riuscirci. E’ l’autore di un album, Song Reader, uscito nel 2012 che per la prima volta non viene pubblicato da una casa discografica ma da una casa editrice. Si, perché Mr Beck ha preferito lasciare che fosse il pubblico a suonare la musica che lui ha scritto e, dunque, a re-interpretarla a proprio piacimento. Un progetto musicale collettivo in cui gli spartiti e i testi diventano una traccia che Beck ha deciso di condividere via Internet col suo pubblico. In un’intervista al Guardian ha dichiarato: “Voglio sentire quanto sono lontane dall’idea originale con cui sono state scritte. Posso suonarle live ma sono più interessato ad ascoltare cosa ne fa la gente“. Quest’ultima frase “sono più interessato ad ascoltare cosa ne fa la gente” lascia trasparire un spirito hacker anni ’90, fatto di apertura, curiosità, partecipazione e condivisione, quello stesso spirito che ha consentito alle più importanti intuizioni di far fare i maggiori passi in avanti all’umanità.
In un mondo, come quello della musica (ma non solo), intriso di protagonismo Beck ha deciso di aprirsi alla condivisione, di mettersi in gioco, di sperimentare, di decentrarsi, di mettersi dall’altra parte, dalla parte di chi ascolta ma soprattutto di lasciare la libertà a chi ne viene in contatto di interpretarla seguendo la propria ispirazione, il proprio stile. “Quando qualcuno suona o impara a suonare una canzone da sè, il brano diventa una parte di sé in maniera differente da come lo diventerebbe se se ne ascoltasse solo la registrazione” afferma.
In questo antico tentativo di Beck di riavvicinare il pubblico alla musica, di trasformarlo da spettatore in attore, vedo un’analogia con il tentativo di molti naturalisti di riavvicinare l’uomo post-moderno alla natura. Eliminando il media (mp3, cd, vinile che sia) che si frappone tra l’uomo e la musica si ristabilisce il contatto diretto con essa, non più attraverso il semplice ascolto passivo ma diventando interpreti attivi. Sul sito del progetto si possono trovare molte interpretazioni condivise in questi due anni, mentre numerosi grandi nomi della musica hanno eseguito i brani di Song Reader. Un esempio di eresia da conoscere e condividere con lo stesso spirito con cui si può interpretare lo spartito di una canzone.

Massimiliano Capalbo 
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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