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Abolire la proprietà intellettuale

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Il saggio di Michele Bolaboliredrin e David Levine “Abolire la proprietà intellettuale” è uno scritto originale ed illuminante, la cui chiarezza e semplicità possono aiutare qualsiasi lettore ad addentrarsi nel mondo oscuro e cavilloso della proprietà intellettuale, tra brevetto e diritto d’autore. Se l’inventore della ruota avesse posto brevetto alla sua invenzione e ne avesse perseguito il monopolio avverso tutti gli imitatori, cosa sarebbe potuto accadere? L’umanità oggi sarebbe probabilmente diversa culturalmente e tecnologicamente. Boldrin e Levine spiegano, con esempi chiari e storicamente fondati, come brevetto e diritto d’autore abbiano notevolmente rallentatato la concorrenza e la creatività, favorendo monopoli e potentati economici. La proprietà delle idee (mi si passi questa espressione scorretta ma efficace ed evocativa) è un male neppure necessario in quanto sono documentati svariati casi in cui, pur non applicando patenti o copyright, l’innovatore di un mercato o di uno specifico settore ha raggiunto il successo e la giusta remunerazione del suo contributo all’umanità,  senza aver impedito la concorrenza e la cooperazione. È il caso di Linus Torvalds, il creatore originario del sistema operativo Linux, che è divenuto un leader mondiale nel settore regalando al mondo il sistema operativo che tutti possono liberamente copiare e modificare.
Oggi che in tanti si chiedono quali siano le risposte possibili alla crisi di sistema che attraversiamo, il problema del monopolio delle idee è ampiamente sottovalutato: l’evoluzione umana potrebbe trovare nella proprietà intellettuale l’ostacolo più importante ad ogni possibile innovazione. Sia appena il caso di cennare come i colossi dell’ICT si stiano sfidando a colpi di brevetti nelle aule dei tribunali piuttosto che in laboratorio, con richieste miliardarie che sottraggono risorse alla ricerca ed allo sviluppo di soluzioni più avanzate e meno costose per l’utente finale.
Buona lettura, dunque, di questo magnifico saggio.

Nuccio Cantelmi
Fonte: Questo lavoro è tratto interamente dal sito www.ereticamente.it 

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