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Black Heart Procession - 2

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I ricordi...

Piccoli frammenti di vita che riaffiorano nella nostra mente e nel nostro cuore grazie ad input che riceviamo quotidianamente. Una macchina che passa, un litigio che sembra un deja vu e inevitabilmente vengono a galla questi flash. Gioiosi o no, i ricordi rappresentano il nostro bagaglio di esperienze, conscie ed inconscie, che accumuliamo durante la nostra esistenza.

La musica è strettamente legata ai ricordi. Può fare da sfondo, ma anche essere la scintilla che scatena una reazione emozionale. Il potere della musica è dato dal fatto che è eterea, non fisica, si può insisuare come una dolce musa nel nostro animo, può amplificare la gioia e la malinconia.

Non sono molti, nella storia del rock, i dischi che possono competere con "2" riguardo a questa capacità peculiare. Il suo suono è allo stesso tempo commovente e disarmante quanto a bellezza. Undici brani di straordinario intimismo capaci di proiettare l'ascoltatore in una dimensione quasi afona, dove il mondo circostante sembra eclissato da un sole nero. Musica che va dritta all'anima, insomma.

I BHP sono una band Californiana, dove la vita è sole e spiagge. Si discostano molto dal sound tipico della loro terra, la loro musica è malinconica, dolce ed evocativa, un misto tra folk, elettronica e country suonato con nuovi e vecchi strumenti con arrangiamenti eleganti.

Si comincia con un vento cosmico (Waiter #2), reminescienza di Aurore Boreali osservate con occhi di bimbo. Detriti di elettronica fino a quando i rintocchi di un piano creano un atmosfera desolata e scarna, il tema è opprimente, ma sicuramente di una magia spettrale

La successiva Blue Tears è pura intimità, si apre con un organetto suonato svogliatamente a passo di valzer, un canto rassegnato ed una tromba fiera e compatta nel suono. Nel ritornello un crescendo musicale può far piangere di gioia o malinconia, ma non restare indifferenti. Capolavoro.

La successiva, Your Church is Red per chitarra e piano, fa riemergere una timida alba dopo tanta meravigliosa desolazione, che ritorna in tutto il suo nero splendore in When We Reach Hill, storia di una fuga raccontata per chitarra acustica e timida elettronica in sottofondo, il cantato di Jenkins è fosco come il mood della canzone che non lascia scampo.

Outside the glass è quasi ambient. Un leggero sottofondo ed il dolcissimo canto di Jenkins che sembra provenire dall'oltre tomba

E' il piano il protagonista di Gently of the Edge con i suoi fraseggi veloci, diluiti. La solita tromba e la solita elettronica in sottofondo lasciano spazio ad una canzone con il titolo più bello della storia del rock It's A Crime I Never Told You About The Diamonds In Your Eyes . L'inizio ci da una scossa dopo tanta avvilente mestizia, il piano suona veloce e la musica accompagna un canto meno triste e più convinto, come se stesse parlando alla donna amata dopo un breve litigio.

Si ritorna al nero pece nelle successive My Heart Might Stop , Beneath the Ground e The Waiter #3 , più sperimentale ed ambientale la seconda, più elettronica la prima e degna conclusione di un viaggio interiore doloroso quanto necessario la terza.

Black Heart Procession - 2

  • The Waiter No. 2 – 4:00
  • Blue Tears – 4:55
  • A Light So Dim – 7:53
  • Your Church Is Red – 4:13
  • When We Reach the Hill – 3:44
  • Outside the Glass – 2:41
  • Gently Off the Edge – 5:52
  • It's a Crime I Never Told You About the Diamonds in Your Eyes – 3:29
  • My Heart Might Stop – 3:51
  • Beneath the Ground – 3:14
  • The Waiter No. 3 – 7:21

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